Scheda modello

Triumph GT6

La Triumph GT6 è una coupé sportiva a due posti prodotta dal 1966 al 1973, nata dall'unione tra la carrozzeria fastback della Spitfire e un motore sei cilindri in linea da due litri, capace di regalarle prestazioni ben superiori a quelle della sorella scoperta.

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Perché sì

  • Motore sei cilindri in linea brillante e con una sonorità superiore ai rivali quattro cilindri
  • Linea fastback disegnata da Michelotti, elegante e con richiami alla ben più costosa Jaguar E-Type
  • Meccanica semplice, facilmente reperibile e manutenibile grazie a club e registri specializzati
  • Buona robustezza del motore, capace di percorrere lunghe distanze senza interventi importanti

Da valutare

  • Sulle prime serie l'assetto posteriore a semiassi oscillanti risultava poco prevedibile nella guida sportiva
  • Climatizzazione dell'abitacolo scarsa, soprattutto sulla Mk I
  • Commercialmente fu superata dalla rivale MG B GT, con vendite della Mk III inferiori alle attese
  • La reperibilità di esemplari con documentazione italiana originale è oggi molto limitata

In sintesi

Segmento
Coupé sportiva compatta
Carrozzeria
Coupé fastback 2 posti con portellone posteriore
Anni di produzione
1966 - 1973
Esemplari prodotti
Circa 40.900 unità
Motore
6 cilindri in linea, 1998 cm³, alimentazione a carburatori
Potenza
Da 95 CV (Mk I) a 104 CV (Mk II e Mk III)
Trazione
Posteriore
Designer carrozzeria
Giovanni Michelotti
Stabilimento
Canley, Coventry (Regno Unito)

La Triumph GT6 nasce a metà degli anni Sessanta come risposta della casa di Coventry alla MG B GT, sfruttando il pianale e l'impostazione della piccola Spitfire ma trasformandola in una vettura più raffinata e veloce. Il disegno della carrozzeria porta la firma di Giovanni Michelotti, già autore della stessa Spitfire, che nel 1963 aveva proposto a Standard-Triumph una versione chiusa con coda fastback e portellone posteriore apribile. Il primo tentativo, abbinato al piccolo quattro cilindri della Spitfire, si rivelò troppo pesante e poco brillante, tanto da essere accantonato. La linea trovò però una seconda vita nei programmi corse Triumph del 1964, dimostrandosi efficace dal punto di vista aerodinamico e contribuendo al buon piazzamento ottenuto dalle Spitfire alla 24 Ore di Le Mans del 1965. Forte di quell'esperienza, nel luglio 1966 la casa inglese presentò la GT6 vera e propria, questa volta abbinata al sei cilindri in linea da due litri mutuato dalla Triumph Vitesse, capace di restituire alla vettura le prestazioni che la sola estetica sportiva prometteva. La somiglianza con la ben più costosa Jaguar E-Type le valse presto il soprannome popolare di E-Type per tasche più modeste.

Design e origini del progetto

La GT6 nasce dall'idea di trasformare la Spitfire, apprezzata roadster di piccola cilindrata, in una coupé più completa e veloce. Giovanni Michelotti disegnò una coda fastback con portellone posteriore apribile, soluzione che oltre a garantire un buon coefficiente aerodinamico offriva anche un vano bagagli più pratico rispetto alla scoperta.

Il primo abbinamento tra questa carrozzeria e il piccolo quattro cilindri della Spitfire non convinse per via del peso aggiuntivo, che penalizzava troppo le prestazioni. La svolta arrivò quando il progetto fu accostato al sei cilindri in linea da due litri della Triumph Vitesse, capace di restituire alla vettura la brillantezza che la linea sportiva lasciava intuire.

Potenza

Da 95 CV (Mk I) a 104 CV (Mk II e Mk III)

Motore e meccanica

Il cuore della GT6 è un sei cilindri in linea da 1998 cm³ alimentato a carburatori, che sulla prima serie erogava circa 95 CV. Con l'evoluzione del modello la potenza salì fino a 104 CV grazie a una testata rivista, una nuova distribuzione e collettori aggiornati.

  • Mk I: assetto posteriore a semiassi oscillanti, meno raffinato nella tenuta di strada
  • Mk II: introduzione dei giunti Rotoflex e di bracci oscillanti invertiti, per una guida più equilibrata
  • Mk III: carrozzeria rivista, maniglie a filo porta e, dal 1973, sospensione posteriore a molla oscillante più economica e servosterzo disponibile

Anni di produzione

1966 - 1973

Le tre generazioni della GT6

Nel corso dei sette anni di produzione la GT6 venne aggiornata tre volte, con modifiche che riguardarono sia l'estetica sia la meccanica, nel tentativo di correggere i limiti evidenziati dalla critica sulla prima serie.

Motore

6 cilindri in linea, 1998 cm³, alimentazione a carburatori

Affidabilità e mercato dell'usato

Il sei cilindri della GT6 è considerato un propulsore robusto, capace di percorrere lunghe distanze senza interventi rilevanti se sottoposto a manutenzione regolare. Molti esemplari sopravvissuti sono stati aggiornati dagli appassionati con impianti di accensione elettronica, scarichi in acciaio inossidabile e boccole delle sospensioni in poliuretano, interventi che migliorano affidabilità e comfort d'uso quotidiano.

In Italia gli esemplari importati all'epoca furono pochissimi, e oggi le vetture con targa originale di prima immatricolazione italiana sono rimaste in numero molto ridotto, rendendo la GT6 un'auto d'epoca di nicchia ricercata soprattutto dai club di appassionati.

Le generazioni della GT6

7anni di storia

1966—19682 anni

Mk I

Prima serie con motore sei cilindri da 95 CV e assetto posteriore a semiassi oscillanti, criticato per un comportamento su strada poco prevedibile e per una climatizzazione dell'abitacolo insufficiente.

1968—19702 anni

Mk II / GT6+

Aggiornamento che introduce i giunti Rotoflex e bracci oscillanti invertiti per risolvere i problemi di tenuta della prima serie, oltre a una testata motore rivista che porta la potenza a 104 CV e a un paraurti anteriore rialzato.

1970—19733 anni

Mk III

Ultima evoluzione con carrozzeria rivista in linea con gli aggiornamenti della Spitfire, maniglie delle porte a filo carrozzeria e, dal 1973, una sospensione posteriore a molla oscillante più semplice ed economica, con servosterzo disponibile come opzione.

Domande frequenti sulla GT6

In che anni è stata prodotta la Triumph GT6?

La Triumph GT6 è stata prodotta dal 1966 al 1973, in tre generazioni successive denominate Mk I, Mk II e Mk III.

Che motore monta la Triumph GT6?

Monta un sei cilindri in linea da 1998 cm³ alimentato a carburatori, con potenza compresa tra 95 CV della prima serie e 104 CV delle versioni successive.

Chi ha disegnato la carrozzeria della GT6?

La carrozzeria fastback è opera del designer italiano Giovanni Michelotti, già autore della Triumph Spitfire da cui la GT6 deriva meccanicamente.

Quanti esemplari di Triumph GT6 sono stati prodotti?

Complessivamente sono stati realizzati circa 40.900 esemplari nelle tre serie prodotte tra il 1966 e il 1973.

Perché la GT6 viene chiamata la E-Type dei poveri?

Il soprannome deriva dalla somiglianza stilistica della coda fastback con quella della ben più costosa Jaguar E-Type, pur trattandosi di una vettura di fascia e prezzo molto più accessibili.

Fonti

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