Design e origini del progetto
La GT6 nasce dall'idea di trasformare la Spitfire, apprezzata roadster di piccola cilindrata, in una coupé più completa e veloce. Giovanni Michelotti disegnò una coda fastback con portellone posteriore apribile, soluzione che oltre a garantire un buon coefficiente aerodinamico offriva anche un vano bagagli più pratico rispetto alla scoperta.
Il primo abbinamento tra questa carrozzeria e il piccolo quattro cilindri della Spitfire non convinse per via del peso aggiuntivo, che penalizzava troppo le prestazioni. La svolta arrivò quando il progetto fu accostato al sei cilindri in linea da due litri della Triumph Vitesse, capace di restituire alla vettura la brillantezza che la linea sportiva lasciava intuire.
Potenza
Da 95 CV (Mk I) a 104 CV (Mk II e Mk III)
Motore e meccanica
Il cuore della GT6 è un sei cilindri in linea da 1998 cm³ alimentato a carburatori, che sulla prima serie erogava circa 95 CV. Con l'evoluzione del modello la potenza salì fino a 104 CV grazie a una testata rivista, una nuova distribuzione e collettori aggiornati.
- Mk I: assetto posteriore a semiassi oscillanti, meno raffinato nella tenuta di strada
- Mk II: introduzione dei giunti Rotoflex e di bracci oscillanti invertiti, per una guida più equilibrata
- Mk III: carrozzeria rivista, maniglie a filo porta e, dal 1973, sospensione posteriore a molla oscillante più economica e servosterzo disponibile
Anni di produzione
1966 - 1973
Le tre generazioni della GT6
Nel corso dei sette anni di produzione la GT6 venne aggiornata tre volte, con modifiche che riguardarono sia l'estetica sia la meccanica, nel tentativo di correggere i limiti evidenziati dalla critica sulla prima serie.
Motore
6 cilindri in linea, 1998 cm³, alimentazione a carburatori
Affidabilità e mercato dell'usato
Il sei cilindri della GT6 è considerato un propulsore robusto, capace di percorrere lunghe distanze senza interventi rilevanti se sottoposto a manutenzione regolare. Molti esemplari sopravvissuti sono stati aggiornati dagli appassionati con impianti di accensione elettronica, scarichi in acciaio inossidabile e boccole delle sospensioni in poliuretano, interventi che migliorano affidabilità e comfort d'uso quotidiano.
In Italia gli esemplari importati all'epoca furono pochissimi, e oggi le vetture con targa originale di prima immatricolazione italiana sono rimaste in numero molto ridotto, rendendo la GT6 un'auto d'epoca di nicchia ricercata soprattutto dai club di appassionati.


