La genesi: dal Project Ajax alla Dolomite
La Dolomite rappresentò il tassello conclusivo della gamma compatta Triumph avviata a metà degli anni Sessanta, un percorso di sviluppo interno noto come Project Ajax. La vettura riprendeva la scocca allungata della Triumph 1500 a trazione anteriore, ma abbinata alla meccanica a trazione posteriore ereditata dalla Toledo, una scelta ingegneristica insolita che permise di posizionare il modello come erede delle varianti più ricercate della gamma e sostituto della sportiva Vitesse a sei cilindri.
Annunciata al London Motor Show del 1971, la Dolomite raggiunse la piena produzione solo nell'ottobre del 1972, penalizzata da scioperi e difficoltà industriali che afflissero il gruppo British Leyland in quegli anni.
Motore
4 cilindri in linea benzina, 1.296-1.998 cc
Motorizzazioni e gamma
Al debutto la Dolomite montava esclusivamente il quattro cilindri Slant-Four da 1.854 cc con testata in lega e distribuzione a camme in testa, capace di 91 CV. Nel 1976 la gamma fu razionalizzata con l'introduzione di varianti più accessibili: la Dolomite 1300, equipaggiata con il piccolo motore Standard SC da 1.296 cc, e la Dolomite 1500 con l'unità OHV da 1.493 cc, disponibile anche nell'allestimento di lusso 1500HL, che riprendeva la dotazione ricca della 1850HL ma con la motorizzazione più contenuta.
- Dolomite 1300: 1.296 cc, circa 79 CV
- Dolomite 1500 / 1500HL: 1.493 cc, circa 91 CV
- Dolomite 1850HL: 1.854 cc, circa 91 CV, allestimento di lusso
- Dolomite Sprint: 1.998 cc a 16 valvole, 127 CV
Tutte le versioni potevano essere abbinate al cambio manuale a quattro marce, con overdrive o cambio automatico a tre rapporti disponibili come optional.
Anni di produzione
1972-1980
La Dolomite Sprint: la rivoluzione delle 16 valvole
Presentata nel giugno 1973 dopo un lancio slittato di un anno, la Dolomite Sprint fu la vera protagonista della gamma. Il quattro cilindri da 1.998 cc adottava una testata a 16 valvole azionate da un unico albero a camme, soluzione che le è valsa il riconoscimento di prima automobile di serie al mondo dotata di un motore multivalvole. La potenza saliva a 127 CV a 5.700 giri, per uno 0-100 km/h coperto in circa 8,4 secondi e una velocità massima di 192 km/h.
La Sprint si distingueva anche esteticamente, con cerchi in lega di serie (una prima assoluta per un'auto britannica di produzione), tetto in vinile, spoiler anteriore, doppio scarico e assetto ribassato. Il design della testata ottenne inoltre un Design Council Award nel 1974.
Affidabilità e vita da classica oggi
La Dolomite si è guadagnata nel tempo una certa fama di fragilità, dovuta soprattutto alla scarsa resistenza alla corrosione della carrozzeria, il fattore che oggi più di ogni altro determina il valore di un esemplare sul mercato dell'usato. Il motore Slant-Four è generalmente affidabile se mantenuto con cura, ma un impianto di raffreddamento trascurato può portare a surriscaldamenti e alla deformazione della testata in alluminio. Tra i punti da controllare in fase d'acquisto figurano anche l'overdrive, talvolta soggetto a malfunzionamenti, e l'usura delle sospensioni.
Con una manutenzione adeguata la Dolomite resta comunque una classica utilizzabile quotidianamente, apprezzata per il piacere di guida e per un rapporto prestazioni-prezzo che, nel caso della Sprint, la rende ancora oggi un'alternativa interessante alle rivali tedesche coeve.

