Dalla Vista Ardeo a un progetto tutto nuovo
La Opa debutta come concept al Salone di Tokyo del 1999 e arriva sul mercato nel maggio 2000, sviluppata a partire dal pianale e dalla meccanica della station wagon Vista Ardeo, versione a carrozzeria larga della Camry destinata al mercato giapponese.
Toyota la colloca in listino come compagna più compatta della Caldina, distribuendola in esclusiva attraverso la rete di concessionarie Toyopet, con un unico ciclo produttivo che si chiude nel 2005.
Anni di produzione
2000-2005
Un abitacolo pensato per la flessibilità
L'elemento più distintivo della Opa è la leva del cambio, spostata dalla consolle centrale a una posizione bassa sul cruscotto: una soluzione che libera lo spazio tra i sedili anteriori e consente il passaggio verso i posti posteriori.
- Sedili anteriori completamente reclinabili
- Divano posteriore frazionato 6:4, scorrevole e reclinabile
- Altezza di soli 1.525 mm, compatibile con i parcheggi meccanizzati con limite di 1.600 mm
Dal gennaio 2001 è inoltre disponibile un sistema di navigazione GPS opzionale, allora ancora poco diffuso su vetture di questa fascia.
Motori e trasmissioni
Al lancio la gamma prevede il quattro cilindri 1.8 litri 1ZZ-FE, abbinato a un cambio automatico a 4 rapporti, disponibile sia a trazione anteriore sia integrale. Da agosto 2000 si aggiunge il 2.0 litri 1AZ-FSE a iniezione diretta D-4, riservato alla sola trazione anteriore e abbinato a un cambio CVT.
Quest'ultima motorizzazione segna un passaggio tecnico importante per la casa giapponese: è la prima Toyota di serie a montare un cambio a variazione continua, tecnologia che negli anni successivi si diffonderà su molti altri modelli del marchio.
Un'auto di nicchia, oggi oggetto da collezionisti JDM
Nonostante le soluzioni interessanti, la Opa non riesce a trovare un pubblico definito: percepita come un compromesso tra wagon, berlina e monovolume, non convince né chi cerca una vettura più tradizionale né chi desidera i volumi di un monovolume vero e proprio.
Le vendite restano modeste per tutto il ciclo vitale del modello, che a differenza di molte altre Toyota dell'epoca non riceve mai una seconda generazione. Proprio la sua rarità e il suo stile fuori dagli schemi ne fanno oggi un modello ricercato dagli appassionati di auto giapponesi d'importazione.









