Scheda modello

Toyota Mark II

La Toyota Mark II è una berlina di segmento medio-alto prodotta in Giappone dal 1968 al 2004, mai commercializzata ufficialmente in Europa ma diventata un'icona del mondo JDM grazie alla trazione posteriore e ai motori sei cilindri turbo.

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Perché sì

  • Meccanica robusta e motori sei cilindri, in particolare la famiglia 1JZ, noti per resistere a chilometraggi molto elevati se sottoposti a manutenzione regolare
  • Trazione posteriore e assetto bilanciato molto apprezzati nel tuning e nel drifting
  • Gamma motori ampia e differenziata, dai quattro cilindri economici ai sei cilindri turbo, adatta a usi diversi
  • Buona dotazione tecnologica per l'epoca su alcune generazioni, con ABS a quattro ruote, sospensioni elettroniche TEMS e differenziale Torsen
  • Ricambistica e assistenza tecnica ben supportate dalla comunità di appassionati JDM

Da valutare

  • Non è mai stata venduta ufficialmente in Europa: la si trova solo tramite importazione dal Giappone, con relativi costi e pratiche doganali
  • Sulle versioni turbo la cura di turbina e impianto di raffreddamento è determinante: la trascuratezza porta a guasti costosi
  • Le versioni più ricercate, come la Tourer V con cambio manuale, hanno quotazioni in forte crescita e sono ormai difficili da trovare a prezzi contenuti
  • Reperire ricambi originali specifici in Italia ed Europa può richiedere tempi lunghi e canali di importazione dedicati

In sintesi

Segmento
Berlina medio-alta (mercato giapponese)
Carrozzeria
Berlina, hardtop, coupé (prime generazioni), wagon Blit
Anni di produzione
1968–2004 (wagon Blit fino al 2007)
Generazioni
9
Trazione
Posteriore, con versioni a trazione integrale dagli anni '90
Motorizzazioni
Benzina 4 e 6 cilindri, alcune turbo, e diesel
Mercati
Giappone; esportata come Toyota Cressida (1976-1992)
Successore
Toyota Mark X (2004)

La Mark II nasce nel settembre 1968 come Toyota Corona Mark II, pensata per collocarsi appena sotto i limiti dimensionali e di cilindrata imposti dalle normative fiscali giapponesi, lasciando alla ammiraglia Crown il ruolo di modello più lussuoso della gamma. Basata inizialmente sul pianale della Corona ma con carrozzeria più larga, fu proposta in esclusiva presso i concessionari Toyopet come risposta alla Nissan Laurel e, sui mercati internazionali, alla Datsun 510. Il successo fu tale da trasformare Toyota, fino ad allora percepita come costruttore di utilitarie, in un marchio capace di competere anche nella fascia medio-alta. Dal 1972 il nome fu semplificato in Toyota Mark II, e negli anni la gamma si arricchì delle sorelle Chaser (dal 1977, taglio più sportivo) e Cresta (dal 1980, impostazione più lussuosa), tutte costruite sulla stessa piattaforma a trazione posteriore. Sui mercati esteri, tra il 1976 e il 1992, la vettura fu venduta come Toyota Cressida.

Nove generazioni in oltre trent'anni

Lungo la sua carriera la Mark II ha attraversato nove generazioni, passando da berlina compatta a vettura di taglia media-alta. Le prime serie, ancora vendute come Corona Mark II, condividevano meccanica con la Corona ma proponevano carrozzerie più ampie e allestimenti più curati, incluse varianti coupé.

  • Dal 1972 il nome si semplifica in Toyota Mark II e la gamma abbandona progressivamente i legami con la Corona
  • Negli anni '70 arrivano stile a coda tronca in stile 'coke bottle' e le prime motorizzazioni diesel
  • Negli anni '80 il coupé viene tolto di listino e debuttano le prime versioni turbo
  • Dal 1988 la sigla telaistica X80 introduce i moderni motori a sei cilindri della famiglia JZ
  • Le ultime due generazioni, X100 e X110, portano la vettura fino al 2004, affiancata dal 2002 dalla wagon Mark II Blit

Anni di produzione

1968–2004 (wagon Blit fino al 2007)

Motori: dai quattro cilindri ai sei cilindri turbo

La varietà di propulsori montati sulla Mark II nel corso degli anni è ampia: si va dai quattro cilindri di cilindrata compresa tra 1,5 e 2,4 litri fino ai sei cilindri in linea da 2,0 a 3,0 litri, comprese le unità diesel da 2,2 e 2,4 litri turbo.

Il capitolo più celebre riguarda i sei cilindri turbo della famiglia 1JZ, che nelle versioni più spinte hanno raggiunto i 280 CV, il tetto informalmente concordato tra i costruttori giapponesi in quegli anni. Ad esempio la settima generazione, lanciata nell'ottobre 1992, offriva un ventaglio che andava dal 1.8 benzina da 120 CV fino al 2.5 twin-turbo da 280 CV, con l'aggiunta nel 1993 di una trazione integrale a controllo elettronico.

Mercati

Giappone; esportata come Toyota Cressida (1976-1992)

Un'icona JDM mai arrivata ufficialmente in Europa

La Mark II non è mai stata commercializzata ufficialmente sul mercato italiano o europeo: sui mercati d'esportazione veniva proposta con il nome Toyota Cressida, in una gamma di motorizzazioni più contenuta rispetto a quella giapponese.

Proprio per questo, in Europa la vettura è conosciuta quasi esclusivamente attraverso il canale delle importazioni JDM, alimentato dalla fama guadagnata nel mondo del drifting: la sorella Chaser, costruita sullo stesso pianale e con la stessa gamma di motori sei cilindri, è stata per anni un punto di riferimento nelle competizioni e nei video di settore giapponesi.

Successore

Toyota Mark X (2004)

Fine carriera ed eredità

L'ultima generazione, la X110, debutta nell'ottobre 2000 e resta in produzione fino all'ottobre 2004, affiancata dalla variante wagon Mark II Blit, introdotta nel gennaio 2002 e prodotta fino al 2007.

Con la fine della produzione della berlina nel 2004, Toyota affida il testimone alla Mark X, che ne raccoglie l'eredità sul mercato giapponese proseguendo l'impostazione a trazione posteriore.

Le generazioni della Mark II

36anni di storia

1968—19724 anni

1ª generazione

Debutta come Toyota Corona Mark II, basata sulla piattaforma Corona ma con carrozzeria più ampia; disponibile anche in versione coupé.

1972—19764 anni

2ª generazione

Nuova piattaforma dedicata (serie X), il nome si semplifica in Toyota Mark II, stile ispirato alla moda 'coke bottle'.

1976—19804 anni

3ª generazione

Design più vicino ai canoni europei, costruzione unibody e debutto delle motorizzazioni diesel; parte l'esportazione come Toyota Cressida.

1980—19844 anni

4ª generazione

Introduce un sistema di avvisi vocali di bordo; la carrozzeria coupé viene abbandonata.

1984—19884 anni

5ª generazione

Il nome Corona scompare definitivamente; nel 1985 arrivano le prime motorizzazioni twin-turbo.

1988—19924 anni

6ª generazione

Debuttano i sei cilindri della famiglia JZ; la gamma si concentra su berlina e hardtop.

1992—19964 anni

7ª generazione

Solo hardtop a 4 porte, linee Tourer e Grande, sospensioni elettroniche TEMS, ABS a quattro ruote e differenziale Torsen; nel 1993 arriva la trazione integrale elettronica.

1996—20004 anni

8ª generazione

Generazione X100, celebre per la variante Tourer V con motore 1JZ-GTE turbo da 280 CV, diventata un riferimento nel mondo del tuning e del drifting.

2000—20044 anni

9ª generazione

Ultima generazione, sigla X110; nel 2002 debutta la variante wagon Mark II Blit, che resta in produzione fino al 2007.

Domande frequenti sulla Mark II

La Toyota Mark II è mai stata venduta in Italia?

No, la Mark II non è mai stata commercializzata ufficialmente in Italia o nel resto d'Europa. Sui mercati di esportazione Toyota la proponeva con il nome Cressida; in Italia gli esemplari oggi presenti provengono quasi sempre da importazioni JDM dal Giappone.

Che differenza c'è tra Mark II, Chaser e Cresta?

Sono tre modelli gemelli, costruiti sulla stessa piattaforma a trazione posteriore e con la stessa gamma di motori, ma venduti attraverso reti di concessionari diverse in Giappone e con carrozzeria e allestimenti differenziati: la Mark II aveva un posizionamento generalista, la Chaser un taglio più sportivo, la Cresta un'impostazione più lussuosa.

Qual è il motore più ricercato della Mark II?

Il sei cilindri turbo 1JZ-GTE da 2,5 litri, montato ad esempio sulla variante Tourer V dell'ottava generazione, capace di 280 CV: è il propulsore più apprezzato dagli appassionati per prestazioni e potenziale di elaborazione.

La Toyota Mark II è un'auto affidabile?

I motori a sei cilindri della gamma, in particolare i 1JZ, godono di buona reputazione per la resistenza nel tempo se sottoposti a manutenzione regolare di cambio olio, impianto di raffreddamento e cinghia di distribuzione; sulle versioni turbo importate i problemi più frequenti derivano proprio dalla trascuratezza di questi interventi piuttosto che da difetti di progetto.

Fonti

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