Un progetto ingegneristico prima ancora che stilistico
Dietro le forme compatte della iQ si nasconde un lavoro di ottimizzazione degli spazi molto spinto per l'epoca. Gli ingegneri Toyota spostarono il differenziale davanti al motore anziché dietro, adottarono un serbatoio del carburante piatto posizionato sotto la scocca, ridussero l'ingombro dell'impianto di climatizzazione e disegnarono una plancia asimmetrica che permette al sedile del passeggero anteriore di avanzare più di quello del guidatore.
- Differenziale anteposto al motore per guadagnare centimetri utili all'abitacolo
- Serbatoio ribassato e sottile integrato nel pianale
- Plancia asimmetrica per liberare spazio al passeggero anteriore
- Sedili anteriori sottili per aumentare lo spazio posteriore
Il risultato è un'auto lunga meno di tre metri che, secondo Toyota, riesce comunque a proporre quattro posti reali, seppure con il sedile posteriore lato guida pensato più per un bambino che per un adulto.
Potenza
Da 68 CV a 98-101 CV
Motori e allestimenti
Al lancio la gamma europea della iQ contava su un tre cilindri 1.0 VVT-i da 68 CV, pensato per privilegiare consumi ed emissioni contenute, e su un quattro cilindri 1.33 Dual VVT-i da 98-101 CV per chi cercava prestazioni un po' più vivaci, soprattutto abbinato al cambio automatico CVT. Il cambio manuale era invece a cinque marce sul motore di base e a sei sulla versione più potente.
Nel 2011 la gamma fu aggiornata con un restyling che ha riguardato soprattutto gli interni, con nuove combinazioni cromatiche e materiali, mentre entrambi i motori sono stati rivisti per rispettare la normativa Euro 5.
Anni di produzione
2008-2015 (Europa), 2008-2016 (Giappone)
Come si guida in città e fuori
Il punto di forza della iQ resta l'uso quotidiano in ambito urbano: sterzo diretto, raggio di volta molto contenuto e ingombri ridotti la rendono estremamente facile da infilare in spazi di sosta impensabili per altre vetture. Il comfort di marcia è buono grazie a un assetto morbido e a un abitacolo ben isolato dai rumori.
Lo stesso assetto morbido, però, si traduce in un rollio piuttosto marcato quando si affrontano curve con decisione, e in staccate energiche la vettura tende a richiedere piccole correzioni di traiettoria. Non è un'auto pensata per la guida sportiva, ma per muoversi con agilità nel traffico cittadino.
La iQ nel mondo: Scion e Aston Martin Cygnet
La piattaforma della iQ ha avuto una vita che va oltre il marchio Toyota. Negli Stati Uniti la vettura è stata commercializzata con il marchio Scion, mentre in Europa Aston Martin l'ha utilizzata come base per la Cygnet, presentata tra il 2011 e il 2013. La Cygnet nacque soprattutto per un motivo normativo: aiutare Aston Martin ad abbassare la media delle emissioni di CO2 dell'intera gamma, allora dominata da modelli molto meno efficienti, pur mantenendo meccanica, pianale e struttura della iQ sostanzialmente identici a quelli originali.
Toyota iQ usata: cosa sapere prima dell'acquisto
Sul mercato dell'usato la iQ gode della reputazione di affidabilità tipica dei modelli Toyota del periodo, ma alcuni proprietari segnalano un indurimento del pedale dell'acceleratore con l'uso prolungato. Va inoltre considerato che, essendo un modello di nicchia con una diffusione limitata rispetto alle city car generaliste, il reperimento di alcuni ricambi può risultare più complesso e costoso.
Chi valuta l'acquisto dovrebbe inoltre tenere presente i limiti pratici del modello: il bagagliaio è molto ridotto quando l'auto viaggia a pieno carico di passeggeri, per cui la iQ resta una scelta più adatta a un uso prevalentemente cittadino e con al massimo due occupanti stabili.







