Cosa significa la sigla HDJ
La sigla HDJ non identifica un singolo modello, ma una famiglia di motorizzazioni turbodiesel montate sulla Toyota Land Cruiser tra il 1990 e il 2007. Nel sistema di codifica interno Toyota la lettera H indica la famiglia di motori diesel a sei cilindri in linea "HD", la D conferma l'alimentazione a gasolio e la J è il codice che da decenni contraddistingue la gamma Land Cruiser. Il numero che segue (80, 81, 100, 101...) individua invece la generazione: le sigle 81 e 101, in particolare, contraddistinguono le versioni destinate al mercato giapponese.
Le due generazioni più note che hanno portato questa sigla sono la Serie 80, prodotta dal 1990 al 1997, e la Serie 100, commercializzata dal 1998 al 2007. Entrambe hanno contribuito a consolidare la fama di robustezza del Land Cruiser presso organizzazioni umanitarie, spedizionisti e viaggiatori fuoristrada di tutto il mondo.
Motori
1HD-T, 1HD-FT, 1HD-FTE, turbodiesel 6 cilindri in linea 4.2 litri
I motori: dal 1HD-T al 1HD-FTE
Sulla Serie 80 debutta nel 1990 il 1HD-T, un sei cilindri in linea da 4.164 cc con turbocompressore e iniezione diretta, capace di 156 CV e 357 Nm di coppia. Nel 1995 arriva l'evoluzione 1HD-FT, con testata multivalvole che porta la potenza a 170 CV e la coppia a 380 Nm, mantenendo però l'iniezione meccanica a pompa rotativa.
Con il passaggio alla Serie 100 nel 1998 il propulsore evolve nel 1HD-FTE: stessa cilindrata di 4.2 litri, ma gestione elettronica dell'iniezione e testata a 24 valvole, per 204 CV e un ampio plateau di coppia di 430 Nm disponibile già dai 1.400 giri. È il motore che accompagna il Land Cruiser HDJ100 fino al 2002 in Europa, mentre in Australia debutta più tardi, nell'ottobre 2000.
Anni di produzione
1990-2007 (HDJ80 1990-1997, HDJ100 1998-2007)
Telaio, sospensioni e vocazione fuoristradistica
Il Land Cruiser HDJ80 introduce per la prima volta nella gamma la trazione integrale permanente abbinata a sospensioni a ruote indipendenti su tutti e quattro gli angoli con molle elicoidali, al posto delle balestre delle serie precedenti. Il layout resta quello di un telaio a longheroni separato dalla carrozzeria, pensato per resistere a sollecitazioni estreme fuoristrada.
Con la Serie 100 il retrotreno mantiene l'assale rigido, ma l'avantreno adotta uno schema a doppio triangolo indipendente; nelle versioni di fascia alta compare inoltre il sistema di sospensioni pneumatiche AHC (Active Height Control), capace di variare l'altezza da terra. Su entrambe le generazioni la trazione integrale è gestita con riduttore a due rapporti e differenziale centrale bloccabile, mantenendo intatta la vocazione da vero fuoristrada anche quando l'allestimento si fa più lussuoso.
Usato: cosa sapere prima di comprare
Sul mercato dell'usato gli esemplari con sigla HDJ sono ricercati soprattutto da chi cerca un mezzo per viaggi lunghi, spedizioni o traino pesante: il motore 1HD, in tutte le sue varianti, è noto per superare senza grossi interventi le centinaia di migliaia di km se sottoposto a manutenzione regolare. Prima dell'acquisto conviene verificare con attenzione lo stato del telaio e dei passaruota, punti più esposti alla corrosione, oltre alla storia dei tagliandi e all'eventuale presenza di modifiche fuoristradistiche non eseguite a regola d'arte.
- Sull'HDJ100 il sistema di sospensioni pneumatiche AHC può usurarsi nel tempo, con accumulatori e sensori di altezza che richiedono sostituzione
- Gli interni, specie i rivestimenti, mostrano segni di usura più marcati superati i 250.000 km
- I consumi restano quelli di un SUV pesante da oltre due tonnellate, ben lontani dai diesel moderni









