Un monovolume nato dalla Ipsum
La Gaia condivide l'architettura tecnica con la Toyota Ipsum di prima generazione, di cui riprende meccanica e impostazione generale. Toyota ha però allungato la carrozzeria e aumentato l'altezza interna per ricavare un abitacolo più vivibile, aggiungendo elementi cromati esterni e materiali di qualità superiore per differenziarla come proposta più premium all'interno della gamma monovolume del gruppo.
- Lunghezza di circa 4.620 mm
- Larghezza di circa 1.695 mm
- Altezza compresa tra 1.640 e 1.665 mm a seconda della versione
- Passo di 2.735 mm
Queste misure permettevano alla Gaia di rientrare nella categoria fiscale giapponese dei cinque numeri, vantaggiosa in termini di tasse di possesso, pur offrendo uno spazio interno superiore a molte dirette concorrenti.
Anni di produzione
1998-2004
Motori e trasmissione
Al debutto la Gaia montava il quattro cilindri benzina 2.0 litri DOHC 3S-FE, capace di circa 135 CV, abbinato a un cambio automatico a 4 rapporti. Per chi cercava maggiore parsimonia era disponibile anche un 2.2 litri turbodiesel SOHC 3C-TE da 94 CV.
Con l'aggiornamento di aprile 2001 è arrivato il nuovo 2.0 litri DOHC 1AZ-FSE con iniezione diretta D-4, che ha portato la potenza a circa 152 CV migliorando anche l'erogazione. La trazione poteva essere anteriore o integrale, quest'ultima gestita dal sistema Active Torque Control per una ripartizione più intelligente della coppia sulle quattro ruote.
Il restyling del 2001
A distanza di circa tre anni dal lancio, la Gaia ha ricevuto un aggiornamento estetico con ritocchi a paraurti, gruppi ottici e finiture, oltre alla già citata sostituzione del motore benzina di base con l'unità a iniezione diretta. Le versioni offerte in gamma comprendevano allestimenti differenziati per equipaggiamento, dal più essenziale a quello più orientato al comfort, mantenendo però invariata l'impostazione generale della vettura.
Perché non si trova in Italia
La Toyota Gaia è stata pensata e commercializzata esclusivamente per il mercato domestico giapponese, senza mai passare per una rete di vendita ufficiale in Europa. Chi oggi desidera possederne una in Italia deve quindi rivolgersi a importatori specializzati in veicoli JDM, con tutte le complicazioni del caso in termini di omologazione, reperibilità dei ricambi e assistenza post-vendita, aspetti da valutare con attenzione prima dell'acquisto.









