Le origini: dal Route Truck alla nascita della Dyna
Il nome Dyna compare ufficialmente nell'aprile del 1959, quando Toyota ribattezza così il Toyopet Route Truck RK52, autocarro leggero costruito sulla piattaforma denominata R. Pochi anni dopo, nel settembre 1963, arriva la serie K170: la carrozzeria si fa più squadrata e moderna, con quattro fari frontali al posto dei due precedenti.
Una svolta importante avviene nel 1969, quando l'accordo industriale con Daihatsu porta alla nuova piattaforma U: nello stesso anno debutta anche una versione da tre tonnellate, disponibile con passi corti e lunghi e con la variante furgonata Route Van, pensata per il trasporto persone su brevi tratte urbane.
- 1959: nasce ufficialmente la Dyna dal Route Truck RK52
- 1963: arriva la serie K170 con nuovo frontale a quattro fari
- 1969: debutto della piattaforma U e della versione da 3 tonnellate
Anni di produzione
Dal 1959, tuttora prodotta in Giappone
Gli anni '80 e '90: la maturità del progetto
Il 3 settembre 1984 debutta la quinta generazione, un rinnovamento profondo che introduce quattro nuovi motori diesel a iniezione diretta della famiglia LASRE e, sulle versioni con cambio automatico, il primo overdrive bidirezionale mai montato su un veicolo di questo tipo. Nasce anche l'allestimento full-just-low, con pianale ribassato a soli 580 mm da terra e un raggio di sterzata minimo di 4,6 metri, pensato per le consegne urbane. Nel maggio 1985 la gamma si allarga con la serie Dyna 100/150.
Un decennio più tardi, nel maggio 1995, la sesta generazione porta un restyling completo condiviso con le sorelle Toyoace e Hiace. La gamma motori comprende il diesel 3B da 3.431 cc e 98 CV, il diesel 15B-F da 4.104 cc e 125 CV e il benzina 3RZ-FE da 2.693 cc e 150 CV, con lunghezze comprese tra 4.690 e 4.740 mm e un passo di 2.500 mm. Nel 1997 arriva anche una cabina ultra-ribassata, con un pianale abbassato di ulteriori 85 mm per agevolare le operazioni di carico e scarico frequenti.
Generazioni
Otto, dalla RK52 del 1959 all'attuale U600-U800
L'ottava generazione e la svolta ibrida
Dopo la settima serie, sviluppata congiuntamente con Hino a partire dal 1999, nel giugno 2011 la versione da due tonnellate riceve un cambio generazionale completo: il design esterno viene rivisto in chiave aerodinamica, l'abitacolo guadagna soluzioni pratiche come un vano portaoggetti di grandi dimensioni sul cruscotto, e debutta un nuovo cambio automatico a 5 rapporti con comandi al volante.
La novità principale è però il sistema ibrido diesel-elettrico: un motore diesel 4.0 da 150 CV lavora insieme a un motore elettrico da 49 CV, che funge anche da motorino di avviamento, con l'obiettivo di ridurre consumi ed emissioni senza penalizzare la capacità di carico. La gamma diesel tradizionale viene aggiornata con l'iniezione common rail ad alta pressione per rientrare negli standard antinquinamento più recenti.
Motorizzazioni
Diesel, benzina e diesel-ibrida (dal 2011)
La Dyna in Europa e la fine della commercializzazione
In Europa la Dyna ha una storia produttiva propria: dal 1985 lo stabilimento di Salvador Caetano a Ovar, in Portogallo, assembla la variante LY60, commercializzata come Dyna 150 con motore diesel 2.4 di derivazione Toyota 2L. Negli anni migliori, come il 1988, la produzione portoghese supera le 13.000 unità annue, rifornendo il mercato europeo di un mezzo apprezzato per semplicità e robustezza.
Il declino arriva con l'inasprimento delle normative sulle emissioni: nel marzo 2015 Salvador Caetano annuncia la fine dell'assemblaggio della Dyna, non essendo più possibile adeguare il veicolo agli standard Euro 6 richiesti per la vendita nell'Unione Europea. Nel 2014 erano state completate 1.664 unità, seguite da altre 355 nel 2015 prima della chiusura definitiva della linea, sostituita da una versione della Land Cruiser destinata ai mercati africani. Da allora la Dyna resta un veicolo reperibile in Italia solo come usato o importazione, mentre in Giappone la produzione prosegue regolarmente.









