Storia e generazioni
La Cressida debutta come nome di esportazione nel dicembre 1976, in coincidenza con la terza generazione della Corona Mark II giapponese (codici X30/X40), e arriva negli Stati Uniti nel 1978 come prima berlina di fascia alta di Toyota nel Nord America.
- X30/X40 (1976-1980): prima generazione con il nome Cressida, propone motorizzazioni a quattro e sei cilindri.
- X50/X60 (1980-1984): seconda generazione export, con dotazioni e cilindrate progressivamente più ricche.
- X70 (1984-1988): introduce il sei cilindri 5M-GE con distribuzione doppio albero e prestazioni più decise.
- X80 (1988-1992): ultima generazione, affianca al 5M-E il più potente 7M-GE da 3.0 litri, condiviso con la Supra.
Nel 1992 la produzione per il mercato nordamericano si ferma: la Cressida lascia il posto alla Toyota Avalon a trazione anteriore, mentre in Giappone la sigla Mark II prosegue autonomamente. In Australia l'eredità passa alla Toyota Vienta.
Motore di punta
6 cilindri in linea 7M-GE, 3.0 litri
Motori e meccanica
La Cressida ha sempre adottato lo schema classico a trazione posteriore, apprezzato per l'equilibrio di guida ma meno comune tra le Toyota generaliste dell'epoca. Le prime generazioni montavano quattro cilindri e sei cilindri di cilindrata contenuta, mentre le ultime due generazioni si sono affidate alla celebre famiglia di motori sei cilindri in linea M, la stessa impiegata sulla sportiva Supra.
Il propulsore di punta, il 7M-GE da 3.0 litri, erogava tra i 190 e i 207 CV a seconda del mercato e permetteva alla berlina di scattare da 0 a 100 km/h in circa 9 secondi, prestazioni ragguardevoli per una vettura di rappresentanza di fine anni Ottanta. In alcuni mercati europei era disponibile anche una motorizzazione turbodiesel. Il cambio poteva essere manuale a 5 marce o automatico a 4 rapporti.
Anni di produzione (nome Cressida)
1976-1992
Mercati di vendita e diffusione in Europa
La Cressida è stata pensata soprattutto per l'esportazione: Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e diversi mercati del Sud-est asiatico ne hanno rappresentato gli sbocchi principali, mentre in Giappone la stessa vettura veniva venduta come Mark II.
In Europa la diffusione è sempre stata limitata e la vettura non è mai arrivata ufficialmente sul mercato italiano: gli esemplari oggi visibili in Italia provengono quasi sempre da importazioni private o dal collezionismo di appassionati di Toyota giapponesi a sei cilindri.
Affidabilità e mercato dell'usato
La reputazione della Cressida è quella di una berlina meccanicamente solida, in linea con la fama di affidabilità del marchio. Il punto debole più noto riguarda il motore 7M-GE delle ultime versioni, la cui guarnizione della testata può cedere superati i 100.000 km se la manutenzione non è stata regolare.
Su esemplari con molti chilometri sono da controllare anche perdite d'olio, valvola PCV, boccole e ammortizzatori, oltre alla prontezza del cambio automatico. Trattandosi ormai di un'auto storica, la regola più importante per chi la acquista è privilegiare esemplari con tagliandi documentati: con una manutenzione costante la meccanica Toyota di quegli anni si dimostra capace di percorrere lunghe distanze senza cedimenti.









