Le origini: da taxi giapponese a fenomeno di massa
La Toyota Corona debutta nel maggio 1957 come vettura compatta da un litro di cilindrata, pensata inizialmente per rispondere alle esigenze del settore taxi: un'auto economica, affidabile e poco costosa da mantenere.
- Il successo presso i clienti privati arriva rapidamente e contribuisce ad alimentare il boom della motorizzazione giapponese tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70
- Le prime esportazioni partono già nel 1958
- Nel novembre 1967 diventa la prima vettura giapponese a superare il milione di unità vendute
- Tra il dicembre 1973 e l'ottobre 1976 resta per 35 mesi consecutivi l'auto più venduta in Giappone
Anni di produzione
1957 - 2001
La conquista del mercato americano
Dopo un primo, timido tentativo con il marchio Toyopet conclusosi nel 1961, Toyota torna negli Stati Uniti nel giugno 1964 puntando sulla terza generazione della Corona, più moderna e meglio equipaggiata rispetto alla concorrenza dell'epoca.
La scelta si rivela decisiva: la Corona diventa il modello simbolo del rilancio americano del marchio, tanto da essere protagonista del primo spot televisivo Toyota mai andato in onda negli Stati Uniti, in un mercato dominato all'epoca da rivali come la Datsun Bluebird.
Undici generazioni, dalla trazione posteriore a quella anteriore
Nell'arco di oltre quarant'anni la Corona attraversa undici generazioni, rinnovate quasi ogni tre-cinque anni con carrozzerie sempre più varie: berlina, station wagon, coupé hardtop, liftback e persino versioni pick-up nei primi anni.
- Fino ai primi anni '80 la Corona è a trazione posteriore, con l'ultima serie in questa configurazione (T140) prodotta dal 1982 al 1987
- Nel 1983 debutta la prima Corona a trazione anteriore (serie T150/T160), un cambio tecnico epocale per il modello
- Nel corso degli anni compaiono anche varianti diesel e a GPL, pensate soprattutto per l'uso come taxi
Il capitolo sportivo: la 1600GT
Nell'agosto 1967 Toyota presenta la Corona 1600GT, versione ad alte prestazioni basata sulla carrozzeria hardtop, con un motore quattro cilindri DOHC da 1.587 cm³ sviluppato insieme a Yamaha a partire dal propulsore della Corona 1600S, capace di 110 CV.
In pista la 1600GT si dimostra subito competitiva, arrivando a battere rivali blasonate come la Nissan Skyline 2000GTB in gara, e contribuendo a costruire la reputazione sportiva di Toyota negli anni delle prime grandi competizioni turismo giapponesi.
Il tramonto del nome Corona
La produzione della decima e ultima generazione (T210) si chiude nel dicembre 2001. Da quel momento il nome Corona esce di scena, sostituito da modelli diversi a seconda del mercato: la Toyota Premio in Giappone, la Avensis in Europa e la Camry nell'area Asia-Pacifico e nelle Americhe.









