Una berlina pensata per sfidare la Skyline
Quando debutta nel 1977, la Chaser viene presentata come la variante più giovane e personale della famiglia Mark II, con una linea specifica su muso e coda e una gamma di colorazioni più audace rispetto alla sorella maggiore. L'obiettivo dichiarato dagli ingegneri Toyota era contendere terreno alla Nissan Skyline, all'epoca riferimento del segmento delle berline sportiveggianti giapponesi.
Distribuita solo attraverso la rete Toyota Auto, la Chaser costruisce nel tempo un'identità propria fatta di motori via via più prestazionali, allestimenti sportivi dedicati e un pubblico più giovane rispetto a quello di Mark II e Cresta.
Anni di produzione
1977 - 2001
Sei generazioni in evoluzione costante
Nell'arco di ventiquattro anni la Chaser attraversa sei generazioni, passando da una berlina compatta con motori quattro e sei cilindri aspirati a una vettura più grande e sofisticata, capace di ospitare propulsori turbocompressi ad alte prestazioni. Ogni generazione introduce allestimenti dedicati: dal pacchetto Avante orientato al comfort fino alla sigla Tourer, che identifica le varianti più sportive equipaggiate con motori turbo.
Con la quarta e la quinta generazione arrivano i sei cilindri di maggiore cilindrata, mentre la sesta, lanciata nel 1996, rappresenta il culmine tecnico della gamma prima del ritiro definitivo nel 2001.
Il cuore sei cilindri che ha fatto la sua fama
Il propulsore più celebre montato sulla Chaser è il 1JZ-GTE, un sei cilindri in linea 2.5 litri turbocompresso capace, nelle versioni Tourer V di ultima generazione, di raggiungere circa 280 CV. Accanto a questo motore convive il 2JZ-GE 3.0 litri aspirato, meno estremo ma altrettanto apprezzato per la sua solidità meccanica.
Questi propulsori, abbinati a un cambio manuale a cinque marce e a un assetto a trazione posteriore ben bilanciato, hanno reso la Chaser una delle basi meccaniche più ricercate per l'elaborazione sportiva.
Dalle corse su strada al drifting
La Chaser ha avuto anche un percorso sportivo ufficiale, partecipando al campionato turismo giapponese alla fine degli anni Novanta con un motore quattro cilindri specifico da competizione. Ma è nel mondo del drifting che il modello ha trovato la sua seconda identità: la combinazione tra motore turbo, trazione posteriore e distribuzione dei pesi ne ha fatto una delle vetture più utilizzate nelle competizioni di derapata controllata in Giappone, un ruolo che il modello conserva ancora oggi presso gli appassionati.
Perché è stata ritirata dal mercato
Nel 2001 Toyota decide di razionalizzare la propria offerta di berline di fascia medio-alta, ponendo fine alla strategia delle tre sorelle Mark II, Cresta e Chaser. Il modello viene sostituito dalla Toyota Verossa, di vita commerciale piuttosto breve, mentre alcune delle caratteristiche stilistiche e meccaniche della Chaser confluiranno più avanti nella Mark X.









