Un progetto pensato per stupire
La Altezza nasce dal pianale Progrès, accorciato di 110 mm e con carreggiate allargate per privilegiare la maneggevolezza. Toyota adotta una disposizione dei componenti pesanti, come batteria e serbatoio, centralizzata verso il centro vettura secondo il concetto "front midship", con l'obiettivo di ottenere un bilanciamento dei pesi più vicino possibile a quello di una berlina sportiva europea.
Il risultato convince subito la stampa giapponese, che nel 1998 assegna alla Altezza il titolo di Car of the Year, riconoscimento che consolida la reputazione del modello come prima vera berlina sportiva di massa firmata Toyota.
Anni di produzione
1998-2005
I motori: dal sei cilindri al leggendario BEAMS
Alla presentazione la gamma comprende due unità distinte. La AS200 monta il sei cilindri in linea 1G-FE da 2.0 litri, con circa 160 CV, abbinato inizialmente al cambio automatico a 4 rapporti. La RS200, versione più sportiva, utilizza invece il quattro cilindri 3S-GE della celebre famiglia BEAMS, capace di superare i 200 CV grazie a un regime di rotazione molto elevato, disponibile con cambio manuale a 6 marce o automatico a 5 rapporti.
Con l'arrivo della wagon Gita nel 2001 si aggiunge anche il sei cilindri 2JZ-GE da 3.0 litri, lo stesso ceppo motoristico che ha reso celebre la Supra, qui adattato per erogare circa 220 CV in un assetto orientato al comfort più che alla pura sportività.
La Gita: la wagon a cinque porte
Presentata il 2 luglio 2001, la Altezza Gita porta il nome che in italiano richiama l'idea di un viaggio o di una gita fuori porta. Con una linea a cinque porte che ricorda una grande hatchback più che una wagon tradizionale, offre sedili posteriori pieghevoli con schema 6:4 e la possibilità di scegliere la trazione integrale i-Four, pensata per affrontare con sicurezza le strade innevate del Giappone settentrionale.
L'eredità dei fari: gli "Altezza lights"
Uno degli aspetti più influenti della Altezza riguarda il design dei gruppi ottici posteriori, con elementi luminosi interni racchiusi da una calotta trasparente o leggermente fumé. Questo stile, ribattezzato dagli appassionati "Altezza lights", si è diffuso rapidamente prima nel mondo del tuning e poi su numerosi modelli di serie di altri costruttori, diventando uno dei rari casi in cui un'auto giapponese ha imposto un codice estetico adottato a livello globale.
Dalla Altezza alla Lexus IS
Se in Giappone il modello ha sempre portato il nome Altezza, all'estero la stessa vettura viene proposta fin da subito con il marchio Lexus: IS 200 in Europa dal 1999 e IS 300 negli Stati Uniti dal 2000, entrambe tecnicamente sovrapponibili alle versioni giapponesi AS200 e AS300. Nell'agosto 2005, con l'arrivo della seconda generazione, Toyota decide di uniformare la denominazione a livello mondiale: anche in Giappone il nome Altezza viene definitivamente accantonato in favore del marchio Lexus IS.









