Origini e storia del modello
Il Tata Pick-Up deriva dalla Tatamobile 206, il primo veicolo commerciale leggero prodotto da Tata (all'epoca Telco) a partire dal luglio 1988, realizzato sulla piattaforma X2 condivisa in seguito con altri modelli del marchio come Sierra e Safari.
- Nasce in India come Tatamobile 206
- Dal 1990 viene esportato, inizialmente in Sudafrica con il nome Telcoline
- Nel 1994 arriva in Italia come Tata Pick-Up
- Nel 2002 il modello indiano viene rinominato Tata 207 DI, in concomitanza con un restyling e l'arrivo di un nuovo motore 3.0
- Nel 2007 viene sostituito dal più moderno Tata Xenon
Anni di produzione (mercato italiano)
1994-2007
Motori e meccanica
Sul mercato europeo il Tata Pick-Up è stato proposto esclusivamente con motorizzazioni diesel di origine Peugeot, riadattate da Tata:
- 2.0 aspirato da 63 CV
- 2.0 turbodiesel da 92 CV
Il cambio è sempre un manuale a 5 rapporti. La trazione poteva essere posteriore (2WD) oppure integrale inseribile (4x4), con riduttore per l'impiego fuoristrada e su terreni difficili, caratteristica che ha contribuito al suo impiego come mezzo da cantiere e in ambito agricolo.
Successore
Tata Xenon (dal 2007)
Allestimenti e versione italiana
In Italia il Tata Pick-Up era disponibile in configurazione a cabina singola o doppia cabina, con due livelli di allestimento:
- Base, essenziale e orientato all'uso lavorativo
- Orciari, versione più equipaggiata realizzata in collaborazione con l'azienda italiana Orciari, con verniciatura bicolore, bull-bar anteriore, cerchi in lega, climatizzatore e interni più curati
Affidabilità e mercato dell'usato
La meccanica semplice e i motori diesel di matrice PSA rendono il Tata Pick-Up un mezzo tutto sommato robusto nell'uso quotidiano da lavoro. I limiti principali riguardano la qualità percepita degli interni e degli allestimenti, tipica delle prime produzioni indiane destinate all'export, oltre alla difficoltà di reperire ricambi originali rispetto a un pick-up di un marchio generalista.
Sul mercato dell'usato si tratta di un modello di nicchia: la scarsa diffusione in Italia comporta valori di rivendita poco standardizzati e un'offerta di esemplari circolanti piuttosto limitata.