Scheda modello

Tata Indigo

La Tata Indigo è la berlina compatta a quattro porte nata dalla piattaforma della Indica, pensata per offrire un abitacolo spazioso e costi di gestione contenuti. Prodotta dal 2002 al 2016, ha dato origine a varianti station wagon, a passo lungo e compatte, diventando uno dei modelli più diffusi di Tata Motors sia in India sia in alcuni mercati europei, Italia compresa.

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Perché sì

  • Abitacolo spazioso e comodo per quattro persone nonostante le dimensioni esterne contenute
  • Guida facile e sospensioni capaci di assorbire bene le asperità del fondo stradale
  • Ottima visibilità di guida, un punto di forza rispetto a molte concorrenti dell'epoca
  • Buona robustezza meccanica e motori semplici, apprezzati per l'affidabilità nel tempo
  • Bagagliaio molto capiente nella versione station wagon Marina

Da valutare

  • Dotazione di sicurezza limitata, con ESP non disponibile nemmeno come optional
  • Finiture interne povere, con plastiche rigide e assemblaggi poco curati
  • Sedili poco confortevoli, volante non regolabile e comandi non sempre intuitivi
  • Motorizzazione diesel di concezione ormai datata rispetto alle concorrenti europee
  • Gamma motori poco aggiornata sul fronte dei consumi e delle emissioni

In sintesi

Segmento
Berlina compatta
Carrozzeria
Berlina 4 porte, station wagon, varianti a passo lungo e compatte
Anni di produzione
2002-2016
Piattaforma
Basata su Tata Indica (prima generazione), piattaforma X1 con Fiat (Manza)
Motorizzazioni
Benzina 1.4 e diesel 1.4, anche bifuel GPL e metano
Mercato italiano
Commercializzata dal 2004 in allestimento unico GLX
Modello successore
Tata Zest

La Tata Indigo nasce nel 2002 come evoluzione a tre volumi della Indica, la utilitaria con cui Tata Motors aveva debuttato nel mercato delle vetture per il grande pubblico appena un anno prima. L'obiettivo dichiarato del progetto, sviluppato con il contributo del centro stile italiano I.DE.A Institute, era offrire una berlina dagli ingombri contenuti ma con un abitacolo generoso, capace di conquistare la fascia di clientela indiana in cerca di un'auto di rappresentanza a basso costo. Il successo commerciale in patria convinse Tata Motors a esportare il modello anche in Europa: in Italia la Indigo arriva nel 2004, proposta in un unico allestimento GLX con motorizzazioni a benzina e diesel. Nel corso degli anni la gamma si è arricchita di varianti derivate, fino all'arrivo nel 2009 della seconda generazione, la Indigo Manza, costruita su una piattaforma più moderna sviluppata in collaborazione con il gruppo Fiat.

Origini e generazioni

La prima generazione della Indigo debutta nel 2002 come variante berlina a tre volumi della Indica, di cui riprende gran parte della meccanica e dell'impostazione tecnica. Il modello viene aggiornato con restyling nel 2004 e nel 2006-2007, quando riceve anche una revisione degli interni e nuove motorizzazioni bifuel.

Nel 2009 arriva la seconda generazione, denominata Tata Indigo Manza, costruita su una piattaforma più recente sviluppata insieme a Fiat e che condivide diversi componenti meccanici con Grande Punto e Linea. La Manza, proposta solo in carrozzeria berlina, resta un modello dedicato principalmente al mercato indiano e non arriva in Europa. La produzione dell'intera famiglia Indigo si chiude nel 2016, quando il testimone passa alla Tata Zest.

Anni di produzione

2002-2016

Motori e prestazioni

Sulla prima generazione la gamma benzina comprende un 1.4 aspirato a 8 valvole da 86 CV, motore più diffuso anche in Italia, affiancato da un 1.4 a 16 valvole da 101 CV riservato alla variante XL. Sul fronte diesel debutta un 1.4 turbo da 72 CV, sostituito dopo il restyling 2007 da un'unità common rail Dicor da 71 CV.

Per contenere i costi di gestione, il listino italiano propone anche versioni bifuel benzina/GPL e benzina/metano basate sul medesimo 1.4 aspirato. Sulla Indigo Manza la gamma si rinnova con un 1.4 benzina Safire da 90 CV e un 1.3 turbodiesel common rail (Quadrajet/Multijet) sempre da 90 CV, entrambi frutto della collaborazione tecnica con Fiat.

Mercato italiano

Commercializzata dal 2004 in allestimento unico GLX

Dimensioni, abitabilità e varianti di carrozzeria

La Indigo di prima generazione misura circa 4,13 metri di lunghezza con un passo di 2,45 metri, per un peso che si aggira tra 1.120 e 1.180 kg a seconda della motorizzazione. Dalla base della berlina derivano diverse varianti: la Indigo Marina, station wagon dal bagagliaio molto capiente; la Indigo XL, con passo allungato a 2,65 metri e lunghezza di circa 4,38 metri per un maggiore spazio alle gambe posteriori; e la Indigo CS, versione accorciata sotto i 4 metri (poi rinominata eCS dopo l'aggiornamento del motore) pensata per beneficiare delle agevolazioni fiscali indiane riservate alle vetture più compatte.

La seconda generazione Manza cresce invece a 4,41 metri di lunghezza con passo di 2,52 metri, mantenendo solo la configurazione berlina quattro porte.

Pregi, difetti e mercato dell'usato

Il punto di forza della Indigo resta l'abitabilità: nonostante gli ingombri esterni contenuti, l'abitacolo offre spazio a quattro persone e nella versione Marina il bagagliaio arriva a superare i 600 litri, quasi raddoppiando abbattendo i sedili posteriori. Buoni anche il comfort di marcia su fondi sconnessi e la visibilità di guida.

Sul fronte dei difetti pesano una dotazione di sicurezza limitata, con l'ESP assente anche a pagamento, e una qualità percepita degli interni non all'altezza delle concorrenti europee coeve, tra plastiche rigide e assemblaggi migliorabili. Sul mercato dell'usato la Indigo si trova oggi a valori molto contenuti: la meccanica semplice e robusta la rende comunque un'auto relativamente economica da mantenere, a patto di accettare una dotazione di serie essenziale.

Le generazioni della Indigo

14anni di storia

2002—20097 anni

Prima generazione

Berlina a tre volumi derivata dalla Tata Indica, con motori benzina 1.4 e diesel 1.4 turbo. Aggiornata con restyling nel 2004 e nel 2006-2007, quest'ultimo con l'introduzione del diesel common rail Dicor e delle versioni bifuel.

2006—201610 anni

Varianti derivate: Marina, XL e CS/eCS

Dalla berlina base nascono la station wagon Marina, la XL a passo lungo con maggiore spazio posteriore e la CS, versione compatta sotto i 4 metri pensata per le agevolazioni fiscali indiane, poi rinominata eCS dopo l'aggiornamento del motore diesel nel 2010.

2009—20167 anni

Seconda generazione: Tata Indigo Manza

Berlina completamente rinnovata su piattaforma sviluppata con Fiat, con motori benzina Safire 1.4 e diesel common rail 1.3 da 90 CV. Rimasta un modello riservato al mercato indiano, non è mai stata commercializzata in Europa.

Domande frequenti sulla Indigo

In che anni è stata prodotta la Tata Indigo?

La prima generazione è stata prodotta dal 2002, con le varianti derivate CS/eCS proseguite fino al 2016; la seconda generazione, la Indigo Manza, è stata realizzata dal 2009 al 2016.

La Tata Indigo è arrivata anche in Italia?

Sì, la prima generazione è stata commercializzata in Italia a partire dal 2004 in un unico allestimento GLX, con motorizzazioni benzina, diesel e versioni bifuel a GPL o metano. La seconda generazione Manza non è invece mai arrivata in Europa.

Quali motori montava la Tata Indigo?

La prima generazione offriva un benzina 1.4 aspirato da 86 CV (101 CV nella XL) e un diesel 1.4 turbo, poi sostituito da un common rail Dicor da 71 CV. La Indigo Manza ha introdotto invece un benzina 1.4 Safire e un diesel 1.3 common rail, entrambi da 90 CV.

Qual è il modello che ha sostituito la Tata Indigo?

Al termine della produzione, avvenuta nel 2016, la gamma Indigo è stata sostituita dalla Tata Zest.

Fonti

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