Origini e generazioni
La prima generazione della Indigo debutta nel 2002 come variante berlina a tre volumi della Indica, di cui riprende gran parte della meccanica e dell'impostazione tecnica. Il modello viene aggiornato con restyling nel 2004 e nel 2006-2007, quando riceve anche una revisione degli interni e nuove motorizzazioni bifuel.
Nel 2009 arriva la seconda generazione, denominata Tata Indigo Manza, costruita su una piattaforma più recente sviluppata insieme a Fiat e che condivide diversi componenti meccanici con Grande Punto e Linea. La Manza, proposta solo in carrozzeria berlina, resta un modello dedicato principalmente al mercato indiano e non arriva in Europa. La produzione dell'intera famiglia Indigo si chiude nel 2016, quando il testimone passa alla Tata Zest.
Anni di produzione
2002-2016
Motori e prestazioni
Sulla prima generazione la gamma benzina comprende un 1.4 aspirato a 8 valvole da 86 CV, motore più diffuso anche in Italia, affiancato da un 1.4 a 16 valvole da 101 CV riservato alla variante XL. Sul fronte diesel debutta un 1.4 turbo da 72 CV, sostituito dopo il restyling 2007 da un'unità common rail Dicor da 71 CV.
Per contenere i costi di gestione, il listino italiano propone anche versioni bifuel benzina/GPL e benzina/metano basate sul medesimo 1.4 aspirato. Sulla Indigo Manza la gamma si rinnova con un 1.4 benzina Safire da 90 CV e un 1.3 turbodiesel common rail (Quadrajet/Multijet) sempre da 90 CV, entrambi frutto della collaborazione tecnica con Fiat.
Mercato italiano
Commercializzata dal 2004 in allestimento unico GLX
Dimensioni, abitabilità e varianti di carrozzeria
La Indigo di prima generazione misura circa 4,13 metri di lunghezza con un passo di 2,45 metri, per un peso che si aggira tra 1.120 e 1.180 kg a seconda della motorizzazione. Dalla base della berlina derivano diverse varianti: la Indigo Marina, station wagon dal bagagliaio molto capiente; la Indigo XL, con passo allungato a 2,65 metri e lunghezza di circa 4,38 metri per un maggiore spazio alle gambe posteriori; e la Indigo CS, versione accorciata sotto i 4 metri (poi rinominata eCS dopo l'aggiornamento del motore) pensata per beneficiare delle agevolazioni fiscali indiane riservate alle vetture più compatte.
La seconda generazione Manza cresce invece a 4,41 metri di lunghezza con passo di 2,52 metri, mantenendo solo la configurazione berlina quattro porte.
Pregi, difetti e mercato dell'usato
Il punto di forza della Indigo resta l'abitabilità: nonostante gli ingombri esterni contenuti, l'abitacolo offre spazio a quattro persone e nella versione Marina il bagagliaio arriva a superare i 600 litri, quasi raddoppiando abbattendo i sedili posteriori. Buoni anche il comfort di marcia su fondi sconnessi e la visibilità di guida.
Sul fronte dei difetti pesano una dotazione di sicurezza limitata, con l'ESP assente anche a pagamento, e una qualità percepita degli interni non all'altezza delle concorrenti europee coeve, tra plastiche rigide e assemblaggi migliorabili. Sul mercato dell'usato la Indigo si trova oggi a valori molto contenuti: la meccanica semplice e robusta la rende comunque un'auto relativamente economica da mantenere, a patto di accettare una dotazione di serie essenziale.