Un progetto nato come world car
La Horizon nasce all'interno di Chrysler Europe con un'ambizione precisa: diventare una piattaforma condivisa su scala mondiale. Lo stesso pianale e gran parte dell'ingegneria vengono infatti impiegati anche per Dodge Omni e Plymouth Horizon, le versioni pensate per il mercato nordamericano. In Europa la vettura debutta come Chrysler-Simca Horizon, per poi essere rapidamente assorbita nel nuovo corso del marchio Talbot dopo il passaggio di proprietà a Peugeot nel 1979.
Lo stile, curato dal designer Roy Axe, punta su linee squadrate e sobrie, tipiche del gusto di fine anni '70, con passaruota generosi pensati fin dall'origine per ospitare le ruote più grandi richieste dal mercato americano.
Anni di produzione
1977/1978 - 1987
Motori e meccanica
Sotto il cofano la Horizon utilizza la ben nota famiglia di quattro cilindri Poissy di origine Simca, disponibile nei tagli 1.1, 1.3 e 1.4 litri, cui si affianca in seguito un diesel 1.9 PSA della serie XUD9. Le potenze coprono un ventaglio piuttosto ampio, da poco meno di 60 CV delle versioni base fino agli oltre 80 CV delle varianti più spinte.
- Cambio manuale a 4 rapporti sulle prime serie, sostituito dal 5 marce a partire dal 1982
- Cambio automatico a 3 rapporti disponibile su alcuni allestimenti superiori
- Sospensioni con barre di torsione, impostazione derivata direttamente dalla tradizione Simca
La meccanica, pur semplice, viene generalmente ricordata come uno dei punti di forza della vettura, grazie alla robustezza dei propulsori e a consumi contenuti per l'epoca.
Cambio
Manuale 4 marce, poi 5 marce dal 1982; automatico 3 marce su alcune versioni
Dal successo iniziale al graduale declino
Il titolo di Auto dell'Anno 1979 dà grande slancio alle vendite nella prima fase di commercializzazione, sostenuto anche da un buon compromesso tra comfort, maneggevolezza e costi di esercizio contenuti. Con il passare degli anni, però, la Horizon fatica a tenere il passo di una concorrenza sempre più agguerrita: Volkswagen Golf, Opel Kadett/Vauxhall Astra e Ford Escort di terza generazione offrono soluzioni tecniche più moderne, mentre i motori a valvole in testa della Talbot iniziano a mostrare il segno degli anni.
Nel corso della carriera la gamma viene comunque aggiornata più volte: nel 1982 arriva il cambio a 5 marce insieme a un quadro strumenti con econometro a LED, mentre un ultimo restyling nel 1985 rinnova le finiture interne prima della fine della produzione, nel 1987.
Premio
Auto dell'Anno (European Car of the Year) 1979
Il tallone d'Achille: la corrosione
Il difetto più citato dai proprietari e dagli appassionati riguarda la scarsa protezione anticorrosione di carrozzeria e pianale, un problema comune a molte vetture europee di fine anni '70 ma che nella Horizon si è rivelato particolarmente severo. Questo aspetto, unito alla progressiva scomparsa dei ricambi originali, spiega perché oggi gli esemplari sopravvissuti in buono stato siano estremamente rari, soprattutto nel Regno Unito dove il modello ebbe una diffusione importante.