Dalla Jimny alla nascita della SJ
Il progetto SJ prende le mosse dalla prima Jimny, il piccolo fuoristrada che Suzuki presenta nel 1970 pensando soprattutto ad agricoltori e lavoratori impegnati su strade non asfaltate. Nel 1981 arriva la seconda generazione, siglata internamente SJ30: in Giappone resta una kei-car con motori da 550 o 660 cc e continua a chiamarsi Jimny, ma per l'esportazione la base viene allargata, allungata e irrobustita.
Da questa evoluzione nascono le varianti destinate ai mercati internazionali, vendute a partire dal 1982 con sigle come SJ410 e SJ413, che di fatto rappresentano la prima Suzuki SJ Samurai conosciuta anche fuori dal Giappone.
Motori benzina
1.0 (970 cc, 45 CV) e 1.3 (1.324 cc, 64 CV)
Motori e meccanica: semplicità al servizio del fuoristrada
La gamma SJ nasce con una meccanica volutamente essenziale. La SJ410 monta un quattro cilindri di 970 cc da 45 CV a 5.500 giri, abbinato a un cambio manuale a 4 marce con riduttore; i freni sono a tamburo fino al 1984, quando arrivano i dischi anteriori. Nel 1984 debutta anche la SJ413, con un motore da 1.324 cc in lega leggera da 64 CV e un cambio a 5 rapporti.
Su tutte le versioni la trazione integrale è inseribile e affiancata da una doppia gamma di riduzione, mentre le sospensioni a ponti rigidi con balestre garantiscono l'escursione necessaria per affrontare fondi sconnessi. Nel 1988 la gamma evolve nella Samurai, con una carreggiata allargata di circa 90 mm per migliorare la stabilità; negli ultimi anni della carriera europea si affiancano anche motorizzazioni diesel 1.9 di origine Peugeot e Renault.
Anni di produzione
1982-2003 (a seconda del mercato)
Un nome, tanti mercati: la Samurai in giro per il mondo
Pochi modelli hanno cambiato identità commerciale quanto la SJ Samurai. A seconda del mercato è stata venduta come Suzuki Sierra in Australia, Santana in Spagna (dove veniva costruita su licenza da Santana Motor), Katana in Indonesia, Potohar in Pakistan, Caribian in Thailandia e Gypsy in India tramite Maruti; in Colombia ha indossato persino il marchio Chevrolet.
- Negli Stati Uniti debutta nel 1985 come Samurai 1300 4x4, ottenendo un buon successo di vendite grazie a leggerezza e capacità fuoristradistiche genuine
- Nel 1988 finisce al centro di una nota controversia dopo un test di una rivista di consumatori statunitense che la giudicava incline al ribaltamento, contestazione che Suzuki respinse portando la vicenda anche in tribunale
- La produzione prosegue in Giappone e, su licenza, in Spagna, fino alla sostituzione con la nuova generazione di Jimny nel 1998 in Europa e Giappone, e fino al 2003 in altri mercati
La Suzuki Samurai nel mercato dell'usato oggi
A distanza di decenni la SJ Samurai resta molto richiesta tra gli appassionati di fuoristrada, complice una meccanica semplice che invecchia bene se mantenuta con cura. Il punto più delicato da controllare è la ruggine, che può intaccare scocca e sottoscocca soprattutto negli esemplari usati intensamente fuoristrada; da verificare anche eventuali rumorosità della trasmissione con il riduttore inserito e lo stato delle guarnizioni della testata sulle vetture spinte al limite.
Gli esemplari da restaurare si trovano a partire da poche migliaia di euro, mentre le vetture in buone condizioni e funzionanti si attestano generalmente in una fascia più alta; le versioni prodotte in Giappone sono in genere le più ricercate dai collezionisti.









