Una storia lunga oltre cinquant'anni
La Jimny nasce nel 1970 in Giappone come piccolo fuoristrada della classe kei, sviluppato da Suzuki dopo aver studiato da vicino un esemplare della Steyr-Puch Haflinger. La prima serie, sigla LJ10, colpisce subito per la capacità di muoversi su ogni terreno nonostante le dimensioni minime, tanto da conquistare rapidamente migliaia di clienti già nei primi anni di commercializzazione.
- Prima generazione (1970-1981): sigle LJ10, LJ20, SJ10 e SJ20, con motori che passano da un bicilindrico due tempi raffreddato ad aria fino a un quattro cilindri quattro tempi.
- Seconda generazione (1981-1998): il modello, noto in molti mercati anche come Samurai, diventa globale con varianti kei da 550 e 660 cc e versioni internazionali fino a 1.3 litri.
- Terza generazione (1998-2018): design più moderno, sospensioni con molle elicoidali al posto delle balestre, e dal 2015 arrivano ESP e monitoraggio pressione pneumatici.
- Quarta generazione (dal 2018): presentata nell'estate 2018, introduce il motore 1.5 K15B da 102 CV e uno stile che recupera in chiave moderna le linee squadrate del passato.
Motore attuale
1.5 benzina 4 cilindri, 102 CV
Meccanica e prestazioni
Il cuore della gamma attuale è il motore aspirato 1.5 a benzina, quattro cilindri, da 102 CV a 6.000 giri e 130 Nm di coppia a 4.000 giri, abbinabile a un cambio manuale a 5 rapporti o a un automatico a 4 marce. La trazione integrale ALLGRIP PRO è inseribile e dotata di riduttore a due rapporti, mentre gli assali rigidi anteriore e posteriore, ancorati su tre punti con molle elicoidali, garantiscono un'escursione delle ruote molto ampia.
Gli angoli caratteristici confermano la vocazione fuoristradistica del modello: attacco di circa 37°, uscita vicina ai 49° e dosso attorno ai 28°, valori che permettono alla Jimny di affrontare pendenze e ostacoli proibitivi per gran parte dei SUV di serie. Su strada, invece, il baricentro alto e le sospensioni morbide si traducono in un rollio percepibile in curva e in una rumorosità che cresce sensibilmente oltre i 100 km/h.
Anni di produzione
Dal 1970, quarta generazione dal 2018
Il caso europeo: da vettura passeggeri a veicolo commerciale
Dal 2020 la Jimny non è più commercializzata in Europa come autovettura passeggeri a causa delle normative comunitarie sulle emissioni di CO2, troppo stringenti per un motore aspirato di piccola cilindrata montato su un fuoristrada di questo tipo. Suzuki ha quindi adottato una soluzione alternativa, proponendo il modello come veicolo commerciale N1 a due posti, denominato Jimny Pro: i sedili posteriori lasciano spazio a un ampio pianale di carico, mentre la meccanica resta invariata rispetto alla versione originale a quattro posti.
Nel frattempo, in altri mercati come India e Giappone è stata introdotta anche una variante a cinque porte con passo allungato, la cui eventuale commercializzazione in Europa resta legata all'evoluzione delle normative e a possibili soluzioni elettrificate.
Affidabilità e mercato dell'usato
La semplicità meccanica è da sempre uno dei punti di forza della Jimny: il motore aspirato, il cambio tradizionale e la trasmissione con riduttore meccanico sono componenti robuste e ben collaudate, apprezzate anche da chi utilizza il mezzo in condizioni gravose. Sul mercato dell'usato la Jimny mantiene quotazioni piuttosto stabili nel tempo, complice una domanda costante da parte di appassionati di fuoristrada e di chi cerca un mezzo compatto per un uso quotidiano fuori dagli schemi.
Tra gli aspetti da verificare in fase di acquisto di un usato rientrano l'usura delle sospensioni e degli organi della trasmissione integrale, sollecitati da un utilizzo off-road intenso, oltre allo stato della carrozzeria nelle versioni più datate esposte a un uso prevalentemente en plein air.







