Impostazione tecnica: piccola ma da sportiva vera
Il cuore della Cappuccino è un tre cilindri turbocompresso di 657 cc con distribuzione DOHC a 12 valvole, dimensionato per restare appena sotto il limite di 660 cc previsto per le kei car giapponesi. La potenza dichiarata è di 64 CV, il tetto massimo consentito dal regolamento dell'epoca per questa categoria di vetture.
- Layout: motore anteriore centrale e trazione posteriore, con ripartizione dei pesi vicina al 50/50 a vettura carica
- Sospensioni: doppio triangolo sovrapposto su entrambi gli assi, soluzione insolita per una kei car
- Peso a vuoto: circa 725 kg, tra i punti di forza principali della vettura
Diversi pannelli della carrozzeria, tra cui cofano, tetto, arco di sicurezza e paratia anteriore, sono realizzati in alluminio per contenere ulteriormente il peso complessivo.
Motore
3 cilindri turbo 657 cc DOHC 12 valvole
Le due generazioni: da EA11R a EA21R
Nel corso della sua vita commerciale la Cappuccino ha ricevuto un aggiornamento meccanico significativo, che ha portato a distinguere due generazioni principali identificate dalle rispettive sigle di progetto.
- EA11R (1991-1995): prima serie, equipaggiata con il motore F6A a distribuzione mossa da cinghia
- EA21R (1995-1998): seconda serie con il nuovo motore K6A, più leggero e con distribuzione a catena, coppia motrice superiore, e disponibilità per la prima volta del cambio automatico a 3 rapporti e della servosterzo come optional
Sulle versioni più equipaggiate della seconda serie, note come varianti BA, hanno debuttato anche airbag, ABS e differenziale autobloccante, dotazioni fino ad allora assenti sul modello.
Potenza massima
64 CV a 6.500 giri/min
Un tetto, quattro configurazioni
Uno degli elementi più caratteristici della Cappuccino è il tetto composto da tre pannelli rimovibili, che permettono di trasformare l'auto in quattro modi diversi: coupé chiusa, T-top, targa oppure spider completamente scoperta, con il lunotto posteriore ribaltabile e dotato di sbrinamento elettrico. I pannelli rimossi trovano posto nel piccolo bagagliaio, una soluzione pratica per un'auto pensata anche per l'uso quotidiano.
Anni di produzione
1991-1998
Il debutto in Europa e la fine della produzione
Oltre al mercato giapponese, la Cappuccino viene proposta anche in Europa, con il Regno Unito come principale sbocco commerciale: presentata al salone di Birmingham nell'ottobre 1992, arriva ufficialmente nelle concessionarie britanniche l'anno seguente, ottenendo anche riconoscimenti come miglior sportiva del suo prezzo e miglior auto del salone. Le quote di importazione limitano però la diffusione del modello, distribuito anche in altri mercati europei come Germania, Francia, Paesi Bassi e Svezia, ma mai in Italia.
A metà anni Novanta l'inasprimento delle normative europee sulle emissioni rende necessario un adeguamento tecnico del modello per continuare a essere venduto nel Vecchio Continente. Suzuki valuta i costi di questo aggiornamento non giustificabili rispetto ai volumi di vendita attesi e decide di non procedere, contribuendo così, insieme al naturale esaurimento del ciclo di vita del modello, alla fine della produzione nel 1998.









