Un design pensato per rompere gli schemi
La XT si presentava con un profilo a cuneo molto marcato, parabrezza e lunotto inclinati a 61 gradi, fari a scomparsa e maniglie a filo carrozzeria: un insieme di soluzioni che le permise di raggiungere un coefficiente aerodinamico di 0,29, tra i migliori del suo tempo per una vettura di serie.
- Abitacolo con strumentazione digitale e comandi ispirati al mondo aeronautico
- Plancia che seguiva l'inclinazione del piantone dello sterzo
- Sospensioni pneumatiche con regolazione dell'altezza, disponibili su alcune versioni
Potenza massima
145 CV (XT6 2.7 ER-27)
Motori boxer e trazione integrale in evoluzione
Al lancio la gamma comprendeva il quattro cilindri boxer EA-82 in versione aspirata e turbo, con la trazione integrale che poteva essere inserita all'occorrenza. Con il restyling del 1987 Subaru introdusse la trazione integrale permanente e ampliò la gamma con la variante XT6, equipaggiata con il sei cilindri boxer ER-27 da 2,7 litri, il propulsore più potente mai montato sul modello.
Il cambio poteva essere un manuale a cinque rapporti oppure un automatico, disponibile in versione a tre o quattro marce con gestione elettronica.
Anni di produzione
1985–1991
Un'auto di nicchia diventata oggetto da collezione
Nonostante le soluzioni tecniche avanzate, lo stile fortemente sperimentale limitò il successo commerciale della XT, che restò un modello di nicchia nel listino Subaru. Con circa 98.900 esemplari prodotti in sei anni, oggi è ricercata dagli appassionati di auto giapponesi degli anni Ottanta proprio per la sua unicità stilistica e per l'affidabilità meccanica del motore boxer, mentre resta da monitorare, come per molte vetture coeve, la tenuta della carrozzeria nel tempo.
Trazione
Anteriore o integrale, inseribile e poi permanente dal 1987
L'eredità della XT in casa Subaru
La XT aprì la strada alla Alcyone SVX, la coupé che ne raccolse l'eredità tecnologica dal 1992, e contribuì a consolidare l'idea di trazione integrale permanente come elemento distintivo della gamma Subaru. La sigla XT sarebbe poi tornata anni dopo per identificare le varianti turbo di altri modelli del marchio, a testimonianza del peso che questa coupé ha avuto nella storia dell'azienda.









