Nome e contesto: una kei car pensata per il mercato giapponese
La Vivio appartiene alla categoria delle kei car, le vetture ultracompatte che in Giappone godono di agevolazioni fiscali e assicurative in cambio di limiti severi su lunghezza, larghezza e cilindrata del motore, fissata a 660 cc. Il nome del modello richiama proprio questo vincolo, giocando su un'approssimazione in numeri romani della cifra 660, unita al richiamo alla parola inglese vivid.
Debuttata nel marzo 1992 come sostituta della Rex, la Vivio è rimasta in produzione fino all'ottobre 1998, quando il testimone è passato alla Pleo. Nel corso della carriera commerciale ha ricevuto alcuni aggiornamenti estetici, tra cui un restyling nel 1994 e una revisione dei paraurti nel 1996, oltre all'introduzione di nuove motorizzazioni nel 1997.
Motore
658 cc, 4 cilindri, aspirato o sovralimentato
Motori e meccanica: piccola cilindrata, tecnica sofisticata
- EN07A: 658 cc aspirato a carburatore, 42 CV
- EN07E: 658 cc aspirato a iniezione multipoint, 52 CV con cambio manuale o 48 CV con ECVT
- EN07Z: 658 cc sovralimentato con compressore volumetrico, distribuzione SOHC, 64 CV
- EN07X: 658 cc turbocompresso, distribuzione DOHC a 16 valvole, potenza contenuta entro i limiti di legge per le kei car
Alla gamma motori si affiancavano diverse soluzioni di trasmissione, dal manuale a 5 rapporti all'automatico a 3 marce, fino all'ECVT a variazione continua con comandi al volante. Un tratto distintivo della Vivio era la possibilità di inserire la trazione integrale tramite un pulsante sul pomello del cambio: la vettura viaggiava normalmente a trazione anteriore, richiamando le ruote posteriori solo quando necessario, ad esempio su fondo innevato. Le sospensioni indipendenti, derivate dall'esperienza della più grande Legacy, garantivano un comportamento su strada insolitamente equilibrato per una vettura di questa fascia.
Anni di produzione
1992-1998
Le versioni sportive e l'avventura nei rally
Accanto alle varianti di uso quotidiano, Subaru ha proposto declinazioni più orientate alle prestazioni, come la RX-R con motore sovralimentato EN07Z a doppio albero a camme e trazione integrale permanente, e la ancora più radicale RX-RA, allestita con rapporti del cambio ravvicinati e sospensioni irrigidite pensate come base per competizioni di categoria Group A.
La Vivio ha avuto anche una breve ma memorabile carriera nel rallismo internazionale. Nel 1992 un esemplare RX-R con motore turbo EN07X ha corso la maratona Parigi-Pechino, risultando più veloce della Mitsubishi Pajero ufficiale nella prova prologo prima di ritirarsi per un guasto alle sospensioni. L'anno seguente, nel 1993, Subaru ha iscritto tre Vivio Super KK al Safari Rally africano affidandole a Masashi Ishida, al pilota locale Patrick Njiru e a un giovanissimo Colin McRae, al suo debutto nella specialità: solo Njiru ha tagliato il traguardo, classificandosi dodicesimo.
La Vivio in Europa e sul mercato dell'usato
In Europa la Vivio è arrivata dal 1994, proposta con il motore aspirato EN07E in versione depotenziata a circa 44 CV, trazione integrale inseribile e cambio manuale a 5 marce, mantenendo impostazione tecnica molto simile a quella giapponese.
Oggi la Vivio è un'auto di nicchia, cercata più da appassionati e collezionisti che come mezzo di uso quotidiano: gli esemplari sopravvissuti, spesso di importazione, si trovano sul mercato dell'usato a prezzi che spaziano da poche migliaia di euro per gli esemplari più modesti fino a cifre superiori per le versioni sportive o meglio conservate. Chi la possiede segnala generalmente un'ottima tenuta nel tempo di meccanica e carrozzeria, a fronte però di dotazioni di sicurezza ormai datate e di una necessaria attenzione alla tenuta della guarnizione della testata sugli esemplari con più chilometri.









