Nata per le regole kei car, cresciuta per il mondo
La Subaru Rex, venduta in Europa come Mini o Mini Jumbo, nacque per rispondere alle severissime norme giapponesi sulle kei car: ingombri ridotti, cilindrata contenuta e peso minimo, in cambio di vantaggi fiscali per gli acquirenti. Debuttò il 15 luglio 1972 come erede della R-2, riprendendone inizialmente il layout con motore posteriore raffreddato ad acqua e sospensioni a semiassi oscillanti.
- Prima generazione (1972-1981): telaio K21, motore posteriore, trazione posteriore, disponibile in versione berlina e hatchback
- Seconda generazione (1981-1986): passaggio alla trazione anteriore con carrozzeria e sospensioni completamente nuove
- Terza generazione (1986-1992): design più arrotondato e moderno, esportata a livello globale come Mini Jumbo dal 1988
Motorizzazioni
Bicilindrico 356-665 cc, quadricilindrico 547-758 cc, anche turbo e sovralimentato
Motori e trazione integrale, il tratto distintivo
Nella prima generazione la gamma motori spaziava dal 356 cc a due tempi da 32-37 CV fino al 544 cc a due cilindri da 31 CV. Con la seconda generazione, dall'ottobre 1983, arrivò la vera novità: un sistema di trazione integrale on-demand ad inserimento elettrico tramite interruttore sul cambio, una soluzione descritta come una prima assoluta per la categoria delle kei car. Poco dopo, nel dicembre 1983, debuttò anche la versione turbo a 4 ruote motrici.
La terza generazione portò ulteriori novità tecniche: nel 1988 arrivò una variante sovralimentata con intercooler e iniezione, mentre nel giugno 1989 debuttò il quattro cilindri EN05 Clover 4, il primo motore a quattro cilindri su una kei car dopo la Mazda Carol. Per i mercati export, incluso quello dove veniva venduta come Mini Jumbo, era disponibile anche una versione sovralimentata da circa 63 CV abbinata a cambio manuale a 5 marce e trazione integrale.
Anni di produzione
1972-1992
Un'unica auto, tanti nomi nel mondo
Uno degli aspetti più curiosi di questo modello è la quantità di denominazioni commerciali usate nei diversi mercati. In Europa veniva proposta come Subaru 500, 600, 700 o, più diffusamente, come Mini Jumbo; in Australia era conosciuta come Sherpa o Fiori, in Nuova Zelanda come Ace e nel Sud-Est asiatico come Viki, mentre le versioni commerciali portavano le sigle M60, M70 e M80. Una strategia di naming frammentata, tipica di molti costruttori giapponesi dell'epoca, che rende oggi complesso ricostruire l'identità di questo modello per chi lo cerca con il solo nome Rex.
Trazione
Anteriore o integrale a inserimento elettrico on-demand (dal 1983)
La Mini oggi: rarità e collezionismo
Non essendo mai stata commercializzata ufficialmente in Italia, la Subaru Mini/Mini Jumbo si trova oggi quasi esclusivamente tramite il circuito dell'importazione di veicoli di provenienza giapponese (JDM), un mercato di nicchia frequentato da appassionati di kei car d'epoca. Le condizioni meccaniche semplici la rendono relativamente facile da mantenere in vita, ma la disponibilità di ricambi originali in Europa resta limitata, il che ne fa un'auto per collezionisti pazienti più che un mezzo di uso quotidiano.









