Cosa significa la sigla M60
M60 non è un modello autonomo, ma una delle targhette con cui la Subaru Rex è stata venduta in alcuni mercati europei. La logica alla base della sigla era legata alla cilindrata del motore montato: M60 identificava le versioni con motorizzazioni nell'ordine dei 600 cc, mentre le sigle M70 e M80 erano riservate alle unità di cilindrata leggermente superiore.
Nello stesso periodo, a seconda del paese, la stessa vettura veniva proposta anche come Ace in Nuova Zelanda, Fiori e Sherpa in Australia, Viki nel Sud-Est asiatico e Mini Jumbo in altri mercati europei: una frammentazione commerciale tipica delle piccole vetture giapponesi esportate su scala globale negli anni '70 e '80.
Cilindrata
Da 358 a 758 cc
Tre generazioni in vent'anni di carriera
La Rex, capostipite della sigla M60, debuttò nel luglio 1972 come evoluzione della Subaru R-2, ereditandone l'impostazione compatta pensata per la mobilità urbana giapponese.
- Prima generazione (1972-1981): layout con motore posteriore e trazione posteriore, aggiornato nel tempo con le varianti Rex SEEC-T, Rex 5 e Rex 550.
- Seconda generazione (1981-1986): passaggio a motore anteriore e trazione anteriore, con l'introduzione della versione wagon Rex Combi e, da ottobre 1983, di una trazione integrale inseribile a richiesta, una soluzione all'epoca inedita per una kei car.
- Terza generazione (1986-1992): restyling con nuova gamma motori, arrivo di dettagli inediti per la categoria come gli alzacristalli elettrici sulla variante Custom L, e introduzione, da febbraio 1987, di una trazione integrale permanente con differenziale a viscosa (Twin Viscous).
Anni di produzione
1972-1992
Motori compatti, lontani dal boxer di famiglia
A differenza delle Subaru più note, costruite attorno al motore boxer a cilindri contrapposti, la Rex/M60 ha sempre utilizzato piccoli propulsori pluricilindrici in linea, coerenti con i vincoli di cilindrata della categoria kei car giapponese.
- Le prime versioni montavano il bicilindrico EK23 da 358 cc.
- Nella terza generazione la gamma comprendeva il bicilindrico EK23 da 544 cc (31 CV, o 55 CV in versione sovralimentata) e i quattro cilindri della famiglia EN, disponibili nei tagli da 547 cc (EN05, 38 CV), 658 cc (EN07) e 758 cc (EN08, circa 42 CV a 6.000 giri), quest'ultimo destinato principalmente ai mercati export come quello australiano.
Questa impostazione motoristica, insolita perché basata su quattro cilindri anche nelle cilindrate minime, è rimasta una caratteristica distintiva delle kei car Subaru per diversi decenni.
Modello sostitutivo
Subaru Vivio (dal 1992)
La trazione integrale, prima ancora della fama Symmetrical AWD
Se il grande pubblico associa la trazione integrale Subaru soprattutto ai modelli di fascia superiore, la Rex/M60 ha avuto un ruolo pionieristico nella diffusione dell'AWD anche nella fascia più economica della gamma. Già dall'ottobre 1983 era infatti disponibile una quattro ruote motrici inseribile a richiesta, una delle prime soluzioni del genere offerte su una kei car.
Con il restyling di fine 1986, la terza generazione ha fatto un ulteriore passo avanti introducendo, da febbraio 1987, il sistema Twin Viscous: una trazione integrale permanente basata su un giunto viscoso, pensata per garantire tenuta e sicurezza anche su fondi scivolosi senza gravare eccessivamente su consumi e semplicità meccanica.
Numeri di produzione ed eredità
Nel corso delle tre generazioni, considerando l'intera famiglia Rex a livello globale, sono stati costruiti complessivamente circa 1,9 milioni di esemplari, un volume che testimonia il ruolo centrale di questo modello nella crescita di Subaru come costruttore generalista.
La produzione si è conclusa nel marzo 1992, quando la Rex/M60 ha lasciato il posto alla Subaru Vivio, la kei car di nuova generazione che ne ha raccolto l'eredità. Proprio per la sua natura di modello export di nicchia e per la sua età, oggi la M60 è una vettura rara da reperire fuori dal Giappone, con una presenza sul mercato dell'usato italiano praticamente nulla.









