Un progetto nato per salvare Studebaker
La Champion debutta come vettura pensata per ampliare il mercato di Studebaker verso un pubblico più vasto, senza intaccare la qualità costruttiva che aveva reso nota l'azienda. Il progetto viene sviluppato con il vincolo del contenimento del peso, considerato dagli ingegneri il principale nemico dell'efficienza. Il prezzo di partenza, particolarmente aggressivo per la versione coupé a due porte del 1939, contribuisce in modo decisivo al successo commerciale immediato del modello.
La linea, curata dal celebre designer industriale Raymond Loewy, adotta uno stile a carrozzeria portante di tipo ponton, in linea con le tendenze più moderne del design automobilistico americano di fine anni Trenta.
Motore
6 cilindri in linea, 2.7-3.0 litri circa
Le cinque generazioni della Champion
- Prima generazione (1939-1941): vettura full-size con motore sei cilindri da 2,7 litri e circa 78 CV.
- Seconda generazione (1942-1946): anno modello 1942 abbreviato dalla guerra; al ritorno alla produzione civile la gamma viene rinominata Skyway Champion.
- Terza generazione (1947-1952): ridisegno completo, tra le prime vetture americane concepite dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la caratteristica linea del lunotto avvolgente.
- Quarta generazione (1953-1956): riclassificata come vettura di taglia media, con carrozzeria firmata da Robert Bourke, allievo dello studio Loewy.
- Quinta generazione (1957-1958): ultima serie del modello, affiancata dalla economica Champion Scotsman e da una motorizzazione V8 opzionale, prima del passaggio di testimone alla Studebaker Lark.
Anni di produzione
1939-1942 e 1946-1958
Motori e meccanica
Il cuore della Champion è per gran parte della sua vita un sei cilindri in linea, apprezzato per robustezza e semplicità di manutenzione: la stessa base meccanica, con evoluzioni progressive, resterà in listino fino al 1964, ben oltre la fine di produzione della Champion stessa. Nell'ultima generazione, per rispondere alla concorrenza interna ed esterna, la gamma si arricchisce anche di una motorizzazione V8.
Designer
Raymond Loewy (1939), Robert Bourke (1953)
Un impiego anche in ambito militare
La solidità del propulsore sei cilindri della Champion trova impiego anche in ambito bellico: la stessa base meccanica viene infatti adottata per il veicolo militare M29 Weasel prodotto durante la Seconda Guerra Mondiale, a conferma dell'affidabilità riconosciuta a questa unità motrice.