Dai carri all'automobile: la nascita di un costruttore
Per oltre mezzo secolo Studebaker costruisce carrozze e carri agricoli, un'attività che le vale contratti importanti anche con l'esercito americano. L'ingresso nel mondo dell'auto avviene per gradi: prime vetture elettriche nel 1902, poi motorizzazione a benzina dal 1904, mentre la prima automobile interamente progettata e costruita in casa arriva sul mercato nel 1912.
- 1852: fondazione a South Bend come officina di fabbri
- 1902: primi veicoli elettrici Studebaker
- 1904: avvio della produzione di auto a benzina
- 1919: fine della produzione di carri trainati da cavalli
Negli anni '20 l'azienda cresce rapidamente: a metà decennio gli stabilimenti coprono oltre 900.000 metri quadrati con circa 23.000 dipendenti, e nel 1926 Studebaker si guadagna il titolo di primo produttore di automobili degli Stati Uniti per volumi.
La gamma storica: Champion, President e Lark
Nel corso dei decenni Studebaker costruisce una gamma articolata, pensata per coprire segmenti diversi del mercato americano. Il modello President, presentato nel 1926, rappresenta la fascia alta della produzione, con motori sei e otto cilindri e soluzioni come le luci ovali che ne facilitano il riconoscimento.
La svolta commerciale arriva nel 1939 con la Champion, un'utilitaria progettata da zero secondo il principio della leggerezza, disegnata dallo studio del noto designer industriale Raymond Loewy. Il suo prezzo contenuto e l'affidabilità dei motori sei cilindri ne fanno rapidamente il modello più venduto del marchio, arrivando a rappresentare oltre il 65% delle vendite Studebaker nel 1947.
Alla fine degli anni '50, per rispondere alla crisi del segmento delle grandi berline, Studebaker lancia la Lark, una compatta costruita riducendo sbalzi e passo della vecchia scocca full-size del 1953-58: un'operazione di ingegneria intelligente che nel primo anno di vendita, il 1959, porta a circa 150.000 unità consegnate.
L'Avanti: l'ultimo colpo di innovazione
Presentata nel giugno 1962, la Avanti è il tentativo estremo di Studebaker di rilanciare l'immagine del marchio. Disegnata in appena 40 giorni dal team di Raymond Loewy (con Tom Kellogg, Bob Andrews e John Ebstein), monta una carrozzeria in fibra di vetro su meccanica derivata dalla Lark e introduce i freni a disco anteriori di origine britannica, tra i primi visti su un'auto di produzione americana.
Con il motore V8 di serie e la variante sovralimentata R3 firmata Paxton, capace di superare le 170 miglia orarie e di stabilire numerosi record di velocità a Bonneville, la Avanti resta però un'operazione commercialmente limitata: la chiusura dello stabilimento di South Bend a fine 1963 ne interrompe la produzione dopo poche migliaia di esemplari.
La fusione con Packard e la chiusura
Il dopoguerra è per Studebaker un periodo di crescente difficoltà finanziaria, aggravata dai costi di struttura elevati rispetto alle grandi case di Detroit. Nel 1954 l'azienda si fonde con Packard dando vita alla Studebaker-Packard Corporation, ma la nuova società si ritrova già nel 1956 in condizioni finanziarie critiche.
Nel 1962 il nome originario Studebaker viene ripristinato, ma non basta a invertire la rotta: lo stabilimento di South Bend cessa la produzione di automobili il 20 dicembre 1963. La produzione prosegue per un periodo limitato nello stabilimento canadese di Hamilton, in Ontario, dove l'ultima vettura esce dalla linea il 17 marzo 1966, chiudendo di fatto la storia automobilistica del marchio.