Scheda modello

Spyker D12

Il Spyker D12 Peking-to-Paris è un concept di SUV di lusso ad alte prestazioni presentato nel 2006, spinto da un W12 da 500 CV e pensato per anticipare il segmento dei super-SUV. Nonostante oltre cento prenotazioni raccolte al debutto, non ha mai raggiunto la produzione in serie.

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Perché sì

  • Tra i primissimi tentativi di SUV di lusso ad alte prestazioni, con anni di anticipo sui rivali che avrebbero poi creato il segmento dei super-SUV
  • Motore W12 Volkswagen da 500 CV abbinato a un peso contenuto per la categoria, con prestazioni dichiarate da vera sportiva
  • Costruzione interamente in alluminio, corpo vettura e telaio, in linea con la tradizione Spyker di soluzioni leggere
  • Abitacolo curato nei dettagli, con richiami aeronautici, pellame trapuntato e finiture in alluminio spazzolato

Da valutare

  • Non ha mai raggiunto la produzione in serie: resta un concept, senza un vero mercato dell'usato né dati di affidabilità verificabili
  • Il progetto è stato più volte rinviato e reinterpretato, generando incertezza tra i clienti che avevano prenotato l'auto
  • Le difficoltà finanziarie ricorrenti di Spyker hanno impedito di trasformare l'idea in un prodotto commercializzabile
  • Il cambio di motore da W12 a V8 sovralimentato, deciso in corsa, ha ulteriormente allontanato la data di un'eventuale produzione

In sintesi

Segmento
SUV di lusso ad alte prestazioni (concept)
Carrozzeria
SUV 4 porte, 4 posti, portiere posteriori a battente inverso
Anno di presentazione
2006 (Salone di Ginevra)
Motore originale
W12 6.0 litri Volkswagen Group
Potenza
500 CV (507 PS)
0-100 km/h
5,0 secondi
Velocità massima
295 km/h
Peso
1.850 kg
Trazione
Integrale permanente
Cambio
Automatico a 6 rapporti

Il progetto D12 nasce all'interno della Spyker rinata nel 1999, in un periodo in cui il marchio olandese cerca di affiancare alle sportive artigianali un modello capace di allargarne il pubblico. L'idea di un SUV a quattro porte firmato Spyker, con motore dodici cilindri e trazione integrale, viene presentata al Salone di Ginevra nel 2006 come esercizio di stile ancora prima che come progetto industriale definito. Il nome richiama la Peking to Paris, la storica corsa di durata del 1907 in cui una Spyker quasi di serie, guidata dal francese Charles Goddard, giunse seconda dopo circa tre mesi di viaggio tra Pechino e Parigi. Concepito dal designer Michiel van den Brink, il D12 unisce linee da fuoristrada di lusso a richiami all'eredità aeronautica del marchio, in un momento in cui il concetto di SUV sportivo di altissima gamma non era ancora stato esplorato dai grandi costruttori.

Un SUV che nasce da una corsa del 1907

Il nome Peking-to-Paris non è un vezzo commerciale, ma un omaggio diretto a una delle imprese più celebri della storia Spyker: la partecipazione, nel 1907, alla durissima corsa da Pechino a Parigi, conclusa al secondo posto da un esemplare pressoché di serie guidato dal francese Charles Goddard dopo mesi di viaggio.

Quasi cent'anni dopo, la Spyker rifondata nel 1999 sceglie proprio quel nome per battezzare un progetto ambizioso: un SUV a quattro porte capace di unire il carattere sportivo del marchio a uno spazio abitativo più generoso, in un'epoca in cui i grandi costruttori non avevano ancora sviluppato il segmento dei SUV di lusso ad alte prestazioni.

Motore originale

W12 6.0 litri Volkswagen Group

Meccanica e prestazioni da vera sportiva

Il cuore del D12 è un motore W12 da 6.0 litri fornito dal gruppo Volkswagen, capace di erogare circa 500 CV. Nonostante la mole e la vocazione da fuoristrada di lusso, il peso dichiarato di 1.850 kg, reso possibile dalla scocca e dal telaio interamente in alluminio, consente prestazioni da sportiva pura: 0-100 km/h in 5,0 secondi e una velocità massima di 295 km/h.

  • Trazione integrale permanente
  • Cambio automatico a 6 rapporti con leve al volante in stile F1
  • Cerchi Aeroblade da 24 pollici

Potenza

500 CV (507 PS)

Un abitacolo con il carattere di un aereo

L'abitacolo del D12 richiama esplicitamente il passato aeronautico di Spyker: plancia a tre elementi disegnata come un cruscotto d'aereo, quattro sedili sportivi individuali separati da un tunnel centrale alto, finiture in pelle trapuntata e alluminio spazzolato. Le portiere posteriori a battente inverso, le cosiddette suicide doors, facilitano l'accesso ai posti posteriori e sottolineano il carattere scenografico della vettura.

Velocità massima

295 km/h

Dal W12 al V8: l'evoluzione in D8

Dopo il debutto a Ginevra nel 2006 e la raccolta di oltre cento prenotazioni, il progetto non riesce a trovare una strada diretta verso la produzione. Nel 2008 Spyker rivede l'impostazione tecnica, sostituendo il W12 Volkswagen con un V8 sovralimentato e ribattezzando il progetto D8; in seguito viene valutata anche l'ipotesi di un propulsore V8 firmato Koenigsegg. Nessuna di queste versioni, tuttavia, arriva mai a una vera linea di montaggio.

Anno di presentazione

2006 (Salone di Ginevra)

Perché non è mai arrivato in produzione

La storia del D12/D8 si intreccia con le croniche difficoltà finanziarie di Spyker: l'incursione in Formula 1 tra il 2007 e il 2008, l'acquisizione poi fallita di Saab nel 2010 e il fallimento della società nel 2014 hanno progressivamente allontanato ogni possibilità di industrializzare il progetto. Anche i successivi tentativi di rilancio del marchio, incluse nuove proposte di investimento annunciate negli anni seguenti, non sono finora riusciti a riportare in vita l'idea del super-SUV Spyker in una versione effettivamente commercializzata.

Le generazioni della D12

  • D12 Peking-to-Paris (2006) — Versione originale presentata al Salone di Ginevra, con motore W12 Volkswagen da 500 CV, scocca in alluminio e portiere posteriori a battente inverso.
  • D8 (2008) — Evoluzione del progetto con cambio di motorizzazione a un V8 sovralimentato, presentata come nuova denominazione dello stesso concept di SUV di lusso.

Domande frequenti sulla D12

Il Spyker D12 è mai entrato in produzione?

No. Nonostante le oltre cento prenotazioni raccolte dopo la presentazione del 2006, il progetto non ha mai raggiunto una vera produzione in serie ed è rimasto allo stadio di concept e prototipo.

Che motore aveva il Spyker D12?

Nella versione originale montava un W12 Volkswagen Group da 6.0 litri e circa 500 CV, capace di spingere l'auto da 0 a 100 km/h in 5,0 secondi.

Perché si chiama Peking-to-Paris?

Il nome ricorda la corsa di durata del 1907 tra Pechino e Parigi, in cui una Spyker quasi di serie si classificò seconda dopo mesi di viaggio, guidata dal francese Charles Goddard.

Che rapporto c'è tra il D12 e il D8?

Sono lo stesso progetto di SUV in due fasi diverse: nel 2008 Spyker ha sostituito il motore W12 con un V8 sovralimentato e ha ribattezzato l'auto D8, senza però arrivare comunque alla produzione.

Quanti esemplari di Spyker D12 sono stati costruiti?

Il modello è stato mostrato come concept ai saloni dell'auto; non essendo mai entrato in produzione, non esiste un vero e proprio parco esemplari né un mercato dell'usato di riferimento.

Fonti

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