Un SUV che nasce da una corsa del 1907
Il nome Peking-to-Paris non è un vezzo commerciale, ma un omaggio diretto a una delle imprese più celebri della storia Spyker: la partecipazione, nel 1907, alla durissima corsa da Pechino a Parigi, conclusa al secondo posto da un esemplare pressoché di serie guidato dal francese Charles Goddard dopo mesi di viaggio.
Quasi cent'anni dopo, la Spyker rifondata nel 1999 sceglie proprio quel nome per battezzare un progetto ambizioso: un SUV a quattro porte capace di unire il carattere sportivo del marchio a uno spazio abitativo più generoso, in un'epoca in cui i grandi costruttori non avevano ancora sviluppato il segmento dei SUV di lusso ad alte prestazioni.
Motore originale
W12 6.0 litri Volkswagen Group
Meccanica e prestazioni da vera sportiva
Il cuore del D12 è un motore W12 da 6.0 litri fornito dal gruppo Volkswagen, capace di erogare circa 500 CV. Nonostante la mole e la vocazione da fuoristrada di lusso, il peso dichiarato di 1.850 kg, reso possibile dalla scocca e dal telaio interamente in alluminio, consente prestazioni da sportiva pura: 0-100 km/h in 5,0 secondi e una velocità massima di 295 km/h.
- Trazione integrale permanente
- Cambio automatico a 6 rapporti con leve al volante in stile F1
- Cerchi Aeroblade da 24 pollici
Potenza
500 CV (507 PS)
Un abitacolo con il carattere di un aereo
L'abitacolo del D12 richiama esplicitamente il passato aeronautico di Spyker: plancia a tre elementi disegnata come un cruscotto d'aereo, quattro sedili sportivi individuali separati da un tunnel centrale alto, finiture in pelle trapuntata e alluminio spazzolato. Le portiere posteriori a battente inverso, le cosiddette suicide doors, facilitano l'accesso ai posti posteriori e sottolineano il carattere scenografico della vettura.
Velocità massima
295 km/h
Dal W12 al V8: l'evoluzione in D8
Dopo il debutto a Ginevra nel 2006 e la raccolta di oltre cento prenotazioni, il progetto non riesce a trovare una strada diretta verso la produzione. Nel 2008 Spyker rivede l'impostazione tecnica, sostituendo il W12 Volkswagen con un V8 sovralimentato e ribattezzando il progetto D8; in seguito viene valutata anche l'ipotesi di un propulsore V8 firmato Koenigsegg. Nessuna di queste versioni, tuttavia, arriva mai a una vera linea di montaggio.
Anno di presentazione
2006 (Salone di Ginevra)
Perché non è mai arrivato in produzione
La storia del D12/D8 si intreccia con le croniche difficoltà finanziarie di Spyker: l'incursione in Formula 1 tra il 2007 e il 2008, l'acquisizione poi fallita di Saab nel 2010 e il fallimento della società nel 2014 hanno progressivamente allontanato ogni possibilità di industrializzare il progetto. Anche i successivi tentativi di rilancio del marchio, incluse nuove proposte di investimento annunciate negli anni seguenti, non sono finora riusciti a riportare in vita l'idea del super-SUV Spyker in una versione effettivamente commercializzata.