Dalle radici Fiat alla prima Simca indipendente
La storia di Simca comincia con Henri Pigozzi, che negli anni Venti collabora con Fiat come rivenditore di carrozzerie usate e diventa poi agente generale del marchio torinese in Francia. Nel 1934 questa attività si trasforma nella Simca, con sede a Nanterre, che nei primi anni realizza su licenza modelli derivati dalla Fiat 508 Balilla e dalla Fiat Topolino, commercializzati anche come Simca 5 e Simca 8.
Il vero salto di qualità arriva nel 1951 con la Simca Aronde: è la prima vettura interamente progettata da Simca, con scocca portante, e non più un adattamento di un progetto Fiat. Il nome, che in francese antico significa "rondine", richiama il logo aziendale dell'epoca. Con circa 1,4 milioni di esemplari prodotti in tre serie fino al 1964, l'Aronde contribuisce a rendere Simca il secondo costruttore francese per volumi alla fine degli anni Cinquanta.
Gli anni Sessanta: 1000, 1100 e 1300/1500
Il decennio successivo segna l'apice industriale del marchio. Nel 1961 debutta la Simca 1000, una berlina compatta a quattro porte con motore posteriore raffreddato ad acqua, il celebre "motore di Poissy": la disposizione meccanica, inedita per Simca, resta in produzione fino al 1978 con diversi aggiornamenti estetici.
Nel 1963 arrivano al Salone di Ginevra la Simca 1300 e la Simca 1500, berline familiari di segmento superiore accomunate da una linea con superfici vetrate generose, differenziate soprattutto per cilindrata dei motori; nel 1966 vengono aggiornate come 1301 e 1501. Nel 1967 è la volta della Simca 1100, presentata al Salone di Parigi con trazione anteriore, sospensioni indipendenti su quattro ruote e disponibile in versioni berlina a 3 o 5 porte, break e commerciale: una delle prime Simca a impostazione moderna, che anticipa soluzioni poi diffuse su larga scala nell'industria europea.
- Simca 1000 (1961-1978): berlina a motore posteriore, grande successo commerciale
- Simca 1300/1500 (1963) e 1301/1501 (1966): berline familiari di fascia media
- Simca 1100 (1967): trazione anteriore e carrozzerie multiple
L'ingresso di Chrysler e la fine del marchio
Nel 1954 Simca rileva la filiale francese di Ford, acquisendo la berlina Vedette, un passaggio che apre la strada a nuovi equilibri societari. Nel 1958 il gruppo americano Chrysler acquista una prima quota di minoranza, che sale progressivamente negli anni successivi fino a raggiungere il controllo maggioritario nei primi anni Sessanta e una partecipazione ancora più ampia entro il 1970, anno in cui Simca diventa a tutti gli effetti un marchio di Chrysler Europe.
Nel 1978 Chrysler cede le proprie attività europee al gruppo francese PSA Peugeot Citroën, che nel giro di pochi anni sostituisce progressivamente il nome Simca con il marchio storico Talbot, chiudendo così un capitolo durato oltre quattro decenni nell'industria automobilistica francese.
Eredità industriale
Nel corso della sua attività Simca ha realizzato oltre sei milioni di veicoli, con un picco produttivo di circa 588.000 unità nel solo 1973, confermandosi per lungo tempo tra i principali costruttori francesi accanto a Renault, Citroën e Peugeot. Al di là dei modelli di serie, il marchio è ricordato anche per iniziative sperimentali come il concept Fulgur di fine anni Cinquanta, pensato come vettura futuribile a guida assistita.
