Le origini a Shijiazhuang
Shuanghuan nasce nel 1988 come piccola realtà industriale della provincia dello Hebei, fondata da Zhao Zhigang. L'attività iniziale è concentrata su veicoli commerciali leggeri e pick-up, con il modello Laibao che rappresenta il primo vero prodotto di un certo successo commerciale in Cina.
Un passaggio chiave nella crescita dell'azienda è l'acquisizione, nel 2002, del produttore statale Red Star Auto, operazione che consente a Shuanghuan di ampliare la rete distributiva e di affacciarsi su segmenti di mercato più ampi, dai fuoristrada alle vetture di piccola cilindrata.
La gamma: dal fuoristrada CEO alla citycar Noble
Il modello più rappresentativo del marchio è senza dubbio la CEO (in Europa commercializzata anche come SCEO), una SUV di taglia media il cui design richiama apertamente elementi di Toyota Land Cruiser Prado, BMW X5 e BMW X3. Al debutto europeo, la CEO monta motorizzazioni a benzina da 2.0 e 2.4 litri di origine Mitsubishi, rispettivamente da circa 111 e 136 CV, oltre a una variante turbodiesel 2.5 da circa 102 CV, abbinate a cambi manuali a 5 rapporti o automatici a 4 rapporti.
- CEO/SCEO: SUV di medie dimensioni prodotta dal 2005 al 2011, esportata in oltre 30 Paesi.
- Noble: microvettura a quattro posti costruita su base telaistica derivata dalla Suzuki Alto, commercializzata anche in Italia dall'importatore Martin Motors con il nome Bubble.
- Laibao S-RV: SUV di impostazione più tradizionale, prodotta tra il 2003 e il 2010 con motori a benzina da 2.0, 2.2 e 2.4 litri.
Le controversie con BMW, Honda e Mercedes-Benz
La somiglianza dei modelli Shuanghuan con vetture già affermate ha generato diverse vertenze legali in Europa. Nel 2008 il Tribunale regionale di Monaco ha stabilito che la CEO riproduceva elementi distintivi della BMW X5, disponendo il divieto di vendita e importazione del modello sul mercato tedesco.
Anche la citycar Noble è finita sotto la lente della giustizia per la sua somiglianza con la Smart Fortwo, portando Mercedes-Benz ad avviare azioni legali in diversi Paesi europei. Sul fronte asiatico, invece, l'Alta Corte del Popolo di Pechino ha riconosciuto nel 2010 la violazione dei diritti di design di Honda da parte del SUV Laibao, simile alla CR-V, condannando Shuanghuan a un risarcimento.
Il declino e la chiusura nel 2016
Dopo anni di dispute legali che ne hanno limitato l'espansione nei mercati occidentali più maturi, nel 2009 Shuanghuan viene rilevata da Liaoning SG Automotive. L'attività prosegue ancora per qualche anno, ma nel febbraio 2016 il Ministero dell'Industria e dell'Information Technology cinese dispone la chiusura di Shuanghuan insieme ad altri dodici piccoli costruttori che non avevano superato le verifiche obbligatorie sui livelli produttivi minimi, ponendo di fatto fine alla storia del marchio.