Un design che guardava all'Italia
La linea della Rover SD1 nasce sotto la guida di David Bache, che si lascia apertamente ispirare dalle proporzioni filanti delle grandi coupé sportive italiane. Il risultato è una berlina con coda tronca e portellone posteriore, una soluzione allora poco comune per una vettura di rappresentanza, capace di unire eleganza e praticità.
- Coda fastback con ampio portellone posteriore
- Linea bassa e slanciata per l'epoca
- Abitacolo spazioso pensato per il comfort di viaggio
Anni di produzione
1976-1986
Motori: dal quattro cilindri al V8
La gamma motori della SD1 copre un ventaglio molto ampio, pensato per soddisfare sia i clienti aziendali sia gli appassionati di guida sportiva. Al lancio nel 1976 debutta il solo V8 Rover da 3.528 cc, poi affiancato nel 1977 dai sei cilindri in linea da 2,3 e 2,6 litri e in seguito da un quattro cilindri 2.0 e da un turbodiesel 2.4 di origine VM Motori.
- V8 3.5 litri: da 155 CV fino a circa 190 CV nella Vitesse
- Sei cilindri 2.3 e 2.6 litri
- Quattro cilindri 2.0 litri
- Turbodiesel 2.4 litri
Il cambio poteva essere manuale a cinque marce, di derivazione Triumph, oppure automatico Borg Warner a tre rapporti.
Riconoscimenti
Auto dell'Anno in Europa 1977
Le versioni speciali: Vitesse e Vanden Plas
Con il restyling del 1982 arrivano due varianti destinate a lasciare il segno. La Vitesse, dotata di V8 più potente, freni a disco ventilati e alettone posteriore, diventa la protagonista delle corse turismo europee degli anni Ottanta grazie al team di Tom Walkinshaw Racing. La Vanden Plas, al contrario, punta tutto sul lusso, con interni in pelle, alzacristalli e specchietti elettrici e cruise control, per poi unire le due anime nella Vanden Plas EFi a iniezione elettronica.
Affidabilità e stato di conservazione oggi
La fama della SD1 è legata a doppio filo ai suoi problemi di gioventù: le prime serie hanno sofferto di difetti di assemblaggio, componenti elettrici capricciosi e una spiccata tendenza alla ruggine, complice anche un periodo di forte conflittualità sindacale negli stabilimenti British Leyland. Il restyling del 1982 porta un netto miglioramento nella qualità dei materiali e nell'affidabilità meccanica ed elettrica. Chi oggi cerca una SD1 da collezione deve quindi verificare con attenzione lo stato della carrozzeria e prediligere, quando possibile, gli esemplari di seconda serie.






