Un progetto rivoluzionario per il 1963
La Rover P6 nasce come sostituta della P4 con l'obiettivo di ampliare il pubblico del marchio, senza rinunciare al carattere british che aveva reso celebre Rover. Il design di David Bache, con i quattro fari rotondi e la mascherina a listelli orizzontali, mostra un profilo filante che l'ingegnere stesso ammise essere stato influenzato dalla Citroen DS.
Presentata come Rover 2000 all'Earls Court Motor Show del 1963, la vettura conquista già l'anno successivo il primo premio Car of the Year mai assegnato, imponendosi come una delle berline più moderne del suo tempo.
Motorizzazioni
4 cilindri 2.0 e 2.2 litri, V8 3.5 litri
Motori: dai 4 cilindri al V8 ereditato da Buick
Al lancio la P6 monta un 4 cilindri bialbero da 1.978 cm3 con circa 104 CV, seguito dalla variante TC a doppio carburatore SU e potenza superiore. Nel 1973 arriva la 2200, con il 4 cilindri portato a 2.205 cm3 in due livelli di potenza.
La svolta più importante resta però il V8: nel 1965 il management Rover acquista da General Motors i diritti e gli stampi del piccolo V8 in alluminio Buick 215, ormai uscito di produzione negli Stati Uniti. Montato per la prima volta sulla ammiraglia P5B nel 1967, il propulsore da 3,5 litri debutta sulla P6 nel 1968 dando vita alla 3500, capace di prestazioni ben superiori alle sorelle a 4 cilindri.
- 2000 e 2000 TC: 4 cilindri 1.978 cm3
- 2200 SC e TC: 4 cilindri 2.205 cm3
- 3500 e 3500S: V8 3,5 litri in alluminio
Anni di produzione
1963-1977
Meccanica d'avanguardia: De Dion e freni a disco
Dietro la carrozzeria elegante si nasconde una meccanica sorprendentemente sofisticata per l'epoca: al retrotreno lavora un ponte De Dion, mentre all'avantreno un sistema a bilancieri con molle disposte orizzontalmente libera spazio nel vano motore. Su tutte e quattro le ruote agiscono freni a disco, con quelli posteriori montati all'interno per ridurre le masse non sospese.
Per far spazio al più corposo V8 gli ingegneri Rover dovettero spostare in avanti la traversa delle sospensioni anteriori e aggiungere una presa d'aria sotto il paraurti per il radiatore più grande; la batteria della 3500, non trovando più posto nel vano motore, fu spostata nel bagagliaio.
Riconoscimento
Car of the Year 1964, prima edizione del premio
Restyling e fine carriera
Nel 1970 la gamma riceve un aggiornamento estetico e agli interni, con una nuova plancia e piccoli ritocchi alla mascherina, mentre nel 1973 debutta la 2200 in sostituzione della 2000. La produzione della P6 proseguirà fino al marzo 1977, un anno dopo il lancio della Rover SD1 che ne avrebbe preso il testimone come nuova ammiraglia del marchio.
L'ultimo esemplare, una 3500S con targa VVC 700S, uscì dalle linee di Solihull il 19 marzo 1977 ed è oggi conservato presso l'Heritage Motor Centre di Gaydon, in Inghilterra.
Il P6 oggi: appassionati e mercato dell'usato
Tra le classic car inglesi la P6 gode di un seguito solido, con la versione 3500 V8 particolarmente ricercata dai collezionisti anche per varianti rare come il cambio manuale a 5 marce o le combinazioni speciali di colori e rivestimenti in pelle.
Chi valuta l'acquisto di un esemplare deve però prestare grande attenzione alla ruggine, che colpisce facilmente porte, parafanghi e scocca, e verificare lo stato generale della meccanica prima di affidarsi al fascino intramontabile di questa berlina.






