Dalla utilitaria di massa al culto sotto il Rover Group
Quando negli anni Ottanta il gruppo British Leyland si riorganizza attorno al marchio Rover, la Mini è ormai un'auto con oltre vent'anni di carriera alle spalle, ma le sue vendite restano solide grazie a un pubblico affezionato e a un design che non ha mai davvero smesso di piacere.
Invece di essere sostituita, la piccola utilitaria viene mantenuta in produzione e progressivamente aggiornata: nasce così la fase che gli appassionati identificano come "Rover Mini", caratterizzata da continui affinamenti meccanici piuttosto che da un vero e proprio cambio generazionale.
Motore
4 cilindri in linea, 998-1275 cc benzina
Motori e meccanica: un'evoluzione costante
Durante l'era Rover, la meccanica della Mini resta fedele all'impostazione originaria con motore trasversale e cambio in blocco con il basamento, ma subisce diversi interventi di modernizzazione.
- Fino ai primi anni Novanta il propulsore 1.275 cc di serie è alimentato a carburatore
- Dal novembre 1991 viene introdotta l'iniezione monopunto, seguita dal catalizzatore per adeguarsi alle nuove normative sulle emissioni
- Nel 1997 arriva l'iniezione multipunto abbinata a un nuovo radiatore anteriore
- Le dotazioni di sicurezza si aggiornano solo parzialmente, con l'introduzione dell'airbag lato guida per il mercato europeo a metà anni Novanta
Le prestazioni restano comunque contenute per gli standard moderni: la Cooper 1.3 con catalizzatore sviluppa circa 61 CV, sufficienti per una velocità massima di poco superiore ai 150 km/h.
Potenza
da circa 40 CV a 63 CV
Il ritorno della Cooper e le serie speciali
Uno dei capitoli più significativi della Rover Mini riguarda il ritorno del nome Cooper. Dopo anni di assenza, John Cooper convince il Rover Group a sviluppare un nuovo modello ad alte prestazioni: nasce così, nel 1990, la Mini Cooper RSP (Rover Special Projects), realizzata in tiratura limitata e andata esaurita ancor prima di arrivare nelle concessionarie.
Il successo della RSP spinge Rover a mettere la Cooper in produzione continuativa, mentre negli stessi anni debutta anche la versione Cabriolet, presentata al salone NEC di Birmingham nel 1992 e commercializzata dal 1993 in tre colori di carrozzeria.
Accanto a queste, il catalogo si arricchisce costantemente di edizioni speciali a tiratura limitata, con combinazioni di colori e allestimenti dedicati che hanno contribuito ad alimentare il collezionismo attorno al modello.
Produzione totale del modello (1959-2000)
oltre 5,3 milioni di esemplari
Comprare una Rover Mini usata: cosa sapere
Chi valuta l'acquisto di una Rover Mini usata deve mettere in conto un'auto pensata per un uso quotidiano molto diverso da quello attuale: spazio a bordo limitato, sedili in tessuto poco resistenti nel tempo, plancia essenziale e un'ergonomia di guida (volante quasi orizzontale, pedaliera non allineata) ereditata direttamente dal progetto originale degli anni Cinquanta.
Il punto più delicato riguarda la carrozzeria: la Mini è nota per essere soggetta a corrosione, soprattutto su passaruota, soglie e pianale, per cui è fondamentale un controllo approfondito prima dell'acquisto, incluse eventuali riverniciature poco curate. Meccanicamente il propulsore A-Series è robusto e semplice da mantenere, ma non offre particolare brillantezza: il cambio a rapporti ravvicinati e la mancanza di una marcia realmente lunga rendono l'auto rumorosa e poco rilassante sulle percorrenze extraurbane più lunghe.






