Una berlina nata dall'alleanza con Honda
La Rover 618 è la declinazione con motore 1.8 litri della Serie 600, la berlina media lanciata da Rover nell'aprile 1993 per raccogliere l'eredità dell'Austin Montego. Il progetto nacque dalla lunga collaborazione industriale tra il gruppo britannico e Honda, che mise a disposizione pianale e propulsori derivati dalla Accord dell'epoca.
Questa impostazione tecnica distingue la 618 da altri modelli Rover coevi: il motore 1.8 litri a 16 valvole, siglato F18A, non condivide nulla con la sfortunata famiglia K-series che afflisse altre vetture della casa con problemi di guarnizione della testata.
Motore
1.8 litri Honda F18A, 4 cilindri 16V
Motore e allestimenti
Al lancio la 618i erogava 115 CV, sufficienti per una velocità massima dichiarata di circa 195 km/h. La gamma comprendeva la 618i di base, con cerchi in acciaio, e la 618Si, arricchita da ABS e tetto apribile come optional.
- 618i: allestimento base, poi disponibile con climatizzatore di serie dal 1997
- 618Si: dotazione superiore, con ABS e finiture più curate
- 618iS e 618iL: versioni di fine produzione del 1998-1999, con cerchi in lega e sedili in pelle, rispettivamente parziale e integrale
Nel 1996 la gamma Serie 600 fu aggiornata con l'estensione dell'ABS a tutti i modelli, il doppio airbag e alcune revisioni agli interni; nel 1997 arrivarono un assetto ribassato di circa 10 mm e le modanature in tinta con la carrozzeria.
Potenza
115 CV (85 kW)
Affidabilità e mercato dell'usato
Grazie alla base meccanica Honda, la 618 è generalmente considerata tra le Rover più affidabili del periodo. Il vero punto debole riguarda la carrozzeria: le zone più esposte alla ruggine sono il bordo posteriore dei longheroni e gli archi delle ruote posteriori, un difetto che ha decimato nel tempo molti esemplari altrimenti in buone condizioni meccaniche.
Oggi trovare una 618 ben conservata non è semplice: la maggior parte degli esemplari sopravvissuti proviene da un uso limitato o da una manutenzione particolarmente attenta, e rappresenta più un acquisto da appassionato di auto d'epoca recente che una scelta di mobilità quotidiana.






