Nascita di un progetto anglo-giapponese
La Rover Serie 400 arriva sul mercato nel 1990 come declinazione a due volumi e mezzo del contemporaneo modello 200, entrambi sviluppati nell'ambito dell'accordo industriale tra Rover e Honda. La piattaforma, nota internamente come R8, è la stessa impiegata dalla Honda Concerto, con cui la 400 condivide la struttura portante e buona parte della meccanica, mentre la coda e l'abitacolo vengono ridisegnati dai tecnici di Longbridge per dare alla vettura un'impronta più elegante e conservatrice, in linea con il posizionamento del marchio.
All'interno di questa gamma, la sigla 418 individua le versioni equipaggiate con il motore turbodiesel da 1,8 litri, un propulsore di origine PSA (Peugeot-Citroën) che affianca le più diffuse motorizzazioni a benzina 1.4 e 1.6 di matrice Honda.
Potenza
Circa 88 CV nella versione turbo
Motorizzazione e allestimenti
Il cuore della 418 è il quattro cilindri turbodiesel da 1.769 cc di derivazione francese, proposto sia in versione aspirata sia, più diffusamente, in versione turbocompressa da circa 88 CV. La gamma di allestimenti includeva sigle come SD, SLD e GSD, che identificavano i diversi livelli di finitura e dotazione, dalle versioni più essenziali a quelle con equipaggiamento più ricco.
- Cambio manuale a cinque marce
- Trazione anteriore
- Carrozzeria berlina 4 porte, con successiva introduzione della station wagon 400 Tourer nel 1994
Anni di produzione
1990-1995 (prima serie, variante 1.8 turbodiesel)
Restyling ed evoluzione della gamma
Nel settembre 1993 la Serie 400 riceve un primo aggiornamento estetico, con la reintroduzione della calandra a griglia verticale tipica dell'iconografia Rover, senza modifiche sostanziali alla meccanica. La produzione della prima generazione, quella su base R8 a cui appartiene la 418, prosegue fino al 1995, quando debutta la seconda serie (denominata internamente HH-R) basata questa volta sulla Honda Domani.
Con il cambio di generazione, Rover introduce anche un nuovo motore turbodiesel di progettazione interna, il L-series da 2,0 litri, che va progressivamente a sostituire il precedente propulsore di origine PSA impiegato sulla 418.
Affidabilità e mercato dell'usato
Sul piano meccanico la Rover 418 beneficia dell'eredità tecnica Honda, che le garantisce una robustezza superiore alla media delle concorrenti britanniche coeve. Il punto debole più citato da chi ha posseduto queste vetture riguarda la carrozzeria, soggetta a fenomeni di corrosione se non conservata con cura, un problema comune a molte auto europee prodotte in quegli anni. Oggi trovare un esemplare in buone condizioni non è semplice, ma gli appassionati che lo fanno apprezzano il comfort di marcia e la sobria eleganza degli interni, caratteristiche che hanno reso la Serie 400 una delle Rover più amate dal pubblico generalista.






