Tre generazioni sotto un'unica sigla
Il nome 216 accompagna tre generazioni molto diverse tra loro della Rover 200, tutte accomunate dall'adozione di un motore attorno a 1,6 litri.
- SD3 (1984-1989): prima serie, solo berlina 4 porte, erede diretta della Triumph Acclaim e nata dalla collaborazione tra British Leyland e Honda.
- R8 (1989-1995, con carrozzerie speciali fino al 1999): seconda generazione, basata sulla Honda Concerto ma sviluppata appositamente per il mercato europeo, con gamma ampliata a hatchback, coupé, cabriolet e station wagon.
- R3 (1995-1999): terza generazione, più compatta e progettata in autonomia da Rover, mentre le carrozzerie coupé, cabriolet e tourer ereditate dalla R8 restano in listino con la nuova motorizzazione K-series fino al 1999.
Anni di produzione
1984 - 1999
I motori: dal cuore Honda al K-series Rover
Sulla prima serie SD3 la 216 monta il motore 1.6 S-Series di origine British Leyland, disponibile in versione carburata da 86 CV o a iniezione Lucas EFi da 103 CV, abbinato al cambio manuale a 5 marce di licenza Honda o, in alternativa, all'automatico ZF a 4 rapporti.
Con la generazione R8 la sigla passa a indicare i quattro cilindri Honda da 1590 cc, disponibili in versione monoalbero D16A6 o bialbero D16A8, montati anche sulle varianti coupé e cabriolet; questi propulsori garantiscono alla 216 prestazioni brillanti per la categoria e un'affidabilità meccanica di riferimento.
Con l'arrivo della R3 nel 1995, Rover abbandona progressivamente il motore giapponese a favore del proprio K-series bialbero 16 valvole da 1,6 litri, che nella 216 eroga circa 111 CV e resta in produzione, sulle carrozzerie coupé e cabriolet, fino alla fine della gamma nel 1999.
Partner tecnologico
Honda, fino al 1995
Allestimenti e carrozzerie
La varietà di carrozzerie è uno dei tratti distintivi della 216, soprattutto nella generazione R8: accanto alla classica berlina 4 porte compaiono l'hatchback a 3 e 5 porte, la station wagon Tourer, e le più ricercate coupé e cabriolet a 2 porte, entrambe rimaste in listino anche dopo il debutto della R3.
Nel 1992 la gamma riceve un restyling che introduce la griglia cromata dal disegno più classico, paraurti verniciati in tinta e gruppi ottici rivisti, oltre all'adozione della marmitta catalitica su tutta la gamma motori.
Affidabilità e mercato dell'usato
Sul fronte dell'affidabilità meccanica la 216 gode di una reputazione tutto sommato solida, merito soprattutto dei motori Honda montati sulla generazione R8: non sono rari gli esemplari che hanno superato i 150-200mila km con interventi limitati alla manutenzione ordinaria.
Il vero tallone d'Achille resta però la carrozzeria: la protezione anticorrosione non era tra le più curate dell'epoca, e la ruggine è oggi il motivo principale per cui molti esemplari non sono sopravvissuti. Tra i difetti noti si segnalano anche episodi di cedimento della guarnizione della testata e qualche capriccio dell'impianto elettrico.
Oggi la 216 si colloca tra le auto d'epoca più abbordabili sul mercato dell'usato, con quotazioni che partono da poche migliaia di euro per gli esemplari da revisionare, mentre le versioni coupé e cabriolet ben conservate, più rare, spuntano prezzi sensibilmente superiori.






