Dalla Metro alla Serie 100
La Rover 100 nasce da un compromesso industriale: pur di contenere i costi, il Rover Group riutilizzò il pianale e larga parte della meccanica della Austin Metro, concentrando gli investimenti sulla carrozzeria e sugli interni. Il muso venne allungato di circa 12 centimetri rispetto alla Metro originale per ospitare i nuovi motori K-Series, mentre lo stile fu affidato al centro stile interno, che puntò su linee più morbide e un abitacolo più curato rispetto alla progenitrice.
Nel Regno Unito il modello mantenne per alcuni anni il nome Rover Metro, mentre sui mercati continentali, Italia inclusa, fu proposto fin dal debutto come Rover Serie 100, con le sigle 111, 114 e 115 a indicare la cilindrata del motore installato.
Motorizzazioni benzina
1.1 e 1.4 K-Series, da 60 a 103 CV
Le due serie e i restyling
La produzione della Rover 100 si articola in due fasi principali. La prima serie, in vendita dal 2 maggio 1990, propone la gamma iniziale di motori benzina e le prime varianti di allestimento, dalla più semplice C fino alla sportiva GTi, quest'ultima offerta solo in carrozzeria a tre porte.
Il 2 febbraio 1995 debutta la seconda serie, riconoscibile per la calandra ridisegnata, i paraurti più arrotondati e una plancia rivista nei comandi. Su questa versione vengono introdotti anche airbag e rinforzi laterali antintrusione, un tentativo di rincorrere gli standard di sicurezza che nel frattempo si stavano alzando rapidamente in tutta Europa.
Motorizzazioni diesel
1.4 e 1.5 di origine PSA, 52-58 CV
Motori e meccanica
La gamma benzina si basa sul propulsore K-Series, disponibile in più tagli di potenza: si parte dal semplice 1.1 da 60 CV, si passa al 1.4 a 8 valvole da 75-76 CV, fino alle versioni 16 valvole più brillanti, capaci di raggiungere e superare i 100 CV nella variante MPI più aggiornata. Per chi cercava consumi ridotti erano disponibili anche due diesel di origine PSA, un 1.4 e, dal 1995, un 1.5 di potenza leggermente superiore.
- Trazione anteriore su tutta la gamma
- Cambio manuale a 5 marce, con alternativa automatica a variazione continua (CVT)
- Sospensioni posteriori Hydragas, eredità diretta della Metro
Le sospensioni Hydragas, un sistema idropneumatico interconnesso pensato per garantire comfort su un passo corto, restano uno degli elementi più caratteristici e al tempo stesso più delicati dell'auto: efficaci quando funzionano correttamente, richiedono manutenzione specifica e tendono a perdere pressione con l'invecchiamento dei componenti.
Anni di produzione
1990 - 1997
Il crash test che cambiò tutto
Nel 1997, poco prima della fine della produzione, la Rover 100 fu tra le prime vetture sottoposte ai nuovi test Euro NCAP con urto frontale offset a 64 km/h, una prova molto più severa rispetto agli standard con cui l'auto era stata originariamente progettata quasi vent'anni prima come Metro. Il risultato fu un'unica stella su cinque per la protezione degli occupanti adulti, con gravi danni strutturali all'abitacolo rilevati dai tecnici.
L'eco mediatica di quel test fu enorme e contribuì in modo diretto al crollo delle vendite nell'ultimo scorcio di carriera del modello. La produzione si fermò definitivamente il 23 dicembre 1997, senza un vero erede diretto: la Rover 200 ne raccolse solo in parte l'eredità commerciale, mentre il ruolo di city car spirituale sarebbe passato, anni dopo, alla nuova Mini firmata BMW.
La Cabriolet, la variante più particolare
Dall'estate del 1994 la gamma si arricchisce della versione Cabriolet, realizzata in collaborazione con la American Sunroof Company su base della carrozzeria a tre porte. Con la capote in tela e un abitacolo a quattro posti, resta ancora oggi una delle proposte più singolari e rare tra le utilitarie decappottabili europee dei primi anni Novanta.






