Un'ammiraglia dal design anticonvenzionale
La Safrane debutta nella primavera del 1992 riprendendo dalla Renault 25 l'impostazione a due volumi e mezzo con portellone posteriore, una soluzione che privilegia lo spazio utile ma che si discosta dalle tre volumi classiche scelte dai rivali tedeschi nello stesso segmento.
Nel luglio 1996 il modello riceve un restyling importante, con calandra, paraurti e gruppi ottici anteriori e posteriori ridisegnati per dare alla vettura un'immagine più moderna e allineata al resto della gamma Renault dell'epoca.
Capacità bagagliaio
480 litri
Motori: dal 2.0 di accesso al V6 Biturbo
Al lancio la gamma comprende motori a benzina 2.0 e 2.2 litri in versione 8 e 12 valvole, con potenze comprese tra i 107 e i 138 CV, affiancati al più prestigioso V6 3.0 aspirato da circa 167 CV. Per la clientela alla ricerca di consumi più contenuti sono disponibili due turbodiesel, un 2.1 litri da 88-90 CV e un 2.5 Sofim da 113 CV.
Dopo il restyling del 1996 la gamma benzina viene rivista con l'introduzione di unità di origine Volvo (2.0 e 2.5 litri) e di un nuovo V6 3.0 da 190 CV circa, mentre sul fronte diesel arriva un 2.2 turbo da 113 CV.
- Benzina: 2.0, 2.2 e 3.0 V6, con potenze da 107 a oltre 190 CV
- Diesel: 2.1, 2.2 e 2.5 turbodiesel, da 88 a 113 CV
- Cambi manuale a 5 rapporti o automatico a 4 rapporti
Anni di produzione
1992-2000 (mercato europeo)
La Safrane Biturbo: la sorprendente ammiraglia sportiva
Tra il 1993 e il 1996 Renault realizza in soli 806 esemplari la Safrane Biturbo, sviluppata insieme ai preparatori tedeschi Hartge e Irmscher partendo dalla base a trazione integrale Quadra. Il V6 3.0 riceve due turbocompressori KKK con relativi intercooler, arrivando a erogare 268 CV e 365 Nm di coppia, sufficienti per uno 0-100 km/h in circa 7,2 secondi e una velocità massima di 250 km/h.
Irmscher cura l'estetica con spoiler dedicato, fendinebbia tondi e cerchi da 17 pollici, mentre la vettura viene affiancata anche da una rara versione station wagon, la Long Cours, realizzata dalla carrozzeria Heuliez. Nel 1994 una Safrane Biturbo viene scelta come safety car per l'apertura del Gran Premio di Monaco di Formula 1.
Comfort, spazio e dotazioni
Gli interni della Safrane vengono apprezzati fin dal debutto per lo spazio a disposizione di conducente e passeggeri e per la cura dell'insonorizzazione, elementi che contribuiscono a un'esperienza di guida rilassata tipica delle ammiraglie dell'epoca. Il vano bagagli, pari a 480 litri, rimane invece uno dei punti più deboli del pacchetto rispetto ad altre berline dello stesso segmento.
Sul fronte della sicurezza la Safrane si distingue per essere stata la prima Renault di serie equipaggiata con airbag, un elemento allora non scontato nel segmento delle berline generaliste francesi.
Safrane oggi: acquistarla sul mercato dell'usato
Uscita di produzione da oltre vent'anni, la Safrane sopravvive oggi solo nel mercato dell'usato, dove resta un'alternativa insolita e dal fascino particolare alle più diffuse ammiraglie tedesche coeve. Trovare un esemplare in condizioni davvero curate non è semplice, mentre le vetture con qualche difetto evidente si trovano a cifre contenute.
Chi valuta l'acquisto dovrebbe prestare attenzione allo stato dell'elettronica di bordo, non sempre irreprensibile specie sulle versioni più accessoriate, e sulla rara Biturbo alla salute della trasmissione manuale, storicamente il punto debole di questa variante.









