Il cuore V6 PRV e le altre motorizzazioni
Il tratto distintivo della Renault 30 è il motore V6 PRV da 2.664 cc, nato dalla collaborazione tra Peugeot, Renault e Volvo per condividere i costi di sviluppo di un propulsore di grossa cilindrata. Sulla versione di lancio, la 30 TS, il V6 alimentato a doppio carburatore eroga 131 CV, mentre una revisione successiva semplifica l'alimentazione a carburatore singolo riducendo la potenza a 125 CV.
- Dal 1978-1979 arriva la 30 TX, con iniezione elettronica Bosch K-Jetronic che porta la potenza a 142 CV e introduce il cambio manuale a cinque marce
- La TX riceve inoltre cerchi in lega, tettuccio elettrico e alzacristalli elettrici su tutte e quattro le porte
- Dal 1981 debutta la 30 Turbo D, con un quattro cilindri turbodiesel da 2,1 litri e 85 CV, pensato per contenere i consumi dopo lo shock petrolifero
Il propulsore V6 PRV avrà vita lunghissima, restando in produzione per oltre due decenni su diverse vetture di più marche.
Motore benzina
V6 PRV 2.664 cc
Una linea a due volumi fuori dagli schemi
A differenza delle ammiraglie coeve, quasi sempre a tre volumi, la Renault 30 adotta una carrozzeria a due volumi con portellone posteriore, scelta che all'epoca genera perplessità in un segmento dove la berlina classica era considerata sinonimo di prestigio. La firma stilistica è di Gaston Juchet, e il frontale con i quattro fari rotondi distingue la 30 dalla sorella minore Renault 20, con cui condivide pianale e meccanica.
A bordo, l'abitabilità è generosa e il bagagliaio offre circa 400 litri di capacità, che diventano molto più ampi abbattendo lo schienale posteriore grazie proprio all'impostazione a due volumi. Le dimensioni sono quelle di una vettura di rappresentanza: circa 4,52 metri di lunghezza, 1,73 metri di larghezza e poco più di 1,43 metri di altezza.
Motore diesel
4 cilindri turbodiesel 2.1 litri
La Renault 30 e la storia politica francese
Oltre al ruolo di ammiraglia commerciale, la Renault 30 ha avuto un momento di visibilità istituzionale: François Mitterrand la utilizzò come vettura per le proprie campagne elettorali a partire dal 1979 e, dopo l'elezione alla presidenza della Repubblica nel 1981, la scelse tra le auto ufficiali per cortei e cerimonie fino al 1983, quando il testimone passò alla nuova Renault 25.
La scelta segnò una rottura simbolica rispetto ai predecessori all'Eliseo, che avevano utilizzato vetture Citroën e Peugeot, riportando per la prima volta una Renault al servizio della presidenza francese.
Potenza
Da 85 CV (turbodiesel) a 142 CV (TX iniezione)
Il destino commerciale e il mercato dell'usato oggi
Presentata pochi anni dopo la crisi petrolifera del 1973, la Renault 30 pagò consumi elevati e una linea non convenzionale che il pubblico delle ammiraglie faticò ad accettare, penalizzando il successo commerciale rispetto alle attese. Nonostante ciò, la stampa dell'epoca ne apprezzò la tenuta di strada e l'efficacia dei freni.
Oggi la 30 è un'auto da collezionisti e appassionati di storia dell'automobile francese: gli esemplari sopravvissuti risentono soprattutto della ruggine, comune peraltro a molte vetture di quegli anni, mentre il V6 PRV, se ben mantenuto, si conferma un motore longevo e affidabile.









