Dalla Renault 18 alla coupé di famiglia
Il progetto della Fuego nasce sul pianale della berlina Renault 18, di cui condivide meccanica e sospensioni anteriori, mentre l'avantreno derivava in parte da soluzioni sviluppate per le più grandi Renault 20 e 30. La scelta di puntare su una coupé a quattro posti veri, anziché su un modello puramente sportivo a due posti, rifletteva la volontà di Renault di offrire un'auto dal carattere brillante ma utilizzabile ogni giorno anche in famiglia.
Il progetto stilistico fu affidato a Robert Opron, già firma di celebri Citroën e da poco a capo del centro stile Renault, con Michel Jardin responsabile delle linee esterne e François Lampreia dell'abitacolo.
Motorizzazioni
Benzina 1.4, 1.6 e 2.0 litri; Turbo 1.6 litri; Turbodiesel 2.1 litri
Un'aerodinamica all'avanguardia
La carrozzeria a due volumi, con un ampio lunotto che fungeva anche da portellone, permetteva di coniugare l'immagine sportiva con una notevole praticità di carico: il bagagliaio da 300 litri poteva arrivare fino a 1000 litri abbattendo lo schienale posteriore.
- Coefficiente aerodinamico Cx di 0,347, tra i più bassi dell'epoca
- Fiancate caratterizzate da una fascia in plastica testurizzata nera
- Paraurti integrati nella linea della carrozzeria
Anni di produzione
1980-1985 in Europa, fino al 1992 in Argentina
Motori: dalla 1.4 aspirata al Turbo e al turbodiesel record
Al lancio la gamma comprendeva un 1.4 litri da 64 CV e un 1.6 da 96 CV; nel 1981 si aggiunse un 2.0 litri da 110 CV per le versioni TX e GTX. La svolta arrivò nel 1982-1983 con due motorizzazioni destinate a fare storia: il turbodiesel 2.1 litri da 88 CV, capace di raggiungere 200 km/h e diventare così il diesel di serie più veloce al mondo al momento del lancio, e il 1.6 Turbo benzina da 132 CV, in grado di scattare da 0 a 100 km/h in circa 9,9 secondi.
Le trasmissioni disponibili spaziavano dal manuale a 4 e 5 rapporti fino al cambio automatico a 3 rapporti per le versioni più orientate al comfort.
Tecnologia pionieristica
Nel 1982 la Fuego fu la prima vettura di serie al mondo a montare un sistema di chiusura centralizzata con telecomando a infrarossi, il celebre PLIP, poi adottato su gran parte della gamma Renault successiva. L'anno seguente arrivarono i comandi audio integrati al volante, un'altra soluzione all'epoca inedita per una vettura di produzione di massa.
Il declino in Europa e la lunga vita in Argentina
Dopo un ottimo avvio commerciale, che nel 1981 la rese la coupé più venduta della sua categoria, la domanda calò rapidamente: la produzione europea si fermò tra il 1985 e il 1986, complice anche il progressivo disinteresse del mercato per le coupé sportive di grande diffusione.
In Sud America la storia fu diversa: la Fuego continuò a essere costruita a Santa Isabel, in Argentina, fino al 1992, con un livello di integrazione locale dei componenti che arrivò al 63% e un ultimo allestimento, la GTA Max, da 123 CV. Un'erede diretta, la "Fuego II", venne progettata ma non vide mai la produzione a causa della crisi finanziaria di Renault e del crollo di interesse per il segmento.









