Dalla coupé Ogle alla sports estate GTE
La storia della Scimitar comincia con un progetto ereditato dalla piccola casa di design Ogle, che aveva realizzato un prototipo derivato dalla Daimler SP250. Reliant lo trasforma nella Scimitar GT, coupé due porte con carrozzeria in vetroresina montata su un telaio scatolato in acciaio derivato dalla Reliant Sabre.
Il cambio di rotta decisivo arriva nel 1968 con la Scimitar GTE: la carrozzeria adotta un portellone posteriore che unisce la linea da coupé sportiva alla praticità di una familiare, anticipando la formula della sports estate. Il successo commerciale della GTE porta Reliant ad ampliare la gamma nel 1975 con la serie SE6, più grande e rifinita, seguita nel 1980 dalla cabriolet GTC a quattro posti.
Motori
Ford sei cilindri in linea 2,6 litri; Ford V6 Essex 2,5-3,0 litri; Ford V6 Cologne 2,8 litri
Motori e meccanica
Tutte le Scimitar condividono l'impostazione a motore anteriore e trazione posteriore, con meccanica in larga parte di provenienza Ford. La prima GT utilizzava un sei cilindri in linea da 2,6 litri mutuato dalla Ford Zephyr, presto affiancato e poi sostituito dal V6 Essex da 3,0 litri.
- Scimitar GTE SE5/SE5A: V6 Ford Essex 2,994 cc, circa 128-135 CV
- Scimitar GTE SE6/SE6A: stesso V6 Essex 3,0 litri, con aggiornamenti a freni e sospensioni
- Scimitar GTE SE6B e GTC: V6 Ford Cologne 2,792 cc
Il cambio era un manuale a quattro rapporti, disponibile con overdrive, oppure un automatico a tre rapporti Borg-Warner 35 e, dalla SE6A in poi, Ford C3.
Anni di produzione
1964-1986 (Reliant), 1987-1990 (Middlebridge)
Un legame con la famiglia reale britannica
La Scimitar GTE deve parte della sua notorietà al rapporto con la principessa Anna del Regno Unito, che ricevette una GTE SE5A in dono nel novembre 1970 e, negli anni successivi, arrivò a possederne diversi esemplari. Questo legame contribuì a rendere la Scimitar un'auto riconosciuta ben oltre la nicchia degli appassionati di vetture in vetroresina.
Il mercato dell'usato oggi
Sul mercato del collezionismo la Scimitar resta un'auto per appassionati informati: la carrozzeria in vetroresina non teme la ruggine, ma il telaio in acciaio sottostante sì, in particolare sui longheroni, sotto il radiatore e in corrispondenza degli attacchi delle sospensioni sugli esemplari privi di zincatura.
In fase di acquisto conviene verificare lo stato del gelcoat attorno a cerniere e giunture, il funzionamento dell'impianto elettrico, spesso condizionato da masse imperfette, e le condizioni del differenziale posteriore, che tende a produrre un caratteristico ronzio non sempre indice di problemi gravi.