Dalla pista Can-Am alla strada
L'idea di applicare la sovralimentazione a una 911 di serie matura all'interno di Porsche grazie ai risultati ottenuti con le vetture da competizione turbo impiegate nelle corse Can-Am nordamericane. Il know-how sviluppato su quei prototipi da corsa viene adattato, semplificato e reso affidabile per l'uso stradale quotidiano.
Il primo prototipo pubblico compare nel settembre 1973 al Salone di Francoforte, ma la vettura di produzione arriva un anno dopo, nell'ottobre 1974, al Salone di Parigi. Le consegne ai primi clienti iniziano nella primavera del 1975: la 930 diventa così la prima Porsche di serie dotata di turbocompressore, un traguardo che segna una svolta nella storia del marchio.
Motore
6 cilindri boxer turbo, 3.0 poi 3.3 litri
L'evoluzione dei motori: dal 3.0 al 3.3 litri
La prima serie, prodotta tra il 1975 e il 1977, monta un sei cilindri boxer turbo da 3,0 litri capace di 260 CV, con prestazioni che al debutto la collocano ai vertici delle sportive stradali europee.
Dal 1978 il propulsore cresce a 3,3 litri e la potenza sale a 300 CV, grazie anche all'introduzione di un intercooler aria-aria che raffredda l'aria in ingresso dopo la compressione del turbo. Questa versione, la più longeva, resta in produzione fino al 1989 e rappresenta il cuore della gamma 930.
Nel corso degli anni Ottanta vengono realizzate anche varianti a potenza maggiorata, come le versioni con pacchetto WLS che superano i 300 CV, oltre a specifiche dedicate al mercato statunitense soggette a normative anti-inquinamento più stringenti.
Potenza massima
300 CV (221 kW) nella versione 3.3 litri
Il design: coda a spatola e passaruota allargati
- Il tratto più riconoscibile della 930 è il grande spoiler posteriore, soprannominato per la sua forma "coda di balena", introdotto per migliorare la stabilità aerodinamica alle alte velocità.
- Dal 1978, con l'arrivo del motore 3.3 litri e dell'intercooler, lo spoiler viene ridisegnato in una versione più bassa e squadrata per ospitare il nuovo componente.
- I passaruota vengono allargati per accogliere pneumatici più larghi, accentuando la muscolarità della carrozzeria rispetto alla 911 di base.
- Nella seconda metà degli anni Ottanta, attraverso il programma di personalizzazioni speciali dell'azienda, viene offerta anche una versione dal frontale spiovente ispirata alla 935 da competizione, realizzata in poche centinaia di esemplari.
Velocità massima
Circa 261 km/h (versione 3.3 litri)
Guida esigente e il soprannome "Widowmaker"
Con il motore posteriore, la trazione sul solo asse posteriore e l'erogazione di potenza tipicamente ritardata e poi improvvisa dei turbo dell'epoca, la 930 richiede un pilota esperto per essere sfruttata al limite. La tendenza al sovrasterzo in determinate condizioni di guida le è valsa nel tempo il soprannome poco lusinghiero di "Widowmaker".
Proprio per questa ragione, Porsche introdusse per i propri dipendenti percorsi di guida dedicati all'apprendimento delle caratteristiche della vettura, a testimonianza di quanto la sua guidabilità fosse considerata un aspetto delicato rispetto alle 911 aspirate dello stesso periodo.
Anni di produzione
1975 - 1989
La 930 oggi: un'icona da collezione
A distanza di decenni dalla fine della produzione, la 930 occupa un posto di rilievo tra le Porsche classiche più ricercate dal mercato del collezionismo. Il suo ruolo di pioniera della sovralimentazione stradale, unito alla produzione limitata rispetto ai modelli attuali, ne ha sostenuto una costante rivalutazione, soprattutto per gli esemplari meglio conservati e con documentazione storica completa.
Le varianti più rare, come le versioni dal frontale spiovente nate dal programma di personalizzazioni speciali, sono tra gli esemplari più contesi e possono raggiungere valutazioni molto superiori rispetto alla 930 di serie.









