Il design: dalla concept al soprannome Dustbuster
La storia della Trans Sport parte dalla concept car mostrata da Pontiac al Chicago Auto Show del 1986, un prototipo dalle linee molto avveniristiche: portiera a compasso sul lato passeggero, ampie vetrate che si prolungavano nel tetto, plancia con schermo a tubo catodico e persino un piccolo computer di bordo per meteo e prenotazioni di viaggio.
Quando nel 1990 arrivò la versione di serie, lo stile fu notevolmente ridimensionato, ma il lungo muso spiovente rimase il tratto distintivo della vettura. Questa soluzione, necessaria per alloggiare la meccanica a trazione anteriore derivata dalla berlina Pontiac 6000, portò il pubblico ad associare la vettura a una scopa elettrica portatile, da cui il soprannome Dustbuster rimasto legato al modello, condiviso anche con le versioni gemelle Chevrolet Lumina APV e Oldsmobile Silhouette.
Anni di produzione
1990-1999
Motori e meccanica
La prima generazione della Trans Sport offriva diverse motorizzazioni a benzina: un 4 cilindri 2.3 litri destinato principalmente ai mercati d'esportazione europei, e vari V6, dal 3.1 litri da 120 CV al 3.8 litri da 170 CV introdotto nel 1992, fino al 3.4 litri da 180 CV inserito in gamma nel 1996. Le trasmissioni disponibili comprendevano un manuale a 5 rapporti e cambi automatici a 3 o 4 rapporti.
Con la seconda generazione, dal 1997, la gamma motori venne semplificata attorno al V6 3.4 litri, portato a 207 CV e abbinato a un cambio automatico a 4 rapporti. In questa fase debuttarono anche dotazioni di sicurezza più moderne, come gli airbag laterali.
Nome successivo
Pontiac Montana (dal 1998)
Spazio, praticità e dotazioni
- Sedili posteriori modulari, disposti singolarmente nella prima generazione per una maggiore flessibilità di carico
- Portiera scorrevole ad azionamento elettrico, introdotta nel 1994 tra le prime sul mercato
- ABS di serie dal 1992 e controllo di trazione opzionale dal 1994
- Sistema OnStar disponibile a partire dal 1998 sulla versione Montana
- Configurazioni fino a 7-8 posti, con bagagliaio molto ampio rimuovendo la terza fila
Affidabilità e mercato dell'usato
Chi ha posseduto una Trans Sport la descrive spesso come un'auto meccanicamente solida, capace di percorrere lunghe distanze senza grossi problemi, con motori silenziosi e un buon livello di comfort di marcia. Tra le criticità più segnalate figurano invece uno sterzo poco preciso, consumi non trascurabili rispetto alle prestazioni offerte e, su alcuni esemplari, l'usura di interruttori e componenti dell'abitacolo.
Va inoltre ricordato che la seconda generazione, condivisa con Chevrolet Venture e Oldsmobile Silhouette sulla piattaforma GMT200, ottenne risultati deludenti nei crash test dell'epoca. Sul mercato europeo dell'usato gli esemplari rimasti sono pochi e generalmente con chilometraggi molto elevati.