Le origini: la prima generazione a trazione posteriore (1976-1980)
La Pontiac Sunbird debutta come modello dell'anno 1976, basata sulla piattaforma General Motors H a trazione posteriore, la stessa della Chevrolet Monza. Il passo è di 2.460 mm e la gamma comprende coupé notchback a due porte, hatchback a tre porte e una versione station wagon.
Sotto il cofano trovano posto diversi quattro cilindri, dal 2.3 litri di derivazione Vega fino al più robusto 2.5 litri «Iron Duke» da 90 CV. Per chi cercava più brio erano disponibili anche il sei cilindri Buick da 3.8 litri e, dal 1979, un otto cilindri Chevrolet da 5.0 litri come optional.
Nel 1978 la Sunbird eredita definitivamente il ruolo di Pontiac più compatta, dopo l'uscita di produzione della Astre.
Motore più potente
2.0 turbo, 165 CV (Sunbird GT)
Il salto alla trazione anteriore e la Sunbird GT (1982-1987)
Dopo una pausa nell'anno modello 1981, la gamma riparte nel 1982 su base completamente nuova: la piattaforma J a trazione anteriore. Il nome iniziale è J2000, poi semplificato in Pontiac 2000 nel 1983, prima di tornare a chiamarsi Sunbird dal 1984.
La seconda generazione allarga l'offerta di carrozzerie a coupé, berlina quattro porte, hatchback tre porte, station wagon cinque porte e, novità assoluta per una piccola Pontiac, una convertibile.
Il capitolo più interessante è la Sunbird GT, lanciata nel 1986: equipaggiata con un turbocompressore Garrett T25 su base 1.8 litri da 150 CV, poi affiancata dal 2.0 turbo da 165 CV nel 1987, si distingue per fari a scomparsa, parafanghi allargati e assetto sportivo con il pacchetto sospensioni WS6.
Unità prodotte
Oltre 1,8 milioni nelle tre generazioni
La terza generazione e il pensionamento del nome Sunbird (1988-1994)
Il 1988 porta un ultimo restyling che mantiene la base J-body ma aggiorna carrozzeria e interni. La gamma motori si semplifica attorno al quattro cilindri 2.0 litri SOHC, disponibile con potenze comprese tra 96 e 110 CV, mentre la variante turbo sopravvive fino al 1991, quando viene sostituita dal sei cilindri 3.1 litri da 140 CV.
Coupé, berlina e convertibile restano in listino fino al 1994, ultimo anno di produzione della Sunbird: dal 1995 il nome lascia il posto alla Pontiac Sunfire, che raccoglie l'eredità del modello nella gamma compatta del marchio.
Anni di produzione
1976-1994 (interruzione nel 1981)
Motori e prestazioni: dal quattro cilindri base al turbo GT
Nell'arco delle tre generazioni la Sunbird propone una gamma motoristica ampia per una vettura del suo segmento, passando da propulsori aspirati pensati per l'uso quotidiano a unità turbocompresse orientate alle prestazioni.
- Motori base: quattro cilindri tra 1.8 e 2.5 litri, con potenze comprese tra 78 e 110 CV, adatti a un utilizzo urbano ed economico.
- Sei cilindri e V8: presenti solo sulla prima generazione, con il Buick 3.8 litri e, dal 1979, l'opzionale V8 Chevrolet 5.0 litri.
- Versioni turbo: il 1.8 turbo da 150 CV e poi il 2.0 turbo da 165 CV della Sunbird GT, tra le compatte più rapide del segmento nella seconda metà degli anni Ottanta.
Le versioni turbo, pur brillanti, erano note per un marcato torque steer in accelerazione e per un turbo lag piuttosto accentuato, caratteristiche tipiche delle sportive compatte a trazione anteriore di fine anni Ottanta.
Modello sostitutivo
Pontiac Sunfire (dal 1995)
La Sunbird oggi: un'americana di nicchia per collezionisti
Mai importata ufficialmente in Europa, la Pontiac Sunbird resta un modello di nicchia anche nel mercato dell'usato nordamericano, dove sopravvivono soprattutto gli esemplari GT Turbo e le rare versioni convertibili, oggi ricercate dagli appassionati di auto americane anni Ottanta.
La qualità costruttiva e la scelta dei materiali interni, punti deboli tipici di molte General Motors di quell'epoca, restano un aspetto da verificare con attenzione su un esemplare usato, insieme allo stato di cablaggi e componenti del sistema di sovralimentazione sulle versioni turbo.