Le origini: da opzione della LeMans a mito delle muscle car
La prima Pontiac GTO debutta nel 1964 non come modello a sé stante, ma come pacchetto opzionale montabile sulla intermedia Pontiac LeMans. L'idea, sviluppata da John DeLorean insieme a Bill Collins e Russ Gee, consiste nell'installare sulla LeMans il grande V8 389 cu in (6,4 litri) preso dai modelli di segmento superiore, aggirando così una regola interna General Motors che vietava di montare motori troppo grandi sulle vetture di taglia media.
Il nome GTO viene scelto proprio in omaggio alla sigla italiana Gran Turismo Omologato, resa celebre dalla Ferrari 250 GTO, per dare al modello un'aura sportiva ed europea. Il successo di vendite è immediato: già nel 1966 la GTO diventa un modello Pontiac autonomo, separato dalla LeMans, con un picco produttivo di quasi 97.000 esemplari in quell'anno.
Motore
V8, da 5,7 a 7,5 litri a seconda della generazione
Le generazioni classiche 1964-1974
Tra il 1964 e il 1974 la GTO attraversa quattro generazioni, seguendo l'evoluzione (e il progressivo ridimensionamento) del segmento muscle car:
- 1964-1967: prima generazione con linee curvilinee in stile coke-bottle, motori 389 e poi 400 cu in.
- 1968-1972: passaggio a un pianale accorciato e ai paraurti in poliuretano Endura; nel 1969 debutta la variante ad alte prestazioni The Judge; dal 1971-1972 le potenze calano per le nuove normative sulle emissioni e il modello torna a essere un'opzione sulla LeMans.
- 1973: terza generazione con stile Colonnade, ancora come pacchetto opzionale sulla LeMans e paraurti rinforzati per i nuovi standard federali anti-urto.
- 1974: ultima generazione classica, spostata sulla compatta Pontiac Ventura con un V8 350 cu in (5,7 litri) da 200 CV, prima della sospensione del nome per trent'anni.
Potenza massima
Fino a 405 CV nella versione 2005-2006 con motore LS2
Il ritorno 2004-2006: una Pontiac di importazione australiana
Nel 2004 Pontiac rilancia la sigla GTO su una coupé completamente diversa dalle origini: si tratta infatti di una versione rimarchiata della Holden Monaro, prodotta in Australia da GM e importata negli Stati Uniti. L'operazione nasce da un'intuizione del presidente Bob Lutz, colpito dalle qualità della sportiva australiana.
Il modello 2004 monta il V8 LS1 da 5,7 litri, con potenza intorno ai 344-350 CV, abbinato a cambio automatico a 4 rapporti o manuale a 6 marce. Dal 2005 arriva il più potente V8 LS2 da 6,0 litri, che porta la potenza a circa 400-405 CV e riduce lo 0-100 km/h a meno di 5 secondi. La produzione si ferma nel giugno 2006, dopo un totale di 40.808 esemplari, segnando anche l'ultimo capitolo della sigla GTO prima della chiusura definitiva del marchio Pontiac nel 2010.
Anni di produzione
1964-1974 e 2004-2006
Il mercato dell'usato: classiche da collezione e moderne accessibili
Le GTO degli anni Sessanta e Settanta, in particolare gli esemplari Ram Air e le rare varianti Judge del 1969-1970, sono oggi tra le muscle car americane più ricercate dai collezionisti, con quotazioni che variano molto in base a stato di conservazione, originalità e documentazione storica.
La generazione 2004-2006, meno celebrata dal punto di vista stilistico ma tecnicamente solida grazie ai propulsori derivati dalla Corvette, rappresenta oggi un ingresso più accessibile nel mondo delle muscle car General Motors. Sul mercato dell'usato vanno tenuti in considerazione i consumi elevati, il bagagliaio molto contenuto e alcuni difetti minori segnalati sui primi esemplari, come sensori del livello carburante e comandi audio al volante non sempre affidabili.