Il debutto di una sportiva americana fuori dagli schemi
Quando la Fiero arriva sul mercato per l'anno modello 1984, rappresenta la prima vettura a due posti prodotta da Pontiac dagli anni '30 e, soprattutto, la prima vettura di serie a grande diffusione costruita negli Stati Uniti con il motore montato in posizione centrale-posteriore. Una configurazione fino ad allora riservata a esotiche europee prodotte in piccola serie.
- Debutto per l'anno modello 1984
- Pace car ufficiale della Indianapolis 500 del 1984
- Inserita tra le Ten Best 1984 della rivista Car and Driver
Anni di produzione
1983-1988 (model year 1984-1988)
Motori e meccanica
Al lancio la gamma prevedeva un solo motore, il quattro cilindri 2.5 di derivazione Iron Duke, capace di circa 92 CV, salito a circa 98 CV nelle versioni più recenti grazie a modifiche alla distribuzione e all'accensione. Dal 1985 si aggiunse un V6 2.8 aspirato da 140 CV, decisamente più brillante e destinato alle versioni GT.
Il cambio poteva essere un manuale a 4 rapporti, un manuale a 5 rapporti (fornito da Isuzu sul quattro cilindri e da Getrag/Muncie sul V6) oppure un automatico a 3 rapporti. Una piccola serie di soli tre esemplari, utilizzati come vere pace car dell'Indy 500 1984, montò invece un quattro cilindri sovralimentato Super Duty da oltre 230 CV, mai destinato alla produzione di serie.
Costruzione e design: telaio in acciaio, carrozzeria in composito
La Fiero utilizzava una struttura a traliccio in acciaio, composta da centinaia di lamiere saldate, sulla quale venivano semplicemente imbullonati i pannelli di carrozzeria realizzati in materiale composito non portante. Questa soluzione, oltre a garantire resistenza alla corrosione, permetteva di aggiornare lo stile della vettura nel corso degli anni senza intervenire sulla struttura portante.
Proprio grazie a questa impostazione, nel 1986 debuttò una variante con coda fastback, mentre il 1988 portò l'ultimo e più importante aggiornamento stilistico e meccanico, con paraurti ridisegnati e un nuovo assetto posteriore.
Affidabilità: il problema degli incendi
La reputazione della Fiero fu segnata dai problemi di affidabilità dei primi model year, in particolare dal 1984. Alcuni esemplari con motore quattro cilindri furono interessati da incendi nel vano motore, riconducibili a bielle difettose che potevano cedere in condizioni di utilizzo gravoso o con livello dell'olio basso. Il costruttore riconobbe centinaia di casi legati a questo difetto e intervenne con modifiche tecniche sulle versioni successive, ma l'episodio contribuì a offuscare l'immagine della vettura nella percezione del pubblico dell'epoca.
La fine della produzione e l'eredità della Fiero
Nonostante il 1988 avesse finalmente portato l'assetto e le prestazioni che i progettisti avevano immaginato fin dal principio, le vendite in calo convinsero General Motors a cancellare il modello proprio in quell'anno, dopo cinque soli anni modello di produzione. Da allora la Fiero è diventata una vettura di culto, apprezzata dagli appassionati anche come base economica per repliche in stile supercar europee, grazie proprio alla sua architettura a motore centrale.