Scheda modello

Pontiac Fiero

La Pontiac Fiero è una coupé sportiva a due posti con motore centrale-posteriore, prodotta dal 1983 al 1988: la prima vettura di serie a grande diffusione realizzata da un costruttore statunitense con questa architettura meccanica.

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Perché sì

  • Prima vettura sportiva di serie a grande diffusione con motore centrale-posteriore realizzata da un costruttore statunitense
  • Carrozzeria in pannelli compositi non portanti, leggeri e resistenti alla corrosione, montati su una struttura interna in acciaio
  • Tra le vetture con il miglior punteggio nei crash test frontali dell'epoca negli Stati Uniti
  • Stile originale a cuneo, riconoscibile e diverso da qualsiasi altra Pontiac dell'epoca
  • Con il restyling del 1988 le sospensioni furono finalmente riprogettate secondo il progetto originario, migliorando sensibilmente la guidabilità

Da valutare

  • Il quattro cilindri 2.5 di base era poco potente e poco in linea con l'immagine sportiva della vettura
  • I primi model year soffrirono di problemi di affidabilità, con casi di incendio nel vano motore legati a bielle difettose
  • Le prime versioni non disponevano di servosterzo
  • Nei primi anni di produzione l'assetto derivava da componenti di altre piattaforme GM, penalizzando la dinamica di guida
  • Il calo delle vendite portò alla cancellazione del modello dopo appena cinque anni, proprio quando la meccanica era stata definitivamente perfezionata

In sintesi

Segmento
Coupé sportiva 2 posti
Carrozzeria
Coupé/fastback a motore centrale-posteriore
Anni di produzione
1983-1988 (model year 1984-1988)
Unità prodotte
370.168
Motori
4 cilindri 2.5 e V6 2.8
Trazione
Posteriore, motore centrale
Passo
2.373 mm
Peso
Da circa 1.116 a 1.265 kg

Presentata per l'anno modello 1984, la Fiero nasce con l'obiettivo di dare a Pontiac una vettura compatta, leggera e dallo stile aggressivo, capace di richiamare l'immagine sportiva delle esotiche europee pur restando accessibile nel prezzo. La scelta di collocare il motore in posizione centrale, davanti all'asse posteriore, era un'assoluta novità per una produzione di serie americana e valse alla Fiero l'onore di aprire le gare della Indianapolis 500 del 1984 come pace car ufficiale, oltre a un posto tra le Ten Best dell'anno secondo la rivista Car and Driver. In cinque anni di produzione ne furono realizzati complessivamente 370.168 esemplari, prima che GM decidesse di interrompere il progetto nel 1988 per il calo delle vendite, proprio quando la vettura aveva finalmente raggiunto l'assetto dinamico che i progettisti avevano immaginato fin dall'inizio.

Il debutto di una sportiva americana fuori dagli schemi

Quando la Fiero arriva sul mercato per l'anno modello 1984, rappresenta la prima vettura a due posti prodotta da Pontiac dagli anni '30 e, soprattutto, la prima vettura di serie a grande diffusione costruita negli Stati Uniti con il motore montato in posizione centrale-posteriore. Una configurazione fino ad allora riservata a esotiche europee prodotte in piccola serie.

  • Debutto per l'anno modello 1984
  • Pace car ufficiale della Indianapolis 500 del 1984
  • Inserita tra le Ten Best 1984 della rivista Car and Driver

Anni di produzione

1983-1988 (model year 1984-1988)

Motori e meccanica

Al lancio la gamma prevedeva un solo motore, il quattro cilindri 2.5 di derivazione Iron Duke, capace di circa 92 CV, salito a circa 98 CV nelle versioni più recenti grazie a modifiche alla distribuzione e all'accensione. Dal 1985 si aggiunse un V6 2.8 aspirato da 140 CV, decisamente più brillante e destinato alle versioni GT.

Il cambio poteva essere un manuale a 4 rapporti, un manuale a 5 rapporti (fornito da Isuzu sul quattro cilindri e da Getrag/Muncie sul V6) oppure un automatico a 3 rapporti. Una piccola serie di soli tre esemplari, utilizzati come vere pace car dell'Indy 500 1984, montò invece un quattro cilindri sovralimentato Super Duty da oltre 230 CV, mai destinato alla produzione di serie.

Costruzione e design: telaio in acciaio, carrozzeria in composito

La Fiero utilizzava una struttura a traliccio in acciaio, composta da centinaia di lamiere saldate, sulla quale venivano semplicemente imbullonati i pannelli di carrozzeria realizzati in materiale composito non portante. Questa soluzione, oltre a garantire resistenza alla corrosione, permetteva di aggiornare lo stile della vettura nel corso degli anni senza intervenire sulla struttura portante.

Proprio grazie a questa impostazione, nel 1986 debuttò una variante con coda fastback, mentre il 1988 portò l'ultimo e più importante aggiornamento stilistico e meccanico, con paraurti ridisegnati e un nuovo assetto posteriore.

Affidabilità: il problema degli incendi

La reputazione della Fiero fu segnata dai problemi di affidabilità dei primi model year, in particolare dal 1984. Alcuni esemplari con motore quattro cilindri furono interessati da incendi nel vano motore, riconducibili a bielle difettose che potevano cedere in condizioni di utilizzo gravoso o con livello dell'olio basso. Il costruttore riconobbe centinaia di casi legati a questo difetto e intervenne con modifiche tecniche sulle versioni successive, ma l'episodio contribuì a offuscare l'immagine della vettura nella percezione del pubblico dell'epoca.

La fine della produzione e l'eredità della Fiero

Nonostante il 1988 avesse finalmente portato l'assetto e le prestazioni che i progettisti avevano immaginato fin dal principio, le vendite in calo convinsero General Motors a cancellare il modello proprio in quell'anno, dopo cinque soli anni modello di produzione. Da allora la Fiero è diventata una vettura di culto, apprezzata dagli appassionati anche come base economica per repliche in stile supercar europee, grazie proprio alla sua architettura a motore centrale.

Le generazioni della Fiero

  • 1984 — Debutto della Fiero con motore quattro cilindri 2.5, allestimenti Coupe, Sport Coupe e SE, edizione speciale Indy Pace Car.
  • 1985 — Arriva il V6 2.8 da 140 CV e il nuovo allestimento GT, più orientato alle prestazioni.
  • 1986 — Introduzione della carrozzeria fastback e diffusione del cambio manuale a 5 rapporti sulle versioni V6.
  • 1987 — Aggiornamento estetico di paraurti anteriore e posteriore e leggero incremento di potenza del quattro cilindri.
  • 1988 — Ultimo anno di produzione: nuove sospensioni posteriori, freni a disco su tutte e quattro le ruote e allestimento Formula, oltre alla variante Fiero Mera con carrozzeria in stile Ferrari realizzata in collaborazione con Pininfarina.

Domande frequenti sulla Fiero

Perché la Pontiac Fiero è considerata un modello importante nella storia dell'automobile americana?

Perché è stata la prima vettura di serie a grande diffusione costruita negli Stati Uniti con motore montato in posizione centrale-posteriore, una soluzione fino ad allora riservata a piccole produzioni sportive europee.

Quali motori montava la Pontiac Fiero?

Un quattro cilindri 2.5 di base, disponibile per tutta la produzione, e dal 1985 un V6 2.8 aspirato da 140 CV riservato alle versioni GT. Solo tre esemplari usati come vere pace car dell'Indy 500 1984 montarono un quattro cilindri sovralimentato da oltre 230 CV, mai messo in vendita.

È vero che la Fiero aveva problemi di incendi?

Sì, in particolare i model year 1984 con motore quattro cilindri furono interessati da un numero significativo di incendi nel vano motore, causati da bielle difettose. Il costruttore intervenne con modifiche tecniche sulle versioni successive.

Quanti esemplari di Pontiac Fiero furono prodotti e quando terminò la produzione?

Ne furono realizzati complessivamente 370.168 esemplari tra il 1983 e il 1988, anno in cui GM decise di interrompere la produzione a causa del calo delle vendite.

Cos'è la Fiero Mera?

È una variante della Fiero realizzata negli ultimi anni di produzione con una carrozzeria in stile Ferrari 308, sviluppata in collaborazione con Pininfarina e venduta tramite la rete di concessionari Pontiac, prima che problemi legali ne fermassero la commercializzazione.

Fonti

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