Una berlina di famiglia per l'America degli anni Ottanta
La 6000 rappresentava per Pontiac l'interpretazione sportiveggiante della grande famiglia di berline medie General Motors costruite sulla piattaforma A a trazione anteriore. Debuttò con due allestimenti, 6000 e 6000 LE, disponibili come berlina quattro porte o coupé due porte, a cui nel 1984 si aggiunse la station wagon Safari a cinque porte.
- 1985: primo restyling, con nuova calandra anteriore
- 1987: aggiornamento di fari e gruppi ottici posteriori
- 1988: uscita di scena della carrozzeria coupé
- 1989: seconda generazione con linea del tetto più arrotondata e nuovo frontale
L'ultimo esemplare fu assemblato il 22 luglio 1991, chiudendo un ciclo produttivo passato attraverso gli stabilimenti di Oshawa (Ontario), Framingham (Massachusetts), Tarrytown (New York) e infine Oklahoma City.
Potenza massima
140 CV (V6 3.1 e V6 2.8 a iniezione multipla)
Motorizzazioni: dal quattro cilindri Iron Duke al V6
All'esordio la gamma motori era piuttosto essenziale, guidata dal quattro cilindri 2.5 litri Iron Duke da circa 90 CV, affiancato da un V6 2.8 litri a carburatore da 112 CV e, per un breve periodo fino al 1985, da un V6 turbodiesel 4.3 litri da 85 CV poi abbandonato per gli scarsi consensi del pubblico americano verso il gasolio.
Con l'introduzione dell'iniezione multipoint nel 1985 il V6 2.8 salì fino a 125-140 CV, mentre dal 1988 debuttò il più moderno V6 3.1 litri, capace anch'esso di circa 140 CV e destinato a diventare il propulsore di riferimento della seconda generazione, abbinato a cambio automatico a tre rapporti.
Carrozzeria
Berlina 4 porte, coupé 2 porte (fino al 1988), station wagon 5 porte
La STE: la Pontiac 6000 più sportiva, con trazione integrale
Lanciata nel 1983, la 6000 STE (Special Touring Edition) era la variante più ambiziosa della gamma: sedili anteriori tipo capitano, sospensione posteriore autolivellante ad aria, freni a disco sulle quattro ruote, cerchi Goodyear Eagle GT e, dal 1984, un quadro strumenti digitale con centro informazioni per il conducente.
Il vero elemento distintivo arrivò però nel 1988, quando Pontiac introdusse su questa versione la trazione integrale abbinata al V6 3.1 litri, resa standard nel 1989: una combinazione insolita per una berlina americana dell'epoca, pensata per competere con le concorrenti europee a trazione integrale. Dopo l'uscita di scena della sigla STE nel 1990, l'AWD fu offerta per un ultimo anno sull'allestimento S/E, prima di essere eliminata definitivamente nel 1991.
Anni di produzione
1982-1991
Affidabilità e mercato dell'usato
Meccanicamente la 6000 gode di una reputazione tutto sommato positiva: i propulsori V6, in particolare, sono ricordati come robusti e capaci di percorrenze elevate con una manutenzione regolare, mentre l'assetto, più curato rispetto alle sorelle di marchio, garantiva un comportamento su strada apprezzato anche dalla stampa specializzata dell'epoca.
Il tallone d'Achille resta la base tecnica, derivata dalla contestata piattaforma X-body di fine anni Settanta, e l'allestimento base con il quattro cilindri Iron Duke, poco all'altezza delle ambizioni sportive del marchio. Oggi la Pontiac 6000, e in particolare la rara STE AWD, è un'auto di nicchia per appassionati del badge engineering GM anni Ottanta, con un mercato dell'usato limitato e ricambi da reperire principalmente negli Stati Uniti.