Le origini: la risposta Plymouth alle compatte
Alla fine degli anni Cinquanta il mercato americano era ancora dominato da vetture di grandi dimensioni, ma le importazioni europee, Volkswagen Maggiolino in testa, iniziavano a farsi notare per consumi contenuti e ingombri ridotti. Chrysler rispose sviluppando per Plymouth un modello compatto interamente nuovo, con una costruzione a scocca portante, la prima adottata dal gruppo dagli anni Trenta.
La nuova vettura si distinse subito per alcune soluzioni tecniche avanzate per la categoria, come l'ampio uso dell'alluminio in alcuni componenti e l'adozione dell'alternatore al posto della tradizionale dinamo, una prima assoluta per un'auto di serie.
Motori
6 cilindri Slant-6 (2,8-3,7 litri), V8 (4,5-5,9 litri)
Quattro generazioni in sedici anni
La storia della Valiant si articola in quattro fasi ben distinte, ciascuna con una propria identità stilistica e meccanica.
- 1960-1962: debutto del modello, con linee originali e il neonato motore Slant-6.
- 1963-1966: ridisegno completo della carrozzeria, cofano più basso e squadrato, arrivo delle motorizzazioni V8 opzionali.
- 1967-1973: seconda profonda revisione stilistica, linee più squadrate e passo allungato; è il periodo dei volumi di vendita più alti, con il picco assoluto nel 1972.
- 1974-1976: ultima serie, costruita sullo stesso pianale della Dodge Dart e progressivamente appesantita dai nuovi paraurti di sicurezza, fino al ritiro dal mercato nel 1976.
Anni di produzione
1960-1976
Il cuore Slant-6: il motore che non si ferma mai
Il tratto distintivo della Valiant è senza dubbio il motore Slant-6, un sei cilindri in linea inclinato di 30 gradi per contenere l'altezza del cofano. Proposto nei tagli da 2,8 e 3,7 litri, si guadagnò rapidamente una fama di quasi indistruttibilità grazie al basamento robusto e, sulle prime versioni, all'albero motore forgiato in acciaio.
Accanto al sei cilindri, la gamma comprese nel tempo anche motori V8 da 4,5, 5,2 e 5,9 litri, pensati per chi cercava prestazioni più brillanti senza rinunciare alla praticità di una compatta.
Modello successore
Plymouth Volaré (dal 1976)
Dalla Barracuda alla Duster: una base per tante derivate
La piattaforma della Valiant si è dimostrata talmente versatile da generare due delle vetture più amate della storia Plymouth: la coupé sportiva Barracuda, lanciata pochi giorni prima della Ford Mustang, e la Duster, coupé fastback economica capace di ospitare anche i più grintosi V8 di famiglia.
Il successo del modello non si fermò ai confini statunitensi: la Valiant fu prodotta e commercializzata, spesso con marchi locali, in Australia, Canada, Messico, Sudafrica, Nuova Zelanda e diversi paesi europei, diventando in alcuni mercati l'auto più venduta in assoluto.
La Valiant al cinema: il camion di Duel
Nel 1971 la Valiant conquistò un posto nella storia del cinema grazie a Duel, il film per la televisione con cui Steven Spielberg debuttò alla regia. Il regista scelse una Valiant di terza generazione, di colore rosso, proprio perché rappresentava un'auto comune, capace di far immedesimare il pubblico nell'incubo vissuto dal protagonista, inseguito lungo le strade del deserto da una minacciosa autocisterna.
