Scheda modello

Plymouth Superbird

La Plymouth Superbird è una muscle car costruita in un solo anno, il 1970, per omologare in NASCAR una versione ancora più estrema della Dodge Charger Daytona, riconoscibile per il muso a cono e il vistoso alettone posteriore.

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Perché sì

  • Aerodinamica avanzata per l'epoca, sviluppata anche in galleria del vento, con muso a cono e alettone posteriore che riducono la resistenza e migliorano la stabilità ad alta velocità
  • Disponibilità del propulsore 426 Hemi V8, tra i motori più potenti e ambiti della produzione Chrysler dell'epoca
  • Rarità e valore storico-sportivo, legati ai successi in NASCAR con Richard Petty e alla produzione limitata a un solo anno
  • Identità visiva fortemente distintiva, che la rende immediatamente riconoscibile rispetto alle altre muscle car del periodo

Da valutare

  • Design giudicato eccessivo e poco convenzionale al momento del lancio, accolto con diffidenza da parte del pubblico e causa di vendite iniziali difficili
  • Vita commerciale brevissima: la produzione durò un solo anno per normative anti-inquinamento più severe, assicurazioni più costose e nuove regole NASCAR che penalizzavano le vetture aerodinamiche
  • Ingombri importanti, con muso allungato di diversi centimetri rispetto alla Road Runner di base, poco pratico per un uso stradale quotidiano

In sintesi

Segmento
Muscle car / Aero car
Carrozzeria
Coupé due porte
Anno di produzione
1970 (unico anno)
Unità prodotte
Circa 1.935
Motorizzazione top
426 Hemi V8 7.0 litri, 425 CV
Passo
2.941 mm
Lunghezza
5.613 mm
Peso
1.742 kg
Cambio
Manuale 4 marce o automatico Torqueflite 3 marce

La Superbird nasce nel 1970 come evoluzione della Plymouth Road Runner, sviluppata per competere nella serie NASCAR raccogliendo l'eredità tecnica della Dodge Charger Daytona dell'anno precedente. Il regolamento sportivo dell'epoca imponeva alle case costruttrici di produrre un numero minimo di esemplari stradali per ogni vettura da corsa omologata: nel 1970 la federazione alzò l'asticella, obbligando Plymouth a costruire una vettura ogni due concessionari, per un totale programmato di 1.920 unità. Dietro l'operazione ci fu anche una motivazione sportiva molto concreta: si ritiene che la Superbird sia stata realizzata anche per convincere il pilota Richard Petty, passato a Ford nell'autunno 1968, a tornare a correre con i colori Plymouth.

Un muso pensato per la pista

Il tratto più riconoscibile della Superbird è il muso a cono, allungato di circa 48 cm rispetto alla Road Runner da cui deriva, con fari anteriori a scomparsa integrati nella carrozzeria. A completare il pacchetto aerodinamico c'è l'alettone posteriore molto rialzato, montato su due sostegni verticali, insieme a prese d'aria funzionali sui parafanghi anteriori pensate per ridurre le turbolenze attorno alle ruote. Si trattò di una delle prime vetture di serie sviluppate anche grazie a test in galleria del vento, un approccio all'epoca ancora poco diffuso nell'industria americana.

  • Muso a cono con fari a scomparsa
  • Alettone posteriore maggiorato
  • Prese d'aria funzionali sui parafanghi anteriori
  • Lunotto posteriore ridisegnato

Motorizzazione top

426 Hemi V8 7.0 litri, 425 CV

I motori disponibili

La gamma motori della Superbird comprendeva tre opzioni V8. Al vertice si trovava lo storico 426 Hemi da 7,0 litri, capace di 425 CV a 5.000 giri e 490 lb-ft di coppia a 4.000 giri, montato però solo su 135 esemplari per via del costo elevato dell'opzione. La maggior parte delle vetture uscite di fabbrica montava invece il più diffuso 440 Super Commando, disponibile nella versione Six Barrel da 390 CV con tre carburatori doppio corpo oppure in configurazione singola da 375 CV. Il cambio poteva essere un manuale a 4 rapporti oppure un automatico Torqueflite a 3 marce.

Anno di produzione

1970 (unico anno)

Il legame con la NASCAR e Richard Petty

La Superbird nacque per correre, non solo per essere venduta. Nella stagione NASCAR 1970 Richard Petty, tornato a guidare per Plymouth, ottenne diciotto vittorie al volante della vettura, contribuendo a consolidarne la fama sportiva. Proprio il legame indissolubile con le corse ne decretò però anche la fine: dal 1971 la federazione introdusse nuove regole che penalizzavano pesantemente le vetture aerodinamiche come la Superbird, imponendo limiti di cilindrata più severi o zavorre aggiuntive che ne compromettevano la competitività, rendendole di fatto fuori mercato.

Dal flop commerciale al mito del collezionismo

Al momento del lancio il design estremo della Superbird non convinse il grande pubblico: molti esemplari rimasero invenduti a lungo nei concessionari, tanto che alcuni furono riconvertiti in configurazione meno vistosa pur di trovare acquirenti. Il giudizio della storia è stato però ribaltato dal mercato del collezionismo: oggi la Superbird è una delle muscle car americane più ricercate, con quotazioni che secondo le fonti specializzate raggiungono regolarmente cifre comprese tra 200.000 e 450.000 dollari, in base a motorizzazione, allestimento e stato di conservazione.

Le generazioni della Superbird

  • Plymouth Superbird (1970) — Unica generazione della vettura, prodotta esclusivamente per l'anno modello 1970 sulla base della Plymouth Road Runner, come evoluzione della Dodge Charger Daytona pensata per l'omologazione NASCAR.

Domande frequenti sulla Superbird

Quanti esemplari di Plymouth Superbird sono stati costruiti?

Le fonti indicano circa 1.935 esemplari consegnati ai concessionari statunitensi, a cui si aggiungono alcune decine di unità destinate al mercato canadese, a fronte di una produzione programmata di 1.920 vetture necessaria per l'omologazione NASCAR.

Che differenza c'è tra la Plymouth Superbird e la Dodge Charger Daytona?

La Superbird nasce come evoluzione diretta della Daytona, con un muso ancora più affinato dal punto di vista aerodinamico e un corpo vettura più smussato; a differenza della Daytona, la Superbird era inoltre dotata di un clacson che riproduceva il verso del personaggio Road Runner, da cui prendeva il nome anche il modello di base.

Perché la produzione della Superbird durò un solo anno?

La combinazione di normative sulle emissioni più stringenti, premi assicurativi in aumento e nuove regole NASCAR che penalizzavano le vetture aerodinamiche resero la Superbird non più competitiva in pista né conveniente da produrre, portando Plymouth a interromperne la produzione dopo il solo anno modello 1970.

Quali motori si potevano scegliere sulla Plymouth Superbird?

Erano disponibili tre propulsori V8: il 426 Hemi da 425 CV, il 440 Super Commando Six Barrel da 390 CV con tre carburatori e il 440 Super Commando a carburatore singolo da 375 CV, abbinabili a cambio manuale a 4 marce o automatico Torqueflite a 3 marce.

Fonti

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