Scheda modello

Plymouth Road Runner

La Plymouth Road Runner è una muscle car di segmento medio prodotta dal 1968 al 1980, pensata per offrire prestazioni da vero bolide a un prezzo accessibile, con tanto di clacson ispirato al celebre cartone animato Warner Bros.

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Perché sì

  • Rapporto prestazioni-prezzo tra i migliori della sua epoca grazie all'allestimento essenziale abbinato a motori di grossa cilindrata
  • Ampia scelta di motorizzazioni, dal solido 383 V8 fino al leggendario 426 Hemi
  • Forte identità di marketing legata al personaggio Road Runner, che la rese immediatamente riconoscibile
  • Oggi è un'icona del collezionismo muscle car, con le prime serie 1968-1970 particolarmente ricercate

Da valutare

  • Dotazione di serie volutamente spartana, in linea con la filosofia di contenimento dei costi
  • Prestazioni in forte calo dal 1971 in poi a causa delle normative anti-inquinamento e della riduzione dei rapporti di compressione
  • Costi assicurativi elevati per le versioni più potenti, che contribuirono al declino commerciale del modello
  • Le ultime annate (1976-1980), ridotte a semplice pacchetto estetico sulla Volaré, persero il carattere sportivo che aveva reso celebre il nome

In sintesi

Segmento
Muscle car di taglia media
Carrozzeria
Coupé 2 porte, hardtop e cabriolet
Anni di produzione
1968-1980
Generazioni
Tre
Piattaforma
B-body (poi F-body dal 1976)
Motore di lancio
V8 383 cu in (6,3 litri), 335 CV
Motore top di gamma
V8 426 Hemi (7,0 litri), 425 CV
Prezzo di lancio
3.034 dollari (1968)

Sul finire degli anni Sessanta il mercato delle muscle car americane si era spostato verso allestimenti sempre più ricchi e costosi. Plymouth decise di percorrere la strada opposta: creare un'auto spartana nella dotazione ma feroce sotto il cofano, venduta a un prezzo alla portata di un pubblico più ampio. Nacque così la Road Runner, presentata per l'anno modello 1968 e costruita sulla base della Belvedere, il modello di taglia media del marchio. Per rendere l'auto immediatamente riconoscibile, Plymouth pagò 50.000 dollari alla Warner Bros per ottenere i diritti sul nome e sull'immagine del celebre uccello dei cartoni animati, investendo altri fondi per riprodurre fedelmente il suo inconfondibile verso "beep beep" nel clacson di serie. Il successo commerciale superò ogni previsione: a fronte di una stima iniziale di circa 20.000 unità, nel primo anno ne furono vendute circa 45.000.

Un'idea semplice: tanta potenza, pochi fronzoli

Il concetto alla base della Road Runner era tanto semplice quanto efficace: prendere la struttura della Belvedere nel suo allestimento più economico e infilarci sotto il cofano i motori più muscolosi disponibili nel catalogo Chrysler. Niente cromature superflue, niente optional costosi di serie: solo un abitacolo essenziale e una meccanica pensata per il quarto di miglio.

  • Motore di base: V8 383 cu in (6,3 litri) da 335 CV
  • Motore intermedio: V8 440 cu in (7,2 litri) da 390 CV nella versione Six Barrel, disponibile dal 1969
  • Motore top di gamma: V8 426 Hemi (7,0 litri) da 425 CV, proposto come opzione a pagamento

Il listino di lancio del 1968 partiva da 3.034 dollari, una cifra che permetteva a un pubblico molto più ampio rispetto ai concorrenti diretti, come la Pontiac GTO, di accedere a un'auto dalle prestazioni elevate.

Motore di lancio

V8 383 cu in (6,3 litri), 335 CV

Le generazioni della Road Runner

Nel corso della sua storia la Road Runner ha attraversato tre generazioni principali, riflettendo i cambiamenti del mercato e delle normative statunitensi.

  • Prima generazione (1968-1970): debutto come coupé a montanti fissi, poi hardtop; dal 1969 arriva anche la versione cabriolet e il sistema di aspirazione forzata Air Grabber; nel 1970 restyling di muso e coda.
  • Seconda generazione (1971-1975): linea più tondeggiante in stile fuselage, cancellazione della cabriolet e progressiva riduzione delle prestazioni per adeguarsi alle nuove normative sulle emissioni.
  • Terza fase (1976-1980): il nome Road Runner sopravvive solo come pacchetto estetico sulla compatta Plymouth Volaré, perdendo ogni velleità da vera muscle car fino alla cancellazione definitiva nel 1980.

Motore top di gamma

V8 426 Hemi (7,0 litri), 425 CV

Il clacson beep beep e il legame con il cartone animato

Uno degli elementi più celebri della Road Runner non riguarda la meccanica, ma il marketing. Plymouth versò 50.000 dollari alla Warner Bros per utilizzare nome e immagine del personaggio dei cartoni animati Road Runner, investendo ulteriori fondi per sviluppare un clacson che riproducesse fedelmente il celebre verso "beep beep". Questo dettaglio, insieme al logo dell'uccellino stampato su portiere e volante, contribuì a rendere l'auto immediatamente riconoscibile e a costruirne un'identità distintiva rispetto alle rivali.

Anni di produzione

1968-1980

La Superbird e il declino negli anni Settanta

Il capitolo più estremo della storia della Road Runner porta il nome di Superbird: costruita nel solo 1970 in circa 1.935 esemplari, nacque per l'omologazione nelle competizioni NASCAR e per riportare il pilota Richard Petty sotto le insegne Plymouth. Riconoscibile per il lungo muso aerodinamico, che allungava la vettura di 19 pollici, e per l'alettone posteriore montato su supporti verticali, la Superbird poteva contare sullo stesso ventaglio di motori della Road Runner, incluso il 426 Hemi capace di 0-100 km/h in circa 5,5 secondi.

Dal 1971 in poi, però, l'inasprimento delle normative sulle emissioni e l'aumento dei costi assicurativi per le auto ad alte prestazioni misero in crisi l'intero segmento delle muscle car. I rapporti di compressione furono abbassati, le potenze dichiarate calarono progressivamente e le vendite si ridussero di conseguenza, fino ad arrivare a circa 7.183 unità nel 1975, ultimo anno della Road Runner come modello indipendente su base B-body.

Le generazioni della Road Runner

12anni di storia

1968—19702 anni

Prima generazione

Debutto della Road Runner come coupé essenziale derivata dalla Belvedere, con motori 383 e 426 Hemi. Dal 1969 arrivano la versione cabriolet e il sistema Air Grabber; nel 1970 viene introdotto un restyling di muso e coda e debutta la Superbird per le competizioni NASCAR.

1971—19754 anni

Seconda generazione

Linea ridisegnata in stile fuselage, scomparsa della cabriolet e prestazioni in calo a causa delle nuove normative sulle emissioni. Le vendite si riducono progressivamente fino a circa 7.183 unità nel 1975.

1976—19804 anni

Pacchetto Volaré

Il nome Road Runner viene applicato come semplice pacchetto estetico sulla compatta Plymouth Volaré, costruita su piattaforma F, senza più le prestazioni che avevano reso celebre il modello. La produzione termina nel 1980.

Domande frequenti sulla Road Runner

Perché la Plymouth Road Runner si chiama così?

Il nome deriva dal personaggio dei cartoni animati Warner Bros, l'uccello Road Runner. Plymouth pagò 50.000 dollari per ottenere i diritti su nome e immagine, oltre a un fondo aggiuntivo per riprodurre il celebre clacson beep beep sull'auto.

Quali motori montava la Plymouth Road Runner?

Al lancio nel 1968 il motore di base era un V8 383 cu in (6,3 litri) da 335 CV, con il 426 Hemi da 425 CV come opzione top di gamma. Nel corso degli anni si sono aggiunti altri propulsori, tra cui il 440 Six Barrel da 390 CV e, nella seconda generazione, unità di cilindrata inferiore come il 340 e il 318.

Quanto è durata la produzione della Road Runner?

La Road Runner è stata prodotta dal 1968 al 1980. Come vera muscle car su base B-body ha però avuto vita fino al 1975; dal 1976 il nome è sopravvissuto solo come pacchetto estetico sulla Plymouth Volaré.

Cos'è la Plymouth Superbird?

È la variante aerodinamica estrema della Road Runner, costruita nel solo 1970 in circa 1.935 esemplari per l'omologazione nelle gare NASCAR. Si riconosce per il lungo muso a punta e per il vistoso alettone posteriore su supporti verticali.

Fonti

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