Il debutto: 1956-1958
La Fury nasce nel 1956 come sotto-serie di punta della Plymouth Belvedere, proposta esclusivamente in un'unica configurazione: coupé a due porte in livrea color sandstone white con inserti in alluminio anodizzato dorato, sostituita nel 1958 dalla tonalità buckskin beige. Lo stile è firmato da Virgil Exner nell'ambito della filosofia "Forward Look", che in quegli anni contribuisce a riportare Plymouth al terzo posto nelle vendite del mercato statunitense.
- Motorizzazione V8 da 318 cu in nei primi anni
- Nel 1958 debutta il V8 Golden Commando da 350 cu in con doppio carburatore a quattro corpi, capace di 305 cavalli
Anni di produzione
1956-1978, proseguita come Gran Fury fino al 1989
Una gamma autonoma tra record di vendita e successi in pista
Dal 1959 la Fury diventa una serie a sé stante, posizionata al vertice della gamma Plymouth, disponibile in berlina quattro porte, hardtop due e quattro porte, oltre alla versione più sportiva Sport Fury con carrozzeria hardtop e cabriolet. Il 1960 segna il passaggio alla scocca portante (unibody) e l'introduzione del sistema di aspirazione ram induction targato Chrysler.
Tra il 1962 e il 1964 la gamma si ridimensiona su base B-body di taglia media, ma proprio in questi anni la Fury conquista un momento di gloria sportiva: nel 1964 Richard Petty vince la 500 miglia di Daytona a bordo di una Fury spinta dal leggendario motore Hemi, davanti ad altre due Plymouth.
Il ritorno alle grandi dimensioni e lo stile Fuselage
Dal 1965 la Fury torna a essere un'ammiraglia a grandezza naturale su base C-body, affiancata dal 1966 dall'allestimento di lusso VIP. Dal 1969 la gamma adotta il caratteristico stile "Fuselage Look", con carrozzerie dalle forme arrotondate e filanti. È il periodo delle motorizzazioni più prestazionali, con il V8 440 in configurazione "6-Barrel" a tre carburatori doppio corpo capace di circa 390 cavalli sulla Sport Fury GT.
Il ridimensionamento e l'eredità come auto della polizia
Dopo un unico anno di produzione nel 1974 su un'ulteriore evoluzione della piattaforma C-body, dal 1975 al 1978 la Fury torna a una taglia media su base B-body, prima di lasciare il testimone alla Gran Fury, che ne raccoglie l'eredità fino al 1989. In questa fase il modello diventa uno dei preferiti dai dipartimenti di polizia statunitensi, apprezzato per la robustezza della meccanica e la disponibilità di motori V8 di grossa cilindrata specificamente allestiti per l'uso in pattuglia. L'ultimo esemplare a trazione posteriore con motore V8 esce dallo stabilimento di Kenosha, nel Wisconsin, il 23 dicembre 1988.
Christine e l'immaginario popolare
La Fury del 1958 raggiunge una notorietà che va oltre il mondo dell'automobile grazie al romanzo horror "Christine" di Stephen King, pubblicato nel 1983, in cui l'auto è protagonista di una storia sovrannaturale, poi portata sul grande schermo nello stesso anno. Questo episodio contribuisce ancora oggi a rendere la Fury di fine anni Cinquanta una delle Plymouth più riconoscibili nella cultura popolare.
