Scheda modello

Plymouth Fury

La Plymouth Fury è stata per oltre trent'anni il modello di punta del marchio popolare di Chrysler, passando da coupé di lusso degli anni Cinquanta a berlina performante degli anni Sessanta, fino a diventare una delle auto della polizia più diffuse negli Stati Uniti.

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Perché sì

  • Ampia scelta di motori V8 Chrysler, dai più contenuti fino al leggendario 440 cu in
  • Stile scenico firmato Virgil Exner, prima con il Forward Look e poi con il Fuselage Look
  • Comfort di marcia elevato, con sospensioni tarate per le lunghe percorrenze autostradali
  • Forte valore storico e da collezione per le versioni Sport Fury e Fury GT
  • Solidità meccanica apprezzata anche dai corpi di polizia americani

Da valutare

  • Ingombro e peso elevati che penalizzano agilità e consumi
  • Assenza di dotazioni di sicurezza attiva moderne, essendo un progetto sviluppato tra anni Cinquanta e Settanta
  • Reperibilità molto limitata sul mercato italiano, con quotazioni da importazione
  • Manutenzione che richiede competenze specialistiche sulla meccanica americana d'epoca

In sintesi

Marca
Plymouth
Segmento
Berlina full-size e mid-size (variabile per generazione)
Carrozzeria
Coupé, berlina, hardtop, cabriolet, station wagon
Anni di produzione
1956-1978, proseguita come Gran Fury fino al 1989
Paese di origine
Stati Uniti
Motorizzazioni
Sei cilindri in linea e V8 Chrysler, da 225 a 440 cu in
Trazione
Posteriore

Nata nel 1956 come variante di punta della Plymouth Belvedere, la Fury nasce con l'obiettivo di attirare i clienti in concessionaria grazie a uno stile audace e a una dotazione premium riservata a un'unica carrozzeria coupé a due porte. Il nome, ispirato alle Furie della mitologia greco-romana, richiama la carica di aggressività che il modello vuole trasmettere fin dal debutto. Nel giro di pochi anni la Fury si trasforma in una gamma autonoma e articolata, capace di attraversare quasi ogni segmento del mercato americano: dalle ammiraglie a grandezza naturale alle berline di taglia media, fino alle interpretazioni più sportive con motori V8 di grossa cilindrata.

Il debutto: 1956-1958

La Fury nasce nel 1956 come sotto-serie di punta della Plymouth Belvedere, proposta esclusivamente in un'unica configurazione: coupé a due porte in livrea color sandstone white con inserti in alluminio anodizzato dorato, sostituita nel 1958 dalla tonalità buckskin beige. Lo stile è firmato da Virgil Exner nell'ambito della filosofia "Forward Look", che in quegli anni contribuisce a riportare Plymouth al terzo posto nelle vendite del mercato statunitense.

  • Motorizzazione V8 da 318 cu in nei primi anni
  • Nel 1958 debutta il V8 Golden Commando da 350 cu in con doppio carburatore a quattro corpi, capace di 305 cavalli

Anni di produzione

1956-1978, proseguita come Gran Fury fino al 1989

Una gamma autonoma tra record di vendita e successi in pista

Dal 1959 la Fury diventa una serie a sé stante, posizionata al vertice della gamma Plymouth, disponibile in berlina quattro porte, hardtop due e quattro porte, oltre alla versione più sportiva Sport Fury con carrozzeria hardtop e cabriolet. Il 1960 segna il passaggio alla scocca portante (unibody) e l'introduzione del sistema di aspirazione ram induction targato Chrysler.

Tra il 1962 e il 1964 la gamma si ridimensiona su base B-body di taglia media, ma proprio in questi anni la Fury conquista un momento di gloria sportiva: nel 1964 Richard Petty vince la 500 miglia di Daytona a bordo di una Fury spinta dal leggendario motore Hemi, davanti ad altre due Plymouth.

Il ritorno alle grandi dimensioni e lo stile Fuselage

Dal 1965 la Fury torna a essere un'ammiraglia a grandezza naturale su base C-body, affiancata dal 1966 dall'allestimento di lusso VIP. Dal 1969 la gamma adotta il caratteristico stile "Fuselage Look", con carrozzerie dalle forme arrotondate e filanti. È il periodo delle motorizzazioni più prestazionali, con il V8 440 in configurazione "6-Barrel" a tre carburatori doppio corpo capace di circa 390 cavalli sulla Sport Fury GT.

Il ridimensionamento e l'eredità come auto della polizia

Dopo un unico anno di produzione nel 1974 su un'ulteriore evoluzione della piattaforma C-body, dal 1975 al 1978 la Fury torna a una taglia media su base B-body, prima di lasciare il testimone alla Gran Fury, che ne raccoglie l'eredità fino al 1989. In questa fase il modello diventa uno dei preferiti dai dipartimenti di polizia statunitensi, apprezzato per la robustezza della meccanica e la disponibilità di motori V8 di grossa cilindrata specificamente allestiti per l'uso in pattuglia. L'ultimo esemplare a trazione posteriore con motore V8 esce dallo stabilimento di Kenosha, nel Wisconsin, il 23 dicembre 1988.

Christine e l'immaginario popolare

La Fury del 1958 raggiunge una notorietà che va oltre il mondo dell'automobile grazie al romanzo horror "Christine" di Stephen King, pubblicato nel 1983, in cui l'auto è protagonista di una storia sovrannaturale, poi portata sul grande schermo nello stesso anno. Questo episodio contribuisce ancora oggi a rendere la Fury di fine anni Cinquanta una delle Plymouth più riconoscibili nella cultura popolare.

Le generazioni della Fury

  • 1956-1958 - Sotto-serie della Belvedere — Coupé di punta a due porte con livrea dedicata e inserti dorati, disegnata da Virgil Exner nello stile Forward Look. Nel 1958 debutta il V8 Golden Commando da 350 cu in e 305 cavalli.
  • 1959 - Prima generazione autonoma — Diventa una serie a sé stante a grandezza naturale, con passo di circa 300 cm, disponibile in berlina, hardtop e, nella versione Sport Fury, anche cabriolet.
  • 1960-1961 - Seconda generazione — Prima Fury con scocca portante unibody, dotata del sistema di aspirazione ram induction. Gamma motori dal sei cilindri 225 cu in fino al V8 413 cu in.
  • 1962-1964 - Terza generazione — Ridimensionata su base B-body di taglia media. In questi anni una Fury con motore Hemi, guidata da Richard Petty, vince la 500 miglia di Daytona del 1964.
  • 1965-1968 - Quarta generazione — Ritorno alla piattaforma C-body a grandezza naturale, con l'introduzione dell'allestimento di lusso VIP e motorizzazioni fino al V8 440 cu in.
  • 1969-1973 - Quinta generazione — Adotta lo stile "Fuselage Look" dalle forme arrotondate. Al vertice della gamma si colloca la Sport Fury GT con il V8 440 6-Barrel da circa 390 cavalli.
  • 1974 - Sesta generazione — Unico anno di produzione su una piattaforma C-body ridisegnata, prima del passaggio alla taglia media.
  • 1975-1978 - Settima generazione — Ritorno a dimensioni medie su base B-body, con allestimenti Base, Custom e Salon per le berline e Sport per le coupé, fino al passaggio di testimone alla Gran Fury.
  • 1980-1989 - Continuazione come Gran Fury — La sigla Fury sopravvive nel nome Gran Fury, prima su base R-body e poi M-body, diventando una delle vetture più diffuse tra le forze di polizia statunitensi fino alla fine della produzione nel dicembre 1988.

Domande frequenti sulla Fury

Perché la Plymouth si chiama Fury?

Il nome richiama le Furie della mitologia greco-romana, scelto per trasmettere un'idea di carattere deciso e aggressivo fin dal lancio del modello nel 1956.

Quali motori ha montato la Plymouth Fury nel corso degli anni?

La gamma ha spaziato dal sei cilindri in linea da 225 cu in a numerosi V8 Chrysler, tra cui 318, 361, 383, 413, 426 e 440 cu in, con potenze che nelle versioni più sportive hanno superato i 300 cavalli.

La Plymouth Fury ha ottenuto successi sportivi?

Sì, nel 1964 una Fury con motore Hemi guidata da Richard Petty ha vinto la 500 miglia di Daytona, precedendo altre due Plymouth sul podio.

È vero che la Fury è l'auto protagonista del romanzo Christine?

Sì, una Plymouth Fury del 1958 è la protagonista del romanzo horror Christine di Stephen King, pubblicato nel 1983 e trasposto sul grande schermo nello stesso anno.

La Plymouth Fury è stata usata come auto della polizia?

Nella sua fase finale, tra gli anni Settanta e Ottanta, la Fury e la sua evoluzione Gran Fury sono state ampiamente adottate dai dipartimenti di polizia statunitensi grazie alla robustezza meccanica e ai motori V8 di grossa cilindrata.

Fonti

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