Le origini: una coupé per riempire un vuoto in gamma
Quando nel 1970 la Barracuda abbandona il pianale della Valiant per adottare la nuova piattaforma E-body, Plymouth resta senza una proposta sportiva compatta ed economica. Il Duster nasce proprio per colmare questa lacuna: utilizza la meccanica della Valiant, ne riprende il frontale, ma introduce una carrozzeria coupé a due porte con coda semi-fastback pensata per attrarre un pubblico più giovane senza allontanarsi dai costi contenuti tipici della gamma compatta.
Il debutto è un successo pressoché immediato, complice anche un listino che partiva da prezzi accessibili pur lasciando spazio a configurazioni via via più sportive.
Unità prodotte
Oltre 1,3 milioni
Motori: dalla sobrietà del sei cilindri alla grinta del V8
La caratteristica che più contraddistingue il Duster è la sua "doppia personalità". Alla base della gamma si trovano i sei cilindri in linea Slant Six, apprezzati per l'economia di esercizio, mentre al vertice si posiziona la famiglia di V8 LA, capace di arrivare fino alle cilindrate maggiori.
- Sei cilindri in linea Slant Six, le varianti più economiche e diffuse
- V8 da 318 pollici cubici, la scelta intermedia più equilibrata
- V8 da 340 pollici cubici, il propulsore delle versioni sportive
- V8 da 360 pollici cubici, introdotto negli anni successivi
Questa ampiezza di scelta permetteva di configurare il Duster sia come utilitaria parsimoniosa sia come coupé dal temperamento decisamente più focoso.
Anni di produzione
1970-1976
Il Duster 340 e le versioni speciali
La variante più ricordata dagli appassionati è senza dubbio il Duster 340, che abbina il V8 da 340 pollici cubici della famiglia LA alla leggerezza del pianale A-body, dando vita a una muscle car compatta, agile e relativamente economica da assicurare rispetto alle intermedie con motori più grandi.
Nel corso degli anni la gamma si arricchisce di numerose varianti a tema: la Gold Duster, orientata al comfort con tetto in vinile e finiture più curate, la Duster Twister, pacchetto estetico sportivo, la Space Duster con sedili posteriori ribaltabili per aumentare la capacità di carico, e infine la Feather Duster del 1976, versione alleggerita e orientata al risparmio di carburante.
Modello sostitutivo
Plymouth Volaré (1976)
Restyling, fine produzione ed eredità del nome
Nel 1973 il Duster riceve un aggiornamento estetico che coinvolge cofano, griglia anteriore, parafanghi, paraurti e gruppi ottici posteriori, questi ultimi ridisegnati con un montaggio più sporgente rispetto al design a filo carrozzeria dei primi anni. Le modifiche ai paraurti risentono anche delle nuove normative federali statunitensi sulla sicurezza in caso di urto a bassa velocità.
La produzione del Duster termina a metà del 1976, quando Plymouth lo sostituisce con il Volaré. Il nome, tuttavia, non scompare del tutto: viene ripreso in seguito come semplice pacchetto estetico su altri modelli Plymouth, tra cui Volaré, Turismo e Sundance, senza però più indicare una vettura a sé stante come il Duster originale.
