Le origini: un'inglese in soccorso di Chrysler
All'alba degli anni Settanta il mercato americano vede l'esplosione della domanda di auto compatte ed economiche, terreno su cui Ford e Chevrolet si muovono con Pinto e Vega. Chrysler non dispone di un prodotto equivalente pronto per la produzione statunitense, così decide di attingere al catalogo della propria divisione britannica Rootes.
La scelta cade sulla Hillman Avenger, berlina compatta di impostazione classica con motore anteriore e trazione posteriore, disponibile in Europa in più cilindrate. Per il mercato nordamericano l'auto viene adattata alle normative locali su sicurezza ed emissioni, ribattezzata Plymouth Cricket e affidata alla rete di vendita del marchio popolare del gruppo.
Motore
4 cilindri in linea 1.498 cc (versione britannica)
Meccanica e motorizzazioni
Per gli Stati Uniti la Cricket viene offerta con un'unica motorizzazione, il quattro cilindri da 1.498 cc, con rapporto di compressione abbassato a 8,0:1 per rispettare gli standard antinquinamento americani e una potenza dichiarata di circa 69-70 CV.
- Cambio manuale a 4 marce di serie, automatico a 3 marce in opzione
- Sospensione anteriore a ruote indipendenti con montanti McPherson
- Retrotreno rigido con schema multi-link, apprezzato per la tenuta di strada
- Freni anteriori a disco di serie sulla versione statunitense
- Carrozzerie disponibili: berlina a 4 porte e station wagon a 5 porte
Potenza
69-70 CV
Un debutto sfortunato: vendite deludenti e problemi di affidabilità
Nonostante uno slogan pubblicitario che giocava sul nome dell'insetto, il debutto commerciale della Cricket è impietoso: nel primo anno pieno di vendite si fermano a circa 27.700 unità, contro le oltre 350.000 della Ford Pinto e le circa 275.000 della Chevrolet Vega. Nell'arco dell'intero ciclo di vita statunitense, durato tre anni, il totale non supera le 41.000 unità.
Il flop non è solo una questione di immagine: la vettura sconta un impianto elettrico di derivazione Lucas poco affidabile, un carburatore Stromberg soggetto a difetti e una verniciatura elettrolitica che, al posto di una protezione sottoscocca più efficace, favorisce la corrosione precoce della carrozzeria. A questo si somma un prezzo di listino ravvicinato a quello della più capiente Plymouth Valiant, che rende la Cricket poco conveniente agli occhi del pubblico americano.
Anni di produzione (USA)
1971-1973
La seconda vita in Canada: dalla Gran Bretagna al Giappone
Ritirata la versione di origine britannica, il nome Cricket non scompare subito dai listini: in Canada i concessionari Plymouth continuano a proporlo fino al 1975, ma su una base tecnica completamente diversa. Si tratta infatti della Dodge Colt di seconda generazione, costruita in Giappone da Mitsubishi e semplicemente ribadgeizzata con il badge Plymouth, mantenendo persino l'anteriore ripreso dalla versione station wagon della Colt.
Questa seconda Cricket condivide ben poco con l'originale inglese, a partire dal fornitore e dall'impostazione meccanica, e rappresenta più un espediente commerciale per sfruttare un nome già noto ai concessionari canadesi che una vera continuità di prodotto.
Anni di produzione (Canada)
1973-1975 (versione derivata dalla Dodge Colt)
La Plymouth Cricket oggi
Complice la produzione limitata e il tasso di sopravvivenza molto basso dovuto proprio ai problemi di corrosione, trovare oggi una Plymouth Cricket in buone condizioni è tutt'altro che semplice. L'auto resta comunque un capitolo curioso della storia Chrysler, ricordato più per essere un caso di studio sugli insuccessi commerciali che per meriti tecnici, e attira l'interesse di un ristretto gruppo di collezionisti appassionati di rarità americane a marchio import.
